APRIREUNBAR.COM SOTTO ATTACCO HACKER
29 Aprile 2013
VOLETE ASSISTERE AL CAMPIONATO DEL MONDO DI BARISTA SENZA ANDARE IN AUSTRALIA?
3 Maggio 2013

AUMENTARE GLI INCASSI AL BAR. L’OGGETTISTICA

Per incrementare le vendite conviene proporre oggettistica nel bar? Fra i vantaggi nessuna burocrazia e possibilità di creare un ambiente più ricco, fra gli svantaggi ricarichi bassi e una percentuale di venduto che non supera il 5% del fatturato totale.

 

Tazze e mugs in vendita in un bar

Tazze e mugs in vendita in un bar

Non di solo pane vive l’uomo e non di solo food & drink potrebbe vivere un bar. Sono molti i locali che a caccia di nuove idee per aumentare gli incassi hanno cominciato a vendere qualcosa di diverso dal mangiare e bere. Fra questo “qualcosa di diverso” l’oggettistica, definiamola riduttivamente così, ha assunto in certi casi un ruolo più importante di quello del food. È il caso, per esempio, da locali fortemente incentrati sui libri, o sui dischi, o ancora addirittura sul knit shop (il fare a maglia che abbiamo raccontato in questo post), locali in cui la parte food&bev svolge solo un ruolo aggregatore, dando, diciamo, solo un motivo in più per entrare e godere il negozio.

Alcuni locali, si sono spinti ancora più in là, cominciando a vendere ogni singolo pezzo di cui sono composti, non solo le pietanze, ma anche i bicchieri in cui beviamo, i piatti in cui mangiamo e perfino le sedie su cui sediamo, griffate ed etichettate con il loro codice a barre…

E nel nostro piccolo bar? Cosa possiamo vendere? Vale la pena?

Vendere oggettistica in un locale non è quasi mai un problema, la liberalizzazione ha tolto ogni pastoia, e non avendo gli oggetti niente a che fare con igiene e HACCP non ci sono problemi di sorta. Semmai dovremmo dotarci sulla cassa di un tasto “oggettistica” con un IVA al 21%, visto che la somministrazione, come dicevamo in questo post, ha un IVA più bassa, al 10%.

Ogni negozio, ogni bar, ha bisogno, oggi più che mai, di avere una precisa anima, un elemento di forza, un valore aggiunto. Questo elemento dovrebbe trovare supporto e supportare l’anima del negozio, quindi i prodotti perfetti per la vendita potrebbe essere una serie di teiere belle, stilose e magari originali per un negozio di tè, una serie di oggetti particolari per gli amanti del vino in una enoteca (è qui sono diversi a lavorare già bene) una larga scelta di caffettiere e tazzina (e magari macchine espresso particolari come questa per la casa). A quel punto il cliente si sentirà spinto, dalla qualità di cosa ha assaggiato e dall’atmosfera, a comprare qualcosa.

Largo quindi ad oggetti particolari, che saranno anche, facile immaginarlo, spesso un po’ costosi. Sul lato della analisi dei costi infatti, è necessario tenere ben presente che difficilmente le nostre vendite di oggettistica, supereranno il 5% del fatturato totale, ed è anche necessario pensare che i ricarichi che potremmo applicare, su oggetti particolari che per forza di cose dovremmo comprare noi stessi a prezzi già abbastanza alti (non possiamo vendere oggettistica che si può trovare ad un qualsiasi negozio di casalinghi, saremmo per forza fuori mercato) sarà abbastanza basso. In generale è difficile raddoppiare il prezzo, per fare un esempio, di una caffetteria che costa a noi 15 Euro; farla pagarla trenta, anche ad un cliente colpito dalla nostra competenza e dalla bella immagine che abbiamo saputo creare, sarebbe comunque difficile. Certo l’oggetto potrebbe essere davvero particolare, introvabile o di gusto, ma dovremo rassegnarci a venderne davvero pochi pezzi in un anno, a meno che anche il nostro ambiente non sia esorbitante…

Tags:

2 Comments

  1. giulia ha detto:

    ciao mimmo! il mio bar è davanti ad una scuola elementare e già da prima di aprire ci balenava in testa l’idea di tenere un po’ di cancelleria.. penne, gomme da cancellare, quaderni, lapis, matite e fogli protocollo, tanto per iniziare.. pensi sia possibile fare anche questo? come la vedi come idea? grazie, come sempre. giulia

  2. Gloria Serafin ha detto:

    Buongiorno! Espongo il mio problema. Nel mio bar espongo calamite (quelle che si attaccano al figro) rispettando tutte le regole che ho letto qui sopra. La settimana scorsa sono passati due vigili che mi hanno fatto ritirare l’espositore delle calamite dicendo che devo avere un permesso dal comune per poterle vendere. Quando ho chiesto dove dovevo rivolgermi per avere questo permesso mi è stato risposto che questo non è un problema loro e che devo arrangiarmi. Cosa posso fare in proposito? ora come ora non posso esporre niente nel mio bar che non sia alimentare per non rischiare una multa da parte loro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *