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COME FUNZIONA L’IVA IN BAR E RISTORANTI

Una sigla temuta per qualcosa che di fatto non è una tassa, un meccanismo complesso per un concetto fondamentale nel commercio: il valore aggiunto.

L’IVA, o imposta sul valore aggiunto non è una tassa, di fatto è una cifra che viene aggiunta in pìù al costo del prodotto e che verrà versata allo stato. Se comprate un computer vedrete che il prezzo è spesso dato con IVA esclusa, che dovrà quindi essere calcolata in aggiunta al prezzo riportato. A differenza del computer, naturalmente, nessuno vi farà pagare un caffé 81 centesimi più IVA, ma questo non significa che il barista non versi, per il caffé che ha venduto, il 10% dell’incasso allo stato.

Ma l’IVA non è semplicemente il una tassa che prende lo stato su tutto quello che vendiamo; quella che paghiamo come gestori di un bar è il risultato del calcolo fra beni che abbiamo comprato (quindi IVA a credito nostro) e beni che abbiamo venduto (quindi IVA a debito). È chiaro che noi venderemo il panino più caro del costo che la materia prima (il pane, il prosciutto, il formaggio etc.) ha avuto per noi (altrimenti non avrebbe senso) e sarà questa differenza ad essere chiamata “Valore aggiunto” e ad essere soggetta all’IVA. Non calcolare bene l’IVA è un rischio quando si stende un business plan, in quanto rischia di falsare tutti i calcoli sulle entrate e i costi del break even, il punto di pareggio giornaliero. T

Qui potete trovare informazioni su come preparare un business plan. Qui trovate invece i corsi di gestione e bar management, corsi full immersion in una giornata in cui si lavora molto proprio sulla strutturazione dei business plan.

La percentuale di IVA cambia a seconda del prodotto, esistono tabelle sterminate in questo e non è detto che il pane all’olio abbia la stessa aliquota (percentuale) del pane normale. Tanto per fare un’esempio il caffé è al 10% e il sale al 4%.

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  • IVA
  • 6 Comments

    1. diggita.it ha detto:

      Come funziona l’IVA…

      Una sigla temuta per qualcosa che di fatto non è una tassa, un meccanismo complesso per un concetto fondamentale nel commercio: il valore aggiunto. L’IVA, o imposta sul valore aggiunto non è una tassa, di fatto è una cifra che viene aggiunta in p

    2. francesca ha detto:

      u_U il caffè e al 20% :D:D:D ,,,che tristezza,,,tutto per lo stato sigh

      • CAFFE' RUCCIONE BY SICILIY ha detto:

        21% adesso il caffe’ torrefato….per il bar invece somministrrazione di caffe’ 10%

        mi sembra corretto vero?

    3. 21% adesso il caffe’ torrefato….per il bar invece somministrrazione di caffe’ 10%

    4. […] alcune considerazioni. A questo espresso bisogna togliere intanto l’IVA, e il suo prezzo netto scende così a 54 cent, fatto questo dobbiamo considerare che il costo di […]

    5. Lucio ha detto:

      Buongiorno , la legge dice che le cessioni di latte ai laboratori di pasticceria e ai produttori di gelati, non destinato al consumatore finale, non possono godere dell’aliquota IVA ridotta del 4%, ma devono essere assoggettate ad imposta con l’aliquota del 10%. Volevo una delucidazione in merito ai Bar che usano latte fresco per servire cappuccino alla clientela, in questo caso quale aliquota IVA applicare ? Grazie

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