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Aprire un Bar in Islanda

Burocrazia semplice, tassazione favorevole e altri ottimi motivi per aprire un bar in Islanda

Il bellissimo porto innevato e le montagne intorno sono il benvenuto a Reykjavík per chi vuole aprire un locale in Islanda
Una buona ragione per aprire un bar in Islanda? Gli straordinari paesaggi della sua capitale!

Fortemente sottovalutata dalla maggior parte degli imprenditori, forse per la sua distanza dal resto dell’Europa o più probabilmente per le sue temperature artiche, l’Islanda è in realtà una nazione in crescita in cui l’alta qualità della vita si riflette in un’ampia gamma di benefit sociali, al punto che il World Happiness Report, il rapporto sulla felicità del mondo, l’ha definita la seconda nazione più felice al mondo.

In termini più concreti e meno filosofici, abbiamo a disposizione almeno cinque validi motivi per cui vale la pena di aprire un bar in Islanda (o per lo meno farci un pensierino).

  1. Nonostante la sua posizione defilata, è un paese con un alto tasso di turismo, che si aggira intorno a un milione di visitatori l’anno e garantisce un ricambio perenne di persone e la possibilità di interagire con gruppi diversi in ogni periodo dell’anno: infatti, d’inverno il turismo è garantito dallo spettacolo naturale dell’Aurora Boreale, mentre d’estate da quello dei geyser e dei vulcani ancora attivi.
  2. È uno dei paesi con la burocrazia più leggera e veloce d’Europa, e allo stesso tempo possiede uno dei tassi di corruzione e criminalità più bassi, nonché una pressione fiscale molto bassa per le aziende, appena il 18%: un vero paradiso per chi desidera aprire un’attività in tempi rapidi anche partendo da zero.
  3. Offre un sistema sanitario tra i più avanzati del settore, al contrario di altri paesi (ad esempio gli Stati Uniti) dove il livello della qualità della vita è condizionato anche dall’obbligo di assicurazioni sanitarie dai costi proibitivi. 
  4. Se l’islandese non rientra tra le lingue più veloci da imparare, è anche vero che la quasi totalità degli islandesi usa l’inglese in maniera automatica nella vita di tutti i giorni, il che elude il problema della barriera linguistica che spesso si viene a creare quando si tratta di aprire un’attività all’estero. 
  5. La nightlife della capitale Reykjavik e delle maggiori città islandesi non ha niente da invidiare a quella delle altre città europee. Camminando lungo la strada principale alle tre di notte di venerdì o sabato, anche a metà inverno, i locali e i marciapiedi sono gremiti di gente. Tra i bar che scelgono di restare aperti la sera, la maggior parte chiudono all’una di notte dalla domenica al giovedì, mentre restano aperti fino alle quattro del mattino durante il weekend. 
  6. Infine, gli ultimi anni l’Islanda ha registrato un aumento inaspettato della cultura dell’Happy Hour ma soprattutto di quella del caffè, come testimoniato dal successo di locali come il Kex Hostel, bar realizzato all’interno di una ex-fabbrica di biscotti, o l’iconico Kaffibarinn, il primo locale della città a privilegiare in toto gli amanti del caffè e luogo di ritrovo per tutti gli hipster di Reykjavik. 
Il Kaffibarinn è la caffetteria più famosa di Reykjavík, è può essere un nostro obiettivo se vogliamo lavorare in Islanda
Volete aprire un locale italiano in Islanda? La concorrenza di templi del caffè come Kaffibarinn non è da sottovalutare!

Tra le città in cui trasferirsi e aprire un bar italiano italiano in Islanda, la capitale è sicuramente la più indicata, sia per le sue dimensioni, a misura di vita e di attività, sia per il tipo di opportunità e interazioni col pubblico che è in grado di garantire grazie all’onda pronunciata del turismo, ma non solo: dal momento che le agenzie e le istituzioni governative a cui rivolgersi per aprire un locale si trovano tutte a Reykjavik, vivere nella capitale garantisce il libero accesso a una gamma più ampia di servizi e tempistiche sempre più ridotte. 

In quanto membro dell’EEA (che comprende tutti gli Stati dell’UE e tre Stati EFTA), l’Islanda attua le stesse politiche commerciali liberali dell’Unione europea, costituendo di conseguenza un trampolino di lancio ideale per la maggior parte dei cittadini europei, e rendendo molto semplice e tangibile anche la possibilità di lavorare in Islanda.

Burocrazia per aprire un bar in Islanda

Più nello specifico, parlando di iter burocratici e “carte in regola” necessarie all’apertura di un bar, l’Islanda prevede una procedura molto semplice e soprattutto rapida, potendo contare -come detto sopra- su un sistema burocratico leggero ed efficiente che le è valso il primo posto nella classifica della Banca Mondiale dei migliori posti in cui avviare un’attività. 

Il Kex Hostel è un ostello ricavato in una fabbrica di biscotti di Reykjavík. con legno e grandi finestre è davvero affascinante.
Il magnifico e iconico Kex Hostel, davvero un locale di gran classe…

Per aprire un bar in Islanda è sufficiente: 

  1. Avere un Numero di Identificazione (ID), che è un numero di dieci cifre. Il numero ID è essenziale per chiunque voglia muoversi nella società islandese, e il modulo di richiesta può essere compilato online al sito internet www.skra.is. Tra le altre cose, l’ID garantisce pieno accesso all’assistenza sanitaria.
  2. Consultare il portale governativo www.en.island.is , dove è possibile reperire tutta una serie di informazioni utili sulla vita in Islanda, e decidere quale tipo di forma giuridica scegliere per la propria attività. Le forme giuridiche predisposte dallo Stato islandese sono: impresa individuale, società per azioni, società autonoma, società cooperativa, partnership. Se per artigiani e professionisti è consigliabile il primo tipo di struttura, una società per azioni è sempre quella da preferire nel caso di un bar, per ridurre al minimo i rischi finanziari e poter coinvolgere più individui nella costruzione della propria attività.
  3. Scelta la forma che si vuole dare alla propria impresa, le leggi per aprire un bar in Islanda ci dicono che è sufficiente registrare i dettagli della propria impresa nel registro delle imprese locali
  4. Se si opta per una società per azioni a responsabilità limitata (PRLC), il capitale sociale minimo per aprire un locale in Islanda è di 500.000 corone islandesi (inclusa la commissione di registrazione): più o meno 3.500 euro in tutto. 
  5. I restanti moduli necessari (modulo IVA/ buste paga, carta dell’azienda, licenze e altri requisiti) sono tutti disponibili su internet al sito di RSK. Tuttavia, tutta la modulistica è in islandese e deve essere compilata in islandese.

Il primo consiglio per chi volesse esplorare la possibilità di aprire un bar in Islanda è però di semplice buon senso. Anche se in una nostra vacanzina questa nazione ci ha affascinato, sarebbe opportuno trasferirvisi, almeno per un periodo e magari lavorare in Islanda almeno per un periodo. Potremmo così capire come ci troviamo nel contesto, valutare eventuali nostalgie e fare le proprie valutazioni in merito (ad esempio capire fino a che punto possiamo adattarci alle abitudini locali e soprattutto al clima!). Compiere un sopralluogo preliminare in Islanda è semplice, almeno dal punto di vista burocratico-legislativo, dal momento che i cittadini europei non hanno bisogno di alcun visto per entrare nel paese e possono rimanervi per almeno tre mesi senza dover fare richiesta del Numero ID.

E il resto lo sapete: è una terra meravigliosa!

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