COS’È L’HACCP
11 Settembre 2008
Aprire un locale all'estero
APRIRE UN LOCALE ALL’ESTERO. 2) LA PARTE PRATICA
18 Settembre 2008

COME APRIRE UN LOCALE ALL’ESTERO. 1) L’APPROCCIO

Un sogno di tutti. Aprire un ristorante all’estero? Aprire un locale? Una scelta di vita prima che di lavoro. Vediamo come farlo, passo per passo…

 

il classico ristorante italiano in Inghilterra

Aprire il classico ristorante italiano in Inghilterra…

Primo: siamo Italiani, maestri dello stare bene, profeti del mangiare meglio; le nostre specialità espresso, pizza, gelati, pasta, sono conosciute ed apprezzate in tutto il mondo.

Secondo: a ognuno di noi è capitato di pensare, prima o poi: mollo tutto, scappo e vado a vivere in Giamaica! A volte è una fuga dalla vita, dall’ufficio, dalla famiglia, dall’amore; altre volte ancora è una fuga verso qualcosa: verso un amore che ci aspetta, o verso la terra promessa.

Primo fatto + secondo fatto = domanda:

COME APRIRE UN LOCALE ALL’ESTERO?

È una scelta coraggiosa. In alcuni casi, da decenni ma forse da secoli, gli italiani all’estero hanno trovato in questo modo l’america, a volte letteralmente, in altri casi hanno trovato disavventure devastanti. Come evitare almeno quest’ultime? Come far si che il nostro progetto di aprire un ristorante o un locale all’estero sia un successo?

Dove aprire un ristorante all’estero? Si tratta di una scelta, prima che di lavoro, di vita. Per prima cosa pensiamo bene non tanto a lavorare ma al vivere in  quel luogo. Spesso le fascinazioni della vacanza sono distanti dal quotidiano e spesso col tempo finiranno per mancarci cose a cui adesso non facciamo nemmeno caso (ho conosciuto un Inglese che viveva in Africa e a cui mancavano i supermercati e  un italiano che viveva in Messico, dove però gli mancavano terribilmente le stagioni!).

Superato quest’esame e pronti a vivere nel nostro paradiso terrestre cominciamo a ragionare sul quotidiano, con lo stesso disincanto: cosa dicono le guide e i siti di quella nazione: qual è la congiuntura economica? La situazione politica? Quella sociale? La (micro)criminalità? A proposito di criminalità. Magari non ci sembra ma l’Italia resta in questo un’isola felice, moltissimi paesi nel mondo sono avversati da una criminalità diffusa e VERAMENTE pericolosa, cui il fatto di essere stranieri ci espone ancora di più.

A questo punto è il momento di parlare di affari. La prima cosa da fare è capire come vanno gli affari nel luogo che avremmo scelto: frequentiamo i locali e se possibile cerchiamo di parlare con i ristoratori, leggendo fra le righe di quello che vi dicono, come vanno le cose? E soprattutto, quali sono i loro problemi? Cerchiamo di fare i conti, molto bene. I soldi contano in Honduras come in Italia, e anche se abbiamo deciso di portare lì tutti i nostri risparmi e la vita costa molto meno che da noi anche i nostri sudati soldini finiscono!!

Un altro consiglio in fase preparatoria: non pensiamo di andare ad insegnare, a meno che non siimo più che bravissimi nel nostro mestiere di ristoratori e baristi; il livello dei locali all’estero, come cura, arredamento, atmosfera e servizio è spesso addirittura superiore a quello italiano. Io personalmente ho trovato bellissime situazioni in Argentina, Messico e perfino in Vietnam, e abbiamo visto come Londra sia diventata una vera capitale del caffè espresso in questo post. Certamente si può pensare di aprire anche il locale sulla spiaggia all’estero con pochi soldi, ma mettete in conto di portare con voi professionalità e preparazione.

LA BUROCRAZIA PER APRIRE UN LOCALE ALL’ESTERO

Fra i problemi per aprire un locale all’estero poi ci sono quelli burocratici. Informatevi bene su quali sono le norme che regolano il lavoro degli stranieri in quella nazione? Potete fare una società vostra? Dovete per forza farla con un cittadino del luogo? Ci sono norme sull’immigrazione? Naturalmente è tutto più facile farlo in una nazione della comunità europea, che ha regole molto simili in ogni paese.

IN QUALE NAZIONE APRIRE UN BAR O UN RISTORANTE ALL’ESTERO

E infine perfino a come aprire un chiosco in Sud Africa

Alla seconda parte di questo post, in cui trattiamo gli aspetti pratici del nostro progetto e in cui si tratta di quanto costa aprire un locale all’estero. Lo trovate qui.  F

 

31 Comments

  1. kronakus ha detto:

    Mi piace questo blog. Ce ne vorrebbe uno simile per gli aspiranti giornalisti.

  2. gabriele ha detto:

    Ciao, grazie del complimento. NOn ho particolari esperienze di giornalismo ma ho un pò di amici che lo fanno e che sarebbero d’accordo.
    Fatemi sapere quando lo fate!

  3. massimo ha detto:

    ciao gabriele!
    ..mi chiamo massimo e ho aprezzato il tuo blog e lo sto studiando. io vivo a Berlino e mi accingo ad aprire uno Snack Bar all’italiana, la scala l’ho iniziata a salire, ricevendo il primo si…devo ora cosrtruire l’idea convincevole per il prossimo gradino..qui é molto difficile..perchè la concorrenza é tanta ed ha molte sorprese!

    ti saluto e ti augoro un
    BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO

    • vincent ha detto:

      ciao massimo, studio e vivo a sinsheim, vorrei aprire un wine bar all’italiana, sapresti dirmi quali documenti servono per operare nel settore? e soprattutto se lo stato aiuta con finanziamenti agevolati…grazie mille

      • mimmo ha detto:

        Ciao Vincent,
        non credo che Massimo ti possa rispondere,perche’ il suo commento e’ datato 2008,comunque sia per aprire un wine bar all’italiana,oltre alle licenze, vari permessi e documentazione ti consiglio di fare un corso, non dico per diventare un vero e proprio sommelier, ma almeno un corso di enologia, che ti dia la possibilita’ di avere una cultura tale da poter rapportarti con i clienti sempre piu’ esperti in materia.
        Saluti dall’Italia. mimmo

  4. gabriele ha detto:

    Aprire all’estero é complesso, sia per le regole diverse sia (spesso) per una lingua che, anche se la conosciamo bene, non è la nostra.
    Con la mia azienda lavoriamo comunque molto in Germania e posso senz’altro dirti che è un paese maturo, che apprezza molto la qualità e l’attenzione al dettaglio, quindi la concorrenza c’è ma sono chiare anche le armi per batterla. Ci sono stati molti ragazzi tedeschi che hanno partecipato ai nostri corsi sul caffè. Una delle partecipanti credo che abbia una caffetteria che si chiamo “tiergarten” ed è vicina allo storico parco di Berlino, nemmeno lei è tedesca e magari può essere interessante farci una chiacchierata.
    Comunque in bocca al lupo e tanti auguri di buone feste anche a te.

  5. sergio ha detto:

    ciao, trovo interessantissimo l’argomento.. anche io sto iniziando a gettare le basi per un trasferimento verso berlino e la mia idea è quella di wine bar associato a cibo semplice ma genuino, nello stile dei vari locali che offrono aperitivi particolari e alcuni piatti tipici.

    per massimo.. mi piacerebbe sapere come te la cavi, credo che ormai gli italiani in via di fuga verso berlino siano centinaia, io la conosco un pò anche se non ci ho vissuto ancora.. se vuoi contattarmi, possiamo scambiarci le email 🙂

  6. gabriele ha detto:

    Vi invidio ragazzi, se c’è una città che amo, questa è Berlino.

  7. Gianluca ha detto:

    Avete maggiori info sul Belize come location per progetti del genere?

    Saluti e complimenti per l’idea di questo blog.

  8. gabriele ha detto:

    Oddio, onestamente no, è una nazione che so meravigliosa ma con cui non ho mai avuto a che fare
    Appena apri facci sapere, che voliamo a trovarti!
    G

  9. Luca ha detto:

    Ciao a tutti.Avrei intenzione di aprire un bar a Fuerteventura,per la precisione a Corralejo.Qualcuno mi può aiutare sulla documentazione che serve,i costi che ci possono essere.Ogni consiglio è ben accetto.Grazie

  10. gabriele ha detto:

    Ciao Luca, scusate il ritardo nel rispondere, ero fuori.
    Fuerteventure è spagnola, quindi comunità europea e quindi senza grossi problemi per quello che riguarda le normative. Sicuramente serve come sempre attenzione e buona conoscenza della lingua non tanto per le leggi quanto per stare attenti alle fregature sulla location, i contratti d’affitto o di azienda, le cose fra privati insomma.
    costi? Se si tratta di fare un locale da zero noi abbiamo avuto esperienze di locali a circa 500 € al metro quadro. in questi cai, essendo isole, bisogna stare attenti ai costi di certe materie prime che spesso sono care perchè tutto arriva da fuori.

    Buonissima fortuna intanto

  11. Norman ha detto:

    Ciao, l’idea di scappare e aprire un bar sulla spiaggia è ciò che mi perseguita da tempo. L’unica cosa che mi manca al momento sono i soldi :-). Non ho ancora deciso la località, ma sicuramente sarà un posto tipo Jamaica o comunque isole simili. Sapreste dirmi all’incirca quanti soldi servono per poter realizzare un sogno del genere?Ovviamente non la somma precisa, ma un budget iniziale con qui partire per poter avviare l’attività.
    Grazie mille!
    Blog molto interessante complimenti!

  12. mimmo ha detto:

    Ciao Norman,
    facci sapere dove aprirai il locale dei tuoi sogni che ci organizziamo per venire a farci una vacanza.
    Se hai delle idee ben chiare, fai bene ad avventurarti.Ricordati sempre di valutare sempre bene il tutto,magari cercando di entrare in contatto con dei connazionali che hanno fatto questo tipo d’esperienza.Per i costi,devi sapere se il locale lo vuoi rilevare,o crearlo da zero. In bocca al lupo. mimmo

  13. Norman ha detto:

    Crepi!!!si l’idea di partire è molto chiara e decisa..xo volevo sapere appunto all’incirca i soldi che devo mettermi da parte per far partire tutto.Perchè l’idea è di aprirlo con un paio di amici fidati, quindi dovrei far sapere anche a loro quanto ci servirà per partire all’avventura!:-D
    Se qualcuno riesce a darmi anche un numero approssimativo gli sarei molto grato!(Sia nel caso dovessimo partire da zero o nel caso dovessimo rilevarne una già avviata)
    Comunque vi farò sapere quando partirò..ah ovviamente la bevuta ve la offrirò io! 🙂
    Grazie ciaooo!

  14. mimmo ha detto:

    Ciao Norman,
    non si puo’ dire cosi’ su due piedi,la cifra servirebbe,senza conoscere la tipolgia di locale,ed in quale paese lo vorresti aprire. Come’ ha gia’ spiegato Gabriele nel post,non bisogna mai buttarsi allo sbaraglio,soprattutto quando si entra in contatto con un popolo ed una nazione diversa dalla nostra. Se vuoi un consiglio,direi che dovresti organizzare una vacanza,insieme ai tuoi amici (futuri soci),in una localita’che credi piu’ opportuna,ed invece di fare solamente il turista,prendi contatti con gente del posto, magari con qualche italiano che ha gia’ un locale.Informati per la burocrazia e cerca di capire quali possono essere le entrate, ed i costi da sostenere per mandare avanti un’attivita’.Solo cosi’potrai quantificare,se ne vale la pena o no.
    Spero di non averti scoraggiato. Bye. mimmo

  15. MAURO ha detto:

    Ciao Gabriele, e ciao a tutti mi chiamo Mauro, ed il mio sogno nel cassetto è quello di trasferirmi in California!!!
    Ovviamente vorrei esportare un pò di Italia in quei luoghi, e quale metodo migliore se non portare in dote le nostre abilità culinarie ? 😀
    Il mio obiettivo, condiviso in società con un mio amico, è di aprire una specie di trattoria o locanda alla “campagnola”, e cucinare prodotti diciamo “tipici” italiani e regionali.

    Cosa bisogna fare per ottenere i vari permessi e le varie licenze ?

  16. MAURO ha detto:

    A se può servire. le città in cui mi piacerebbe trasferirmi sono S.Diego e/o San Francisco .

  17. mimmo ha detto:

    Ciao Mauro,
    non ho esperienze lavorative all’estero,pero’ un consiglio che ti posso dare,prima di licenziarti se fossi in te mi prenderei un mese di vacanza e partirei per la destinazione che piu’ ti “garba” e t’interessa. Investi questo tempo concentrandoti per farti un’idea sulla realtà locale ed anche , qualora di tuo interesse, in merito ai business possibili e alle condizioni richieste, analizzando soprattutto i potenziali concorrenti.
    Informati su quali studi legali ,seri ,onesti e preparati possono interessarsi di tutelare i tuoi interessi ed in seguito affidarti per ogni pratica.Cerca di entrare in contatto con esercenti del luogo e capire quali siano le esigenze e le difficolta’.
    Prima di fare tutto cio’,consulta anche un tuo commercialista.
    Facci sapere.mimmo

  18. MAURO ha detto:

    Ciao Mimmo, ovviamente è giustissimo quello che dici ed è infatti quello che farò, cioè passare un po di tempo lì e sondare sul campo come stanno le cose! Poi per fortuna ho appena saputo che un mio conoscente lavora come cameriere in un ristorante di Las Vegas…magari lui ne sà qualcosa in più!!!
    Se ho novità le posto subito!!!

  19. lawrence ha detto:

    ciao ragazzi
    io sono stato da poco a berlino
    l’ho trovata molto alla mano!
    io sono un bartender e credo che lì
    …ci sia molto da fare!?!
    ma non so come funziona per lavorare!
    grazie un saluto a tutti!

  20. mimmo ha detto:

    Ciao Lawrence,
    una scuola molto affermata per bartender
    che sicuramente conoscerai,e’ la PLANETONE e qualche anno fa’ ho conosciuto dei ragazzi, che una volta finito il corso,hanno subito trovato lavoro in Inghilterra grazie a degli indirizzi che la scuola ha loro fornito.
    Per Berlino,io ti consiglio di entrare in contatto con qualche gestore Italiano in Germania e farti fare un elenco di locali di cui possano aver bisogno di un bartender,oppure contatta qualche agenzia di TROVOLAVORO.
    Mi dispiace, ma di piu’ non so consigliarti.In bocca al lupo. mimmo

  21. […] volta trovato il locale bisognerà probabilmente farci dei lavori e questo vi metterà davvero in contatto con la realtà […]

  22. MARCO ha detto:

    CIAO A TUTTI MI CHIAMO MARCO , HO VOGLIA DI APRIRE UN WINE BAR IN INGHILTERRA LONDRA O MANCHESTER . MI POTRESTI AIUTARE ? DANDOMI NOTIZIE CIRSCOSTANZIATE AL RIGUARDO , CIAO A TUTTI MARCO

  23. mimmo ha detto:

    Ciao Marco,
    come gia’ ne ha parlato Gabriele nel post, se vuoi delle delucidazioni sulle attivita’ commerciali all’estero, ti conviene dare un’occhiata sui siti, dei paesi che t’interessano. Per l’Inghilterra, prova il sito:
    www. britchamitaly.com ( e’ una camera di commercio per gli italiani).
    In bocca al lupo. mimmo

  24. mauro roversi ha detto:

    ciao sono mauro da brescia, da 22 anni gestisco locali da risto,caffetterie,piadinerie, pizzerie ,spaghetteria,tuttora ho 3 locali ma a dicembre vado in visita a berlino x una nuova avventura ,hai dei consigli da darmi x la zona? e se abbiamo delle agevolazioni fiscali?

  25. symon ha detto:

    ho cercato una vosa su google ho scritto per aprire una bar in germania cosa mi serve e qui tutto un altro discorso ..ho perso solo il tempo che non centra niente …mi dispiace molto

  26. symon ha detto:

    ho cercato una cosa su google ho scritto per aprire una bar in germania cosa mi serve e qui tutto un altro discorso ..ho perso solo il tempo che non centra niente …mi dispiace molto

  27. walter ha detto:

    Salve,vorrei prendere in affitto un pub in Spagna. Attualmente vivo ancora in Italia ma ho preso la decisione di trasferirmi e avrei trovato questo pub in affitto con le licenze in regola.
    Sapete se devo fare qualche documento particolare o mi basta firmare il contratto di affitto per poter iniziare a lavorare?

  28. Rodolfo ha detto:

    Chi mi può dare dei consigli?
    Vorrei aprire una gelateria in Germania o in austria
    e non so,per non commettere troppi errori,a mi potrei rivolgere anche per il prestito necessario e se ci sono aiuti
    finanziari.

  29. Pasquale ha detto:

    Ciao ragazzi, io vivo da un pò di tempo qui a Lisbona e vorrei aprirmi una pizzeria.
    Potete aiutarmi??’
    Vorrei sapere come fare per essere in regola (permessi, licenze,ecc.
    Sapete se c’è qualche sito dove posso informarmi?

    Grazie a tutti

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