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APRIRE UN BAR CON IL CROWDFUNDING — 2° parte

Come promuovere il nostro progetto di bar o ristorante per raccogliere finanziamenti con la formula del crowdfunding…

 

crowdfunding 2

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Nel precedente post, che trovate su questa pagina, abbiamo visto come funziona la formula del crowdfunding, il sistema che permette di finanziare progetti “dal basso” vale a dire di dar via alla nostra idea grazie a tante piccole somme messe a disposizione da molti piccoli investitori.

In questa seconda parte dell’articolo cercheremo di focalizzare alcuni aspetti del crowdfunding inerenti, più da vicino, il campo che ci interessa: bar e ristoranti.

Come dicevamo nella puntata precedente, ad essere finanziati con il crowdfunding sono sopratutto progetti innovativi, tecnologici e dediti al sociale, elementi che raramente si sposano con il mondo della ristorazione; vero? Se sì, solo per mancanza di idee, perché sono molti i locali che possono diventare luoghi sociali di ritrovo (per i giovani, per le mamme, per i bambini…) e perché innovazione non può essere solo una parola declinata verso la tecnologia, ma deve essere la parola chiave per ogni persona che si propone di fare l’imprenditore, anche di aprire un bar!

In ogni caso il concetto di crowdfunding si è allargato, e ormai, con la formula dell’Equity crowdfunding (ne abbiamo parlato la volta scorsa) vengono finanziati anche progetti semplicemente interessanti dal punto di vista finanziario. Inutile dire che, frugando negli history cases in rete, si capisce che l’Italia è ancora lontana anni luce dagli esempi anglosassoni, dove, anche da imprenditori italiani, vengono aperte grazie a questa formula vere e proprie catene.

L’idea, in ogni caso deve risultare attrattiva, vincente, ed essere supportata da una comunicazione altrettanto brillantecool o almeno molto simpatica e umana, che racconti la nostra energia e freschezza.

In questo senso abbiamo trovato la campagna di due ragazze americane che cercano di finanziare un progetto semplicissimo: una roulotte/coffee shop nell’area di Detroit.
Provando a spulciare meglio la campagna di queste ragazze (che trovate in questa pagina) vediamo come si presentino piene di energie e di umanità, a lavorare in falegnameria per costruire il loro sogno, quello di portare caffè in giro per “rifornire di energia” la zona dove viaggeranno con la loro roulotte.
Ci mostrano anche come impiegheranno i soldi che chiedono in finanziamento (una somma davvero modesta) e ci presentano i metodi con cui ricompenseranno chi le finanzierà: da un simpatico “tieni tazza” in maglia fino a un servizio di catering per cinquanta persone (dai, quasi un matrimonio) per chi le finanzierà con una somma più ingente.

Su questa pagina trovate invece un più ambizioso progetto di apertura di una caffetteria nello stato di Washington, sempre negli States. In questo caso vedete come si metta l’accento più sugli aspetti “Business” mentre sia meno focalizzata la parte fotografica e umana. Quale approcci preferite?  Alcuni esempi di questo tipo di comunicazione li vediamo anche durante i nostri corsi full immersion di apertura bar)

Può darsi che questi link non funzionino più,  una volta che queste campagne verranno concluse, sopratutto se state leggendo questo post tempo dopo che è stato scritto, in ogni caso frugando su portali simili troverete altre campagne da studiare per ispirare la vostra.

Una considerazione interessante che fanno alcuni siti specializzati: cercare di finanziare la propria idea con il crowdfunding permette anche di valutare quanto buona l’idea sia. Se vedremo che i finanziatori fanno la coda per portarci soldi, vuol dire che abbiamo fatto, sia come idea che come capacità comunicative, centro. Altrimenti potrebbe essere il caso di ripensarci…

 

Un ultima considerazione: il crowdfunding può non essere l’unico metodo di finanziamento, magari può essere usato in tandem a prestiti bancari o a fondi di proprietà.

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