Da molto tempo ormai le aziende di caffé, di gelati, di birre alla spina e a volte anche di vini usano, per conquistare clienti, anche la leva finanziaria, vale a dire che offrono attrezzature o soldi a chi vuole aprire un locale o semplicemente cambiare fornitore. Questo lo sappiamo in molti, ma non tutti hanno un idea chiara di come funziona e di che cifre ci si possono aspettare.
Nessuna di queste aziende è un ente di carità. Non credete alle storielle di 100.000 euro dati senza nemmeno la firma di una cambiale, con una stretta di mano; direi che salvo locali dalle provate ed eccezionali potenzialità sono solo leggende urbane.
Praticamente tutte queste aziende danno in comodato d’uso le attrezzature: macchine da caffé, impianti alla spina o frighi per il gelato. Spesso le aziende arrivano anche un po’ più in là delle attrezzature proprie, una torrefazione può dare anche la macchina del ghiaccio e una azienda di gelati anche un congelatore per conservare i cornetti congelati.
Molte volte però chi vuole aprire un locale ha essenzialmente bisogno di capitale, sono perciò gli sghei ad essere spesso al centro delle richieste fatte. In questo senso le aziende operano di solito nella seguente maniera.
Vengono stimati i volumi di caffé, vino o gelati che nel locale si potrebbero vendere; tutti questi prodotti hanno un prezzo base a cui viene aggiunto l'investimento da fare per accontentare il cliente, investimento che viene spalmato in un numero di anni definito, generalmente tre. In questo modo quindi, i finanziamenti sono riversati sul prezzo del prodotto, ma non disprezzateli, sono comunque un ottimo modo per finanziare l’inizio dell’attività o le fasi più delicate e non hanno gli interessi che graverebbero su un mutuo bancario.
Una nota sull’ordine di grandezza di questi finanziamenti, quasi mai superano i 2/3000 euro, non immaginatevi la luna.
6 Responses to “I finanziamenti da torrefazioni, aziende di birre e gelati” Leave a reply ›
Purtroppo bisogna anche dare atto che, talvolta, sedicenti attività commerciali che operano nel settore e partecipate da "faccendieri", attraverso forme di "incentivi" allettanti, induco il gestore in un circolo vizioso che porta ad un indebitamento tale da non poterne più venire a capo e questa è senz'altro una delle ragioni per cui non occorre sottoscrivere alcuna forma di contratto tra le parti.
Trovo giusto e commerciale sostenere il gestore durante la fase di transizione da un fornitore all'altro e nella misura da lei ponderata e per capire se le reali motivazioni del cambiamento non sono solo speculative, trovo saggio(per entrambe le parti) che il nuovo fornitore si faccia carico della suddetta somma con l'equivalente di "TOT" kg di caffè da rateizzare comodamente o spalmarli sul pagamento delle successive.
Sono daccordo sul fatto che certe leggende metropolitane vanno sfatate e che occorre un perentorio cambio di direzione nella polita commerciale fin qui adottate dalle aziende chiamate in causa.
La fanta finanza non è nella tazzina, bicchiere o boccale che si voglia!
In questo modo si cerca di legare strettamente il piccolo bar di periferia alla grande azienda. Se questa formula è nata per offrire un vantaggio al piccolo imprenditore e alla grande azinda, si è auta una distorsione di tale metodologia. Infatti all'inizio la stessa era nata per favorire un nuovo canale distributivo della grande azienda, con un evidente vantaggio per il piccolo che non aveva i mezzi per iniziare. Ora, purtroppo, il piccolo imprenditore è sostanzialmente un "satellite" della grande azienda con numerosi obblighi e pochi diritti.
chi mi sa dire che ditta di videogiochi da bar offre di prestare soldi al bar con collaborazione.grazie!!io sono a fino mornasco,provincia di como.
che mi puo dire a quale azzienda di birra mi posso rivolgere?
per avere un piccolo finaziamento.
Ciao Antonio,
le aziende prodittrici di birra possono farti dei finanziamenti, solamente se hai un consumo elevatissimo. Puoi rivolgerti ad un grossista di bevande e liquori.
Saluti. mimmo