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6 Consigli per Aprire un Bar Senza Soldi

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“Voglio aprire un bar e non ho i soldi” è una tragedia? Non sempre, vediamo i suggerimenti su come si può avviare un business senza avere soldi…

Come si apre un bar senza avere soldi? Vediamo i migliori consigli!

Il nostro progetto è aprire un bar, un locale; però, facendo due conti, ci rendiamo conto che i nostri fondi, i soldi che abbiamo da parte non basteranno per finanziare il progetto. Niente di strano, da che mondo è mondo gli imprenditori (e chi apre un bar è un imprenditore) hanno a che fare con prestiti, presentazioni di business plan, ricerca di bandi d’investimento, colloqui con direttori di banca, cambializazioni, ricerca di finanziamenti eccetera. Insomma: se la domanda è come trovare soldi per aprire un bar consoliamoci, chiunque fa business di solito ha bisogno di soldi, sia perché non li ha, sia perché (almeno in parte) non vuole lavorare con i propri capitali. Quindi cerca soldi per finanziare le proprie idee.

Idee appunto, perché siccome siamo a fare business e non a smuovere buon cuore, se vogliamo farci dare soldi dovremo mettere sul piatto qualcosa di appetibile: capacità di business, ottime idee appunto (di idee soltanto buone ce ne sono già anche troppe) e ottima capacità comunicativa. Ne abbiamo? Se sì, è il momento di cominciare a vedere come aprire un bar senza soldi (e su come usare al meglio i soldi che ci faremo dare)…

1) Aprire un bar con finanziamenti per giovani e bandi pubblici


Pare strano, ma lo Stato, le regioni e perfino la Comunità Europea (oltre ad altri enti) riversano parte delle tasse che paghiamo sul territorio e sul supporto alle imprese. Per trovare soldi per aprire un bar con i bandi pubblici cominciamo con il dire che periodicamente escono bandi di finanziamento dedicati a varie categorie di persone, a vari contesti e vari progetti. Per esempio, andando a frugare su portali come Contributiregione.it potremmo trovare un bando di finanziamento (è solo un esempio! Non cercate questo bando) per giovani sotto i 28 anni della regione Basilicata, in cui vengono messi a disposizione 40.000€ per i costi di ristrutturazione e arredamento di una attività legata alla ospitalità e incentrata sui prodotti del territorio.
Per aprire un bar con finanziamenti agevolati dovremo quindi frugare fra i vari bandi fino a trovare quello che al caso nostro, in certi casi perfino modificando il nostro progetto per rientrare nei parametri richiesti dal bando. Attenti anche alle date di scadenza dei bandi, cercando magari agevolazioni per aprire un bar 2019.

In caso che il nostro progetto rientri più o meno nei parametri richiesti dovremo fare domanda di finanziamento, di solito corredandola di Business plan (scopri qui come scrivere un business plan per bar, anche in PDF) a quel punto avremo risposta affermativa o negativa in tempi abbastanza brevi (leggi un mese o due) e, se la risposta sarà positiva, verremo affiancati da un tutor, che ci seguirà nel percorso di istruzione della pratica. Spesso un titolo di vantaggio è la giovane età, che spesso viene premiata in questi bandi, e una buona chiave di ricerca potrebbe quindi diventare aprire un bar finanziamenti per giovani 2019.

I finanziamenti veri e propri arriveranno poi dopo diverso tempo (anche un anno) e comunque solo dopo che avremmo ottemperato ad alcuni passaggi (per esempio creazione della partita IVA aziendale. E nel frattempo? Mentre aspetto i soldi del fondo agevolato? Quello che di solito perfino i tutor consigliano di fare e di trovare i soldi per aprire un bar chiedendo in banca; a quel punto infatti saremo forti del progetto approvato dal fondo di finanziamento, e la banca sarà più disponibile a prestarci soldi, che gli restituiremo una volta avuto il finanziamento.

2) Aprire un bar con i Confidi

Quanti soldi ci vogliono per aprire un bar? Dipende, è chiaro, da dimensioni e progetto, e dalle nostre idee…


Gli enti di garanzia o Confidi, cioè consorzi di fiducia, sono enti, di solito posti all’interno di strutture di sindacato come Confesercenti, Confcommercio e associazioni artigiane che svolgono una funzione di ponte, di intermediazione tra le imprese e le banche.
Diciamo che mentre le banche decidono di finanziare un progetto o meno su modelli di rating soprattutto statistico e basato sulla persona che richiede il finanziamento (quindi per avere accesso ad un finanziamento dovremmo dare garanzie e rientrare in un “normotipo” finanziabile) i Confidi lavorano su parametri di conoscenza più diretta dell’impresa, diciamo che finanziano, un pochino di più, l’idea e la sua realizzabilità.

L’iter per aprire un locale con un finanziamento tramite Confidi parte dal presentare un business plan ad uno di questi enti (mentre parliamo risultano operanti circa 400 uffici Confidi in Italia). A quel punto il Confidi, se lo ritiene opportuno, garantirà il progetto ad una banca di riferimento, per una percentuale che può variare dal 5 al 100%. In alcuni casi per questo servizio pagheremo a Confidi una certa cifra fissa, e più spesso pagheremo invece una percentuale.
Per trovare i confidi in Italia vi consigliamo di spulciare la rete, alcuni potrebbero operare meglio nella vostra regione.

3) Aprire un bar con finanziamenti da crowdfunding

Voglio aprire un bar e non ho i soldi? Niente di male, chiediamoli alla folla, questo significa, in inglese, crowdfunding. Nome inglese e concetto molto inglese, ma con diversi esempi di successo perfino qui da noi.
Partiamo con il dire che per aprire un locale con il crowdfunding dovremo convincere a finanziarci coloro che (speriamo) diventeranno i nostri clienti, perché saranno anche i nostri finanziatori. Nostro importante lavoro sarà convincerli a regalarci/prestarci piccole cifre che moltiplicate per una folla di finanziatori ci permetteranno di dare una base monetaria forte al nostro progetto.
I passaggi da seguire saranno i seguenti:

  • Pensiamo bene la nostra idea, il nostro concept, che sia chiaro, forte con una identità, un marchio e dei valori di mercato ben forti.
  • Progettiamo una strategia di comunicazione, dovremo raccontare bene il progetto, perchè sia credibile, appetibile e riconoscibile. Come canali comunicativi potremo usare piattaforme di crowdfunding come Eppela.com, Finanziamiiltuofuturo.it e così via, oppure semplici pagine social, arricchite con video, foto e descrizioni concise e intriganti del nostro progetto, e di come il nostro progetto farà bene ai nostri finanziatori.

Appunto, ma come il nostro progetto farà bene ai finanziatori? il mondo del crowdfunding distingue, in questo, due categorie distinte:

  • Il Civic crowdfunding da soldi a interventi sociali e di interesse generale; in pratica con questo modello ci poniamo di far bene all’investitore portando avanti un progetto che migliorerà la vita delle persone (potrebbe essere un family Bar in una zona in cui non ci sono spazi per i bambini)…
  • L’Equity crowdfunding invece si proporrà come una vera e propria società per azioni, quindi chi ci presta soldi diverrà un vero e proprio azionista che avrà diritto ad una parte degli utili. Quest’ultimo modello è di solito legato alle imprese focalizzate sulla tecnologia, ma il modello della birreria inglese Brewdog, che con il crowdfunding ha raccolto oltre 60 milioni di Euro e aperto più di 40 punti ha fatto scuola.

4) Aprire un bar con i soldi della torrefazione

Come aprire un bar con i soldi della azienda di caffè?

Un’altra forma classica di finanziamento per i locali, anzi, forse la più classica quando si parla di bar, è quella che passa per le aziende partner, le aziende fornitrici del locale stesso. Stiamo parlando soprattutto delle aziende di caffè, le torrefazioni, ma anche, in alcuni casi, delle aziende della birra se cerchiamo finanziamenti per aprire un pub o un locale serale, e persino aziende di gelati, se l’idea è aprire un chiosco sulla spiaggia.

Per capire come funzionano i finanziamenti tramite le torrefazioni cominciamo con il dire che queste ultime stabiliscono di solito un prezzo “con e senza macchinari” in pratica un prezzo comprendente anche una quota (mediamente 4 o 5€) che andrà ad ammortizzare, in un certo arco di tempo, gli investimenti che la torrefazione farà in attrezzature o in capitali per il bar.
A quel punto il barista, se decide di avere i macchinari dalla torrefazione (ma a volte l’opzione non gli viene nemmeno presentata) acquisterà il caffè con il prezzo comprendente il costo delle attrezzature; in pratica è come se avesse un “prestito” iniziale per comprare le macchine, prestito che poi restituirà un po’ alla volta sul prezzo del caffè.
Con questo meccanismo il barista difficilmente avrà più di qualche migliaio di euro, ma c’è da dire che alcune torrefazioni agiscono come vere e proprie “centrali di finanziamento “ con tanto di cambializzazioni. Se siete a caccia di questo tipo di finanziamento andate semplicemente a parlare con le torrefazioni della vostra zona, vi accoglieranno, nella maggior parte dei casi, a braccia aperte.

5) Aprire un bar con business angels e calciatori

Voglio aprire un bar e non ho soldi? Chiediamo ai calciatori…

Abbiamo spesso detto che un bar, un locale può essere un “allargamento dell’anima” dove noi mettiamo la nostra passione, le nostre passioni (al plurale) il nostro gusto, le nostre specialità, la nostra musica, la nostra arte, insomma, sarà un po’ come se invitassimo i clienti a casa nostra.
Beh, forse anche Cristiano Ronaldo vuole “allargare la sua anima” mettendola in un locale, ma certamente non ha né tempo né voglia per gestire il locale: ecco quindi che noi potremmo aprire un bar senza soldi nostri usando quelli del calciatore, dell’attore, del dentista o del personaggio danaroso, che diventerà il nostro “socio di capitale”. Il locale probabilmente parlerà “anche della sua anima, ma noi godremo, con la clientela, dei suoi amici e della sua popolarità.

Detto così sembra un po’ ridicolo (che, Cristiano Ronaldo finanzia me?) ma se indagate un po’ vi renderete conto di quanti personaggi più o meno famosi sono proprietari anche di locali che non gestiscono direttamente, da di cui sono soci…

Si bello, ma io di calciatori e di personaggi ricchi non ne conosco, a chi propongo la mia bella idea? Le figure dei soci di capitale sono anche istituzionalizzate, e vengo definite business angels, gli angeli del business, pronti a sovvenzionare le idee davvero buone! Esistono diverse associazioni di business angels, anche in questo caso consigliamo di frugare la rete e proporre la propria idea…

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6) Adattare l’idea ai soldi che abbiamo!

Sì, capiamo bene che è un “non consiglio” ma, nella nostra esperienza, è il consiglio più prezioso quello più sicuro e che fa più affidamento su noi stessi.

Sicuramente abbiamo in mente il nostro locale ideale con uno stile, un’immagine, una eleganza che sentiamo nostra. Bene, partiamo da questa immagine, da questa sensazione che vogliamo dare e pensiamo a come possiamo ottenerla, a come possiamo renderla ai nostri clienti con i costi più bassi.

  • Le vetrine del food ad esempio potrebbero essere più piccole, asportabili, o magari comprate di seconda mano e poi risistemate (magari aggiungeranno un’aria “d’epoca”)
  • Il colore che vogliamo per il nostro bar potrebbe non essere dato dal legno massello del bancone, ma da pellicole che possiamo applicare su di esso (danno risultati favolosi!)
  • Le superpoltrone che immaginiamo potrebbero non essere in superpelle, ma rivestite con le balle di caffè (attenti, spelano un po’…) oppure potremmo avere una sedia diversa d’altra, trovate ai mercatini dell’usato…
  • Le attrezzature come forni, frigo eccetera potrebbero arrivare da qualche asta giudiziaria, o da siti di seconda mano, basta un po’ di attenzione e si fanno buoni affari…

Insomma, raramente in un locale è l’immagine a fare la vera differenza, a farla saranno qualità, simpatia, passione e cura del cliente. I soldi non fanno mai, e dico mai, la differenza!

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