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Aprire un Ristorante in Austria (o un Bar Italiano!)

Alta qualità della vita e tassazione favorevole. Vediamo come si aprire un bar a Innsbruck, o più in generale come si apre un ristorante in Austria.

Aprire una caffetteria in Austria vuol dire entrare in un mercato molto classico (Il caffè è arrivato in Austria prima che in Italia) con una antica e prestigiosa pasticceria. Insomma, una vera sfida!
Aprire una caffetteria in Austria vuol dire entrare in un mercato molto classico (Il caffè è arrivato in Austria prima che in Italia) con una antica e prestigiosa pasticceria. Insomma, una vera sfida!

Che l’Austria sia una nazione dove non si vive male non lo scopriamo adesso. Alta qualità della vita, stabilità sociale, bassissima disoccupazione e altri fattori rendono questa nazione un bel posto dove vivere. Tassazione favorevole (fattore che attira anche numerose aziende italiane) vicinanza geografica e prossimità con la nostra cultura lo rendono invece un bel posto dove lavorare; lavorare e magari fare impresa.

Come sempre, lavorare e fare impresa nel mondo del  food e dei pubblici esercizi rimane una scelta validissima, sia perchè noi italiani sappiamo bene quanto la nostra cucina sia apprezzata nel mondo, sia perché il mondo della ristorazione offre sempre spazio a chi ha idee. 

Chiaro, come sempre, che di locali, anche in Austria, ce ne sono tantissimi, tutti quelli che servono e anche di più, da Vienna allo sperduto paesino della Carinzia, eppure, anche nella nazione alpina, c’è sempre spazio per idee, per locali che sappiano portare qualcosa di nuovo.

Come da sempre affermiamo, anche durante i nostri corsi di Apertura e gestione bar (da adesso anche in versione videocorso che potete godervi da casa senza vincoli di data o di orario) però questa innovazione deve essere pensata rispetto al contesto, alla location e al target dove siamo. E questo vale anche quando si vuole vendere da mangiare e da bere e quando si vuole aprire un ristorante in Austria.

APRIRE UN RISTORANTE IN AUSTRIA: IL CONCEPT DIPENDE DALLA ZONA

L’Austria non è una nazione enorme, ma nemmeno piccolissima. Per giunta, nonostante le sue dimensioni,  è una nazione variegata come contesti e culture. Chi ha fatto un giro a Vienna, per esempio, avrà potuto “toccare” quanto è diversa l’aria che si respira se confrontata a Innsbruck; quanto è “mitteleuropea” l’atmosfera della capitale, quasi Ungherese, quanto è più alpina e “tedesca” la seconda.

Oltre a queste differenze culturali, ci sono quelle sociali. Dalle aree spiccatamente turistiche, come il Tirolo, il Salisburghese o alcune zone di Vienna stessa, a quelle più rurali e provinciali, come per esempio i dintorni di Graz o Linz. 

Per aprire un bar in Austria dovremmo quindi pensare che la tipologia di locale dovrà essere diversa a seconda del contesto in cui vorremmo aprire.

Partiamo dalla capitale. Se il nostro obiettivo è aprire un bar italiano a Vienna diciamo che questa è una città multiculturale e multitarget, quasi una piccola Berlino. La capitale austriaca può quindi offrire spazio per ogni tipo di concept, ma è anche uno di quei contesti in cui si può, e spesso si deve sperimentare. La tendenza di questi ultimi anni ci dice infatti che in situazioni come questa la specializzazione conta davvero tanto. Diciamo che in città grandi e over supplied come Vienna non c’è più spazio per locali generici; bisogna quindi lavorare sulle nicchie, come caffetterie artigianali, coffee specialties, prodotto regionali, mixology di alto livello e attenzione alle nicchie etiche (vegan?).

Altre aree meno cosmopolite come la Stiria, la Carinzia o il Burgenland, darebbero la possibilità di aprire locali nuovi anche se non siamo così specializzati, visto che danno spazio anche a messaggi meno estremi e più vicini alla cucina tradizionale. Tradizionale locale, con Wiener Schnitzel e Kaiserschmarrn, ma anche cucina “riconoscibile” italiana. Aprire un ristorante Italiano a Graz sarà quindi possibile, ma spesso dovrà avere posto in menù per pizza, carbonara e tiramisù.

Nelle regioni turistiche poi, a Innsbruck o a Bregenz per esempio, saranno i visitatori, i turisti stessi a voler cucina tipica austriaca (vacanza da sempre vuol dire anche godere  della cucina del posto) ma anche qui non mancherà spazio per la nostra inarrivabile pizza e per la caffetteria italiana, considerando il livello di “astinenza da caffeina” da cui si sentono asfissiati gli italiani appena passano le Alpi.

Parlando di caffè c’è da fare una precisazione storica. L’Austria è la prima nazione veramente Europea in cui il caffè è arrivato. Questo prodotto era già presente, fino al ‘600, in altre aree balcaniche, sottoposte però all’epoca al dominio Ottomano. Fu a Vienna, sembra che fu aperta infatti la prima “bottega del caffè” europea. Se il nostro progetto è quindi andare ad aprire un bar italiano in Austria, teniamo conto che avremo a che fare con un prodotto molto conosciuto e supportato da una pasticceria leggendaria (la Sacher, perfino il croissant, in una forma più antica…) il caffè lo conoscono bene.

Cappuccino e pasticceria rimangono la più tipica "merenda" austriaca. Questo ha radici antichissime, e torte come la sacher sono ormai leggenda in tutto il mondo.
Cappuccino e pasticceria rimangono la più tipica “merenda” austriaca. Questo ha radici antichissime, e torte come la sacher sono ormai leggenda in tutto il mondo.

Bene, una volta deciso il modello, il concept, è necessario capire qual è la legge per aprire un ristorante in Austria. Vediamo.

LA BUROCRAZIA PER APRIRE UN RISTORANTE IN AUSTRIA

Abbiamo detto ad inizio post che lavorare in Austria è un paradiso, la burocrazia però appare abbastanza simile a quella italiana, considerata da incubo. Non preoccupiamoci, se vogliamo andare a lavorare e vivere in un altro paese è perché questo ci piace, e saremmo disposti a pensare che tutto quello che vi incontriamo sarà migliore, più funzionale e veloce che da noi. Vediamo i vari passi per aprire un locale in Austria

  1. Decidiamo il tipo di locale che vogliamo aprire, e cosa vogliamo servire.
  2. Se acquistiamo un locale già esistente andiamo a contrattare, con dinamiche simili a quelle Italiane. Attenzione, le zone più turistiche avranno in vendita locali a prezzi stellari! Vedete qui il nostro post su cosa controllare prima di comprare un locale.
  3. Se invece vogliamo costruire un locale non ancora esistente cominciamo intanto con il parlare e capire bene il tedesco, altrimenti la burocrazia farà presto a diventare un incubo!
  4. Le normative per aprire un ristorante in Austria  iniziano da una serie di prerequisiti: avere almeno 18 anni; avere la cittadinanza austriaca o la cittadinanza di un altro paese dell’Unione Europea o dello Spazio economico europeo o avere lo stesso status di altri stranieri e nessun motivo di esclusione, come condanne penali (praticamente i requisiti morali Italiani). Se si risiede in Austria da meno di cinque anni sarà richiesto un certificato di casellario giudiziario del paese di origine o precedente paese di residenza.
  5. Il settore alberghiero e della ristorazione poi è definito “commercio regolamentato”. Ciò significa che la gestione di un’azienda in questi settori richiede un certificato di competenza (una specie di nostro corso SAB). I requisiti per l’ottenimento di tale certificato sono disponibili nel sito web Gastgewerbeverordnung (ordinanza del settore alberghiero e della ristorazione- nel link che vi abbiamo messo il sito inerente l’area di Vienna) E’ da notare che se possiamo dimostrare di aver svolto questo lavoro in Italia possiamo saltare questa fase (come in Italia). C’è da dire che non è richiesto alcun certificato di competenza per alcuni tipi di catering, indicati come “libero scambio”. Questi includono, ad esempio, il servizio di pasti semplici (ad es. Pane e sandwich) e bevande analcoliche e birra in contenitori chiusi disponibili in commercio (bottiglie e lattine), a non più di otto ospiti.
  6. Detto dell’imprenditore c’è da lavorare sulla struttura. Con il supporto di un tecnico dovremo preparare un documento che tenga conto delle varie normative, ad esempio quelle edilizie, igienico sanitarie, di divisione degli spazi interni o di accessi disabili.
  7. La registrazione dell’operazione deve essere presentata all’autorità commerciale locale competente (Magistratsabteilungen) e se la leggiamo bene capiamo che è molto simile alla SCIA italiana.
  8. Alcuni di questi documenti saranno poi diversi a seconda che l’azienda sia registrata come ditta individuale o come azienda. La forma di impresa sarà aperta con una procedura veloce, svolta per la maggior parte via mail.

COME GESTIRE UN RISTORANTE IN AUSTRIA

Piatto tradizionale per eccellenza, la pizza non è meno famosa in Austria. Aprire una pizzeria in Austria però comporta il confronto con locali molto ben strutturati, come questo, nel centro di Innsbruck.
Piatto tradizionale per eccellenza, la pizza non è meno famosa in Austria. Aprire una pizzeria in Austria però comporta il confronto con locali molto ben strutturati, come questo, nel centro di Innsbruck.

Una volta che il ristorante o il locale è aperto dovremo fare alcune considerazioni. Innanzitutto, a meno che non abbiamo a che fare prevalentemente con turisti, dovremo ragionare con mentalità e gusti austriaci. Alcuni nostri connazionali che hanno aperto locali nella terra di Mozart ci raccontano infatti che i gusti locali sono più decisi; pizza non con la mozzarella quindi, ma con formaggi più saporiti, aglio, cipolla e erbe aromatiche in abbondanza. Se poi il vostro locale ha a che fare con il caffè, le miscele contenenti robusta non dispiacciono (brutta notizia per noi coffee lover…).

Cerchiamo di avere spazi esterni, apprezzatissimi appena c’è un raggio di sole, ricordiamoci che gli austriaci fumano circa il 30% in più degli Italiani, quindi cerchiamo di avere nel locale aree dove si può fumare.

Inutile dire che sarà molto apprezzato anche il fatto che noi parliamo tedesco, e magari capiamo anche un po’ del dialetto locale (come molte nazioni montuose anche in Austria le parlate locali possono essere molto marcate).

Le tasse per un ristorante in Austria. Il tema è articolato e vi rimandiamo a siti più strutturati, ci basterà dire che le tasse sull’utile per un locale medio sono del 25% meno quindi di quelle Italiani che si aggirano intorno al 30/33%.

Pronti a varcare in Brennero armati di ottime idee?

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