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APRIRE UN BAR COWORKING

Come si apre e quanto si può sperare di guadagnare con un bar coworking? Facciamo un po’ di conti e vediamo un po’ di idee…

 

Un fantastico spzzio coworking di Sidney...

Un fantastico spzzio coworking di Sidney…

Gli affitti costano cari? Le nuove piccolissime aziende create dai ragazzi spesso non possono permettersi i costi di un ufficio? La risposta è già arrivata da tempo, con il concetto del coworking.

Si tratta di una forma di condivisione dell’ambiente di lavoro da parte di varie figure, spesso giovani professionisti, che pur lavorando nello stesso spazio mantengono una attività indipendente. Per trovare gli spazi in cui questo spazio di “lavoro in comunità” si svolge bisogna spesso andare in periferia, in fondi posti in strade secondarie e a volte perfino in vecchi magazzini dismessi, in cui si sistemano diversi lavoratori e giovani professionisti, come un architetto, un designer e un webdesigner, ognuno con propria postazione e proprio computer.

Insieme si dividono un affitto che così pesa meno, e magari trovano anche il modo di collaborare, in sinergia, in qualche lavoro.
Per alcuni ragazzi però, perfino questa formula può risultare troppo complicata od onerosa (bisogna pur sempre mantenere un affitto mensile) è in base a questa riflessione che è stata scoperta, anche in Italia, la formula degli Ziberflat russi, i bar dove non paghi quello che consumi, ma il tempo.
Di questo concetto, degli ziberflat, avevamo già parlato due anni fa in questo post,  torniamo però adesso a parlarne per riunirlo al concetto di coworking, e parlare del coworking bar e di come aprirlo.

In pratica si tratta di bar attrezzati per offrire postazioni di lavoro, quindi tavoli (magari grandi e da condividere) e prese elettriche, e talvolta perfino scanner, sale riunioni e armadietti per lasciare le proprie cose.
Quello che si paga in questo caso, come dicevamo, non sono le brioches, ma è il tempo, e in Italia abbiamo trovato alcuni locali di questo tipo che chiedono tariffe di 4 Euro per la prima ora e di 3 per le ore successive ( ma è possibile sottoscrivere contratti mensili o annuali). In questi locali c’è spesso anche un piccolo buffet gratuito a disposizione (quasi come nelle lounge degli aeroporti) che spesso comprende anche tè, caffè e cappuccino.

Ma è una buona idea aprire un coworking bar?

Dal punto di vista burocratico, come avevamo spiegato in questo post, non cambia niente rispetto ad un normale bar, con il solito percorso SAB, e DIA. E da un punto di vista economico?

Su un locale di questo tipo abbiamo provato a fare un po’ di conti.
Proviamo ad ipotizzare che questo locale, magari non uno dei più famosi, abbia 30 clienti/fruitori per 4 ore l’uno; con le tariffe che abbiamo visto farebbe 13€ l’uno. Totale 390€ al giorno, che con la classica IVA da bar (anche se non siamo sicuri che il 10% sia l’aliquota giusta) saremo a 351€ di incasso netto al giorno, quindi circa 9000€ al mese per 25/26 giorni di apertura mensile.

Coworking non è solo lavoro!

Coworking non è solo lavoro!

A questo incasso dovremmo sottrarre un’affitto che potremmo ipotizzare, in una città, a 1000€ al mese. In questo senso bisogna pensare che non importa, per un modello come questo, avere una locazione su una strada di particolare passaggio, ma serviranno comunque molti metri quadri. A questo costo di affitto aggiungeremo un 1400 Euro (costi medi)  al mese per utenze e spese varie (commercialista etc…).

Difficile definire il food cost, il costo della materia prima, di un locale del genere, per semplicità proveremo ad ipotizzarlo in un 30% dell’incasso, come si fa per convenzione.

Siamo a questo punto a 5400€ di spese al mese, e se non abbiamo rate o finanziamenti da pagare e se non abbiamo dipendenti da pagare, dovremmo poter mettere in tasca, magari dividendolo con la persona/socio/collaboratore familiare che ci supporta nelle lunghe ore di apertura, un decente stipendio, come vediamo nella tabella sotto.

conti coworking

Se poi ve la cavate con il cirillico potete andare a visitare il sito del più storico ziberflat di Mosca, il Babochki. E lasciamoci con un’ultima considerazione: avete un locale con un piano di sopra praticamente inutilizzabile (i clienti si sentono abbandonati e non abbiamo voglia di fare le scale?) è la location ideale per il coworking…

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