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APRIRE UNA GELATERIA IN SPAGNA

Una intervista ad un giovane Italiano che sta aprendo, nel nord della Spagna, una gelateria; burocrazia, permessi e consigli…

 

Il centro di Bilbao

Il centro di Bilbao

Ormai anche alle gelaterie fa comodo avere un angolo caffè, e ancor di più, possiamo immaginare, ad una gelateria Italiana all’estero, locale che unisce due prodotti simbolo del nostro paese come ice cream and cappuccino! Anzi, cappuccino e Helado, visto che Andrea, il ragazzo di cui racconta questa intervista, sta lavorando per aprire una gelateria in Spagna, per l’esattezza nel nord, e ci siamo fatti raccontare la sua esperienza “in progress” durante un corso di latte art.

D. Andrea, innanzitutto non Canarie, come sembra essere di moda, ma Spagna continentale, perché?
R. Il primo problema, lo ammetto, è caratteriale, io non vivrei mai in un’isola, nemmeno se è da sogno, mi servono gli ambienti “continentali”. E poi il nord della Spagna è una zona che mi piace molto, ed è lì che ho fissato la mia ricerca.

D. Ricerca, perché l’individuazione della tua area di preferenza è stata guidata da parametri precisi. In questo senso, perché Spagna, una nazione che come crisi non ha moltissimo da invidiare all’Italia.
R. Non sono fuggito dall’Italia per clima, amore o altro ancora, ma solo perché qui da noi, come molti altri ragazzi, non vedo molte prospettive. La Spagna mi sembra invece una nazione che ha subìto sì brutti colpi, ma adesso è in ripartenza, e mi rammarico semmai di saltar sul treno con un attimo di ritardo, vedo che adesso, in certe aree urbane, c’è già battaglia per le locations e i prezzi si stanno alzando (n.d.r. a quanto costano e a quanto si affittano i locali e i bar in spagna dedicheremo un post nei prossimi giorni, lo troverete a questo link)

D. La burocrazia è l’incubo di chi vuole aprire un bar o ristorante in Italia, ci potresti parlare della tua esperienza spagnola in questo senso?
R. Dal punto di vista del percorso da fare per ottenere i permessi per aprire un bar in Spagna, questo è molto simile a quello italiano (avevamo visto, in questo post, come, ad esempio, l’HACCP fosse condiviso a livello europeo). Se il bar non esiste ancora bisogna lavorare con un architetto, o un perito e presentare l’equivalente italiano della DIA  in cui specifichiamo sia dimensioni e planimetrie tecniche della struttura sia quello che offriremo nel nostro locale. A quel punto, in qualche giorno, si ha il nulla osta e si può aprire. C’è da dire che la Spagna è divisa in Comunidad, e ognuna di queste ha interpretazioni diverse. Come in Europa, curiosamente, nel nord della Spagna, ad esempio nei Paesi Baschi, i funzionari sembrano essere più pignoli e con richieste molto più precise.

D. Hai scelto di aprire una gelateria, perché?
R. Non vengo dal mondo del gelato, ma di vantaggio una gelateria ha che, come in Italia, questa può essere una attività artigianale, e non necessitare, ad esempio, di servizi igienici per i clienti.

D. Anche in questo caso molta somiglianza con la burocrazia italiana; qualche differenza?
R. Sicuramente la grande disponibilità, in ogni Ajutamento (municipio) ho trovato personale preparato e felice di dare una mano, anche indirizzandomi verso i tecnici giusti per fare le planimetrie.

D. Non possiamo non chiederlo: un consiglio per chi volesse trasferirsi in Spagna.
R. Beh, come in ogni altra nazione la lingua è molto importante; in questo senso la Spagna può essere complessa, perché in alcune zone si parlano altre lingue, come il Valenciano o il Basco, e tutto può diventare più complesso, anche a livello di integrazione personale…

1 Comment

  1. […] l’intervista che abbiamo avuto modo di pubblicare qualche giorno fa, su un ragazzo italiano che stava aprendo […]

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