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La direttiva Bolkestain

La direttiva Bolkestain, nata per favorire la circolazione di merci e lavoro all’interno della comunità europea, ha cambiato e liberalizzato il mondo dei pubblici esercizi. Adesso per aprire un bar non servono più le licenze, ma le destinazioni d’uso e i requisiti.


No no, non è un pazzo che da cadaveri putrescenti risorge mostri con le tempie imbullonate, Mister Bolkestain è un signore che, a noi che vogliamo aprire un bar dovrebbe stare, a pelle, molto simpatico; il sentimento potrebbe essere inverso se un locale lo abbiamo già, allora il Signor Bolkestain a pelle potrebbe starci sulle…
Due note biografiche su questo benefattore e malafattore dell’umanità le troviamo nel box qui a lato, ora andiamo al sodo. Il signor Bolkestain deve la sua fama (nel nostro campo) alle applicazioni della famosa direttiva del 2006. Questa direttiva dice che nessun organismo può porre limiti allo sviluppo e alla concorrenza delle attività commerciali. La direttiva Bolkestain non fu scritta pensando alla nostra pasticceria; il punto era permettere una libera circolazione di lavoro e merci nella comunità europea, e fu questa direttiva a scatenare la famosa polemica francese sul “Idraulico polacco” vale a dire sul rischio, all’epoca molto paventato, che l’Europa occidentale fosse invasa dalla forza lavoro a basso costo proveniente dal più povero Est. E’ successo veramente?
L’effetto della direttiva Bolkestain nel nostro settore è stato quello di impedire ai comuni di porre limiti di contingentamento numerico ai pubblici esercizi. In pratica non possono più esistere le famose “Licenze” che contenevano in un numero prefissato le attività presenti in un’area.
In alcune aree d’Italia parlarne al presente può essere prematuro, non tutti i comuni hanno ancora recepito questa direttiva e i vecchi schemi sono duri a morire, ma la direzione futura è sicuramente questa.
Attenzione, abolizione dei contingentamenti non significa che si può aprire ovunque, liberalizzazione non significa deregulation, Significa solo che i criteri con cui adesso viene deciso se un locale può essere aperto o no sono legati a precisi requisiti di fattibilità, urbanistici ed edilizi.


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