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GESTIRE UN LOCALE DENTRO LIBRERIE E NEGOZI

É di anni recenti la moda di strutturare all’interno di librerie, negozi di dischi e talvolta anche di abbigliamento la creazione di un angolo bar.

Intanto sgombriamo subito il campo da un’equivoco: questi bar di solito non guadagnano. Sono (possono essere) buoni per i negozi che li ospitano perché creano occasioni per visitare il negozio e fanno si che la gente vi passi più tempo dentro, avendo quindi più occasione di conoscere ed innamorarsi degli articoli in vendita nel negozio stesso.

Una delle offerte è quella di prendere in gestione uno di questi spazi. Attenti a  questi tipi di offerte, generalmente fatte da persone che non hanno nessuna conoscenza delle problematiche della ristorazione.
Per me solo piccole realtà (senza costi di personale) e a zero affitto di gestione hanno la possibilità di mettere a fine mese qualche cosa in tasca. Naturalmente il negozio che vi da in gestione lo spazio non sarà d’accordo e chiederà un affitto. Cercate di tenerlo basso o addirittura nullo. Proponete naturalmente di pagare le Utenze (acqua, luce etc) e puntate molto sul fatto che la vostra gestione del bar sarà così attenta, pulita e scrupolosa da costiutire un vantaggio per tutto il negozio.

Quanto alla gestione dello spazio vi suggerirei di non farvi prendere da voli di fantasia. La vostra clientela di riferimento è quella del negozio.
Sarà molto difficile che sia la vostra gestione a portare dentro clienti in maniera autonoma. Cosa sicuramente da fare è cercare sineregie con il negozio stesso. Organizzano eventi, inuagurazioni, dibattiti, serate con l’autore e vernissage? Bene, quello è il momento di lavorare insieme.
Un caso tipico di locale aperto all’interno di una struttura diversa resta Ikea. Nei negozi di arredamento del colosso svedese, lo saprete, ci sono sempre dei ristoranti. Questi ristoranti non lavorano praticamente mai per sé stessi (credo che pochissimi vadano all’Ikea solo per mangiare al ristorante, anche se lo considerano una piacevolissima parentesi). Una volta ebbi occasione di parlare con un direttore di un ristorante Ikea, il quale, dopo avermi spiegato il funzinamento della struttura
(interessantissimo) mi disse che nessun dirigente di Ikea si aspettava che il ristorante fosse fonte di guadagno; bastava che fosse autonomo, che gli incassi coprissero le spese.
E se lo dicono loro, che di management ne capiscono…

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21 Comments

  1. […] possibili, mi documenterei sugli aspetti burocratici, mi soffermerei sulla possibilità di aprire il locale all’interno di un negozio, mi documenterei sugli aspetti tecnici della preparazione di un caffè, sulla cultura e le […]

  2. cinzia ha detto:

    ho letto il vostro consiglio per gestire un bar in un negozio .a me anno proporto di gestire un bar in uno spazio dedicato ai giochi per bambini dove c’è questo baretto e li fanno feste di compleanno o pizzate, l’unico mio dubbio è che non prenda piede perche resta un pò nascosto, resta sotto ad un centro commerciale piccolo avreste dei consigli da darmi?

  3. Prestiti bancari ha detto:

    Secondo me prima di aprire un’attività del genere si deve valutare bene il tipo di clientela: cioè se uno apre un bar nella feltrinelli è un conto, perchè lì la gente passa delle ore, si siede e sfoglia i libri, ma in posti dove la clientela è mordi e fuggi non so se può convenire.

  4. Mutui Inpdap ha detto:

    Veramente molto interessante….ma bisogna anche considerare che chi ha un negozio e vuole gestire un bar dovrebbe poi averne anche le competenze. Vendere caffè non è la stessa cosa che vendere vestiti!

  5. GESTIRE UN LOCALE DENTRO LIBRERIE E I NEGOZI « Cambiamo Indirizzo ha detto:

    […] http://aprireunbar.com/2009/02/05/gestire-un-locale-dentro-librerie-e-i-negozi/ […]

  6. Carlo ha detto:

    Salve,non so se ho trovato la discussione giusta per porre la mia domanda…la farò lo stesso.
    Io avrei intenzione di aprire o prendere in gestione un bar all’interno di una struttura turistica(campeggio-villaggio).
    Le procedure sono le stesse o cambia qualcosa?
    Grazie

    • mimmo ha detto:

      Ciao Carlo,
      gestire un bar in un villaggio turistico puo’ essere stimolante e piacevole ma nel medesimo tempo,nel periodo in cui si e’ aperti,anche molto impegnativo. Per avere successo, non si può prescindere dalla qualità del servizio offerto, anche in termini di cortesia con il cliente e soprattutto dipende anche dalla stagione climatica. Normalmente i bar all’interno di strutture turistiche, vengono date in affitto d’azienda e le procedure e le normative sono tali e quali di un qualsiasi altro bar.
      Buon lavoro ed in bocca al lupo. mimmo

  7. Aline Marie ha detto:

    Salve, Sono molto interessata in questo argomento, perche vorrei aprire un negozio di abigliamento/ souvenirs con all’interno un bar, voglio capire se la procedura è la stessa per aprire un bar comune opure non , visto che la gestione del bar resterebbe a me stessa che non possedo nessuno dei requisiti necessari per aprire um bar, rigrazio la vostra atenzione e chiedo scusa per la gramatica, complimenti per il sito.

  8. mimmo ha detto:

    Ciao Aline Marie,
    per quanto riguarda il negozio di abbigliamento e souvenir, devi essere in possesso di una licenza specifica, mentre per aprire il bar all’interno del negozio oltre alla licenza da bar devi avere l’iscrizione al SAB e frequentare tutti gli altri corsi obbligatori; RLS, HACCP, ANTINCENDIO.
    In bocca al lupo. mimmo

  9. Fabio ha detto:

    vorrei aprire un bar all’interno di una palestra. si tratterebbe di un angolo della stessa con un apertura indipendente sulla strada. questo piccolo spazio è dotato di un bagno adiacente che però non soddisfa i requisiti per essere considerato un bagno per disabili. Vorrei capire se i bagni presenti all’interno della palestra possano essere utilizzati anche come bagni per il bar.

  10. mimmo ha detto:

    Ciao Fabio,
    se nei bagni esistenti nella palestra c’e’ la possibilita’ di accedervi senza dover uscire dal bar,potresti renderli a norma,altrimenti prova ad informarti se esiste un’escamotage per aprire un accesso.
    Saluti. mimmo

  11. geraldine ha detto:

    Ciao a tutti,
    magari la mia domanda non c’entra ma ho bisogno di consigli di chi ad esperienza!!!!
    Ho una boutique di abbigliamento/decorazione per bambini di tipo francese nel cuore della vecchia milano, avendo una superfici abbastanza grande (130mq) mi è venuto la voglia di aggiungere qualche tavoli sparsi qua e là con un servizio caffe/the e torte (con una macchina a caffe di quelle grosse della nespresso), in modo da propore un servizio in più ad i miei clienti. Per capire un pò di più l’idea, guardate questo cafe-boutique a Parigi sul quale ho preso spunto http://www.lepoussettecafe.com. Però io non voglio fare da mangiare!
    Si può fare in Italia secondo vuoi???????
    Grazie per qualsiasi informazione o idee che possono facilitare il progetto.
    Buona giornataa tutti.

    • mimmo ha detto:

      Ciao Geraldine,
      come idea non mi sembra affatto male,soprattutto in una citta’ come Milano, solamente che oltre ad ottenere la licenza(facendo richiesta in comune), devi rendere il locale a norma e prima di far cio’ ti consiglio, di farti fare dei preventivi onde evitare brutte sorprese.
      In bocca al lupo.

  12. […] di quello del food. È il caso, per esempio, da locali fortemente incentrati sui libri, o sui dischi, o ancora addirittura sul knit shop (il fare a maglia che abbiamo raccontato in questo post), […]

  13. laura ha detto:

    ciao a tutti, volevo illustrarvi la mia idea. accetto critiche e eventuali consigli grazie.
    volevo aprire un negozio di cosmetici con all’interno un angolo bar. abito in un paese non troppo grande in via di sviluppo grazie alle terme dove non c’è un vero negozio di cosmetici, ma per essere un po’ originale avevo pensato di inserire anche un angolo bar visto che nella zona dove voglio aprire non ce ne sono.
    che ne pensate? troppo assurda come idea?
    ciao Laura.

  14. Mariateresa Botta ha detto:

    Salve,
    vi seguo da molto, complimenti per il sito! Siete super informati ed esperti, perciò vi chiedo di aiutarmi, per favore!
    Spero possiate aiutarmi, sono veramente frustrata e non ne posso più di questa dannata burocrazia italiana!
    sto chiedendo un finanziamento (invitalia) per aprire un negozio di cosmesi naturale con annessa vendita di tè e tisane. Vorrei offrire degustazioni gratuite delle miscele in vendita, ho preso il SAB e vorrei allestire un salottino in negozio, in modo che le clienti possano mettersi comode mentre provano il tè per decidere se acquistarlo. Però il consulente del lavoro al quale mi sono rivolta sostiene che devo eliminare questa proposta dal business plan perchè gli esaminatori non saprebbero capire se si tratta di un bar o di un punto vendita! (e me lo ha detto in un tono che lascia intendere che tutto il concept è basato su un’idea stupida).
    E’ veramente possibile che non capiscano la differenza tra un bar e una degustazione gratuita a titolo pubblicitario? E’ una gentilezza offerta ai clienti per aiutarli a capire quale miscela gli piace per poterla poi acquistare. Come si inquadra legalmente questa pratica? Come posso inserirla nel business plan in una maniera che me la accettino?
    E’ un’idea alla quale tengo molto, perchè voglio che il mio negozio sia un concept store basato sul benessere naturale, e voglio anche organizzare laboratori tematici e seminari per sensibilizzare le persone. Il consulente sostiene che del progetto in sè gli esaminatori non se ne importano per niente, e che dovrei presentarlo come un punto vendita qualsiasi, banale; in questo modo però perderei una somma che mi è necessaria per sviluppare il concept store. potete darmi un consiglio, per favore? sto mettendo in gioco tutto il mio futuro su questo progetto, ci lavoro da due anni… non posso credere di dover buttare due anni di ricerche nel gabinetto…
    Spero veramente che possiate dirmi qualcosa.
    Un cordiale saluto e mille grazie per i vostri articoli illuminanti.
    Mariateresa.

    • domenico marchi ha detto:

      Ciao Mariateresa,
      l’dea di creare un locale di cosmesi con anche la vendita di di te’ e tisane con uno spazio per le degustazioni, mi sembra piuttosto originale e sicuramente le degustazioni potrebbero incrementare le vendite, ma vista la degustazione gratuita, piuttosto che creare un salotto, io ti cosiglierei di preparare le tisane con dei thermos contenenti acqua calda, da versare in tazze usa e getta. Sicuramete non sara’ una gran sciccheria ma credo che sia la miglior soluzione.
      Saluti. Mimmo

  15. Simona ha detto:

    Salve post interessantissimo e spero possiate essermi di aiuto. Vorrei mettere un angolo ristoro all interno della palestra che frequento. Essendo lo spazio super limitato avevo pensato di iniziare solo offrendo frullati da prépare live, barrette e prodotti vari energetici e magari qualche sandwich da riscaldare in un microonde o qualche mug cake insomma tutta roba da poter fare sul posto non avendo una cucina di appoggio in palestra. Vorrei capire se è possibile e che documenti ci vogliono da premettere che ho l abilitazione di 2 livello essendo una cuoca. Inoltre è possibile preparare pietanze a casa e rivenderle in palestra? Grazie mille

  16. fabio ha detto:

    salve, volevo chiedere se era possibile aprire un bar per cocktail dentro ad un parrucchiere, è possibile (intendo per l’ASL) attendo news grazie

    • domenico marchi ha detto:

      E’ possibile se riesci a creare uno spazio a norma e soprattutto valutare se ci potra’ essere un giro di clientela che ti dia la possibilita’di di fare degli incassi tali da tirarci fuori un certo guadagno. Valuta bene.

  17. Marisa Marotta ha detto:

    Ho un negozio di souvenir in una località turistica della Grecia, e ho intenzione di trasformarlo leggermente e fare un angolo bar solo per caffè, cappuccino e prima colazione, il tutto contornato da statue in alabastro, quadri, dipinti e souvenir tipici. Riuscirò? Attendo un parere, grazie!

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