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COS’E’ E COSA FA CONFESERCENTI PER CHI VUOLE APRIRE UN BAR

Confesercenti è una struttura che supporta chi vuole aprire un locale, dai finanziamenti  fino alla contabilità. Vediamo come funziona.

 

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Finanziamenti, periti che possono supportarci nell’apertura di un nuovo locale, corsi di formazione obbligatori; durante lo svolgimento del nostro corso di apertura e gestione bar spesso veniamo in contatto con associazioni di sindacato.
Queste si chiamano Confesercenti, così come Confcommercio e Confartigianato, e nascono per supportare si dal punto di vista sindacale, cioè per portare avanti, in una voce unitaria, i bisogni sociali della categoria, ma anche, e negli ultimi decenni sopratutto, per offrire servizio e assistenza ai nuovi e “non nuovi”imprenditori del mondo del pubblico esercizio.
In realtà strutture come Confesercenti offrono assistenza non solo a chi lavora nel campo della ristorazione, ma anche in altri campi del commercio e della piccola imprenditoria (per esempio il commercio ambulante). Questo blog però parla di bar e ristoranti, e oggi siamo andati ad intervistare Santino Cannamela, pasticcere e storico presidente della sezione “pubblici esercizi” della Confesercenti fiorentina.

D. Santino, potresti dirci cosa fa Confesercenti per i pubblici esercizi?
Confesercenti, è un’associazione di categoria che rappresenta le piccole e medie imprese italiane del commercio, del turismo e dei servizi, dell’artigianato e della piccola industria. E’nata nel ’71 e adesso conta oltre mille sedi in tutta Italia. La FIEPET (Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici) la sua sigla dedicata a baristi e ristoratori, che supporta sia come sindacato di tutela (ad esempio nella stesura e firma dei contratti nazionali) sia, sopratutto, di servizio, i locali dedicati all’ospitalità, ad esempio supportandoli nella apertura di locali, per contabilità e formazione e, negli ultimi anni, per accompagnare le start-up.

D. Poniamo di essere un giovane che vuole aprire una attività di ristorazione, come mi aiutate?
Per aprire la sua attività ci sarà innanzitutto bisogno di stendere un business plan, sia per fare i conti giusti sia per, eventualmente, presentarlo a strutture di finanziamento. Ecco, il nostro lavoro comincia nell’aiutarlo a preparare questo documento e prosegue con un supporto per i primi due anni con un pacchetto di consulenza attivo, dal punto di vista contabile e di marketing. Questo pacchetto è così rilevante che le banche concedono finanziamenti più facilmente finanziamenti a chi lo sottoscrive; una importante forma di garanzia insomma.
Ancora il nostro ragazzo può prendere parte, lui e il suo staff, ai corsi obbligatori a prezzi agevolati, e, ancora a livello di finanziamenti, può accedere a Confidi, la struttura di Confesercenti che si occupa di garantire, dal punto di vista finanziario, i mutui concessi ai suoi associati.

D. Come ci si iscrive a Confesercenti?
Niente di complicato, basta andare in una delle oltre mille sedi in Italia e associarsi con un tessera base a 140€, che sale eventualmente in funzione della complessità societaria dell’attività. E’ da notare come, appena associati, si gode subito di un pacchetto di convenzioni estremamente convenienti. Ad esempio la convenzione con SIAE permette di pagare a metà di quanto dovuto, recuperando quindi, in molti casi, il costo della tessera Confesercenti. Anche i pacchetti di tenuta contabilità e servizio paghe sono concorrenziali rispetto al mercato.

D. Confesercenti è nata però anche come struttura politica, per portare avanti istanze o bisogni comuni della categoria, come si relaziona adesso a queste tematiche?
Le porta avanti focalizzande la realtà dei nostri tempi, ad esempio schierandosi contro l’apertura selvaggia dei centri commerciali, non per demonizzarli, ma perché, sopratutto quando cominciano ad ospitare servizi come studi medici e poste, finiscono per svuotare la città stessa, togliendogli il suo ruolo storico di centro di aggregazione.
Le battaglie di Confesercenti però non sono solo di contrasto, ma anche di supporto alle amministrazioni, ad esempio nella lotta al degrado urbano o al contrasto dell’abuso di alcolici.

D. La vostra è una importante finestra sul mondo dei pubblici esercizi, cosa serve oggi ai giovani imprenditori?
Purtroppo tendono a improvvisarsi, pensano che il commercio sia facile, che basti aprir bottega per cominciare a guadagnare. Con queste convinzioni manca la voglia di formarsi adeguatamente, mentre il futuro si specializza invece sempre più, e sempre più avremo bisogno di formazione; ormai non basta più ‘esperienza fatta sul campo, magari nella bottega del papà. Il mercato cambia perfino in pochi mesi, mentre fino agli anni ’90 cambiava a cicli decennali. E’ necessario formarsi, e saper analizzare i cambiamenti del mercato

D. Come si può sapere di più su confesercenti?
Sul sito http://www.confesercenti.it/ e agli sportelli dei nostri uffici dislocati in tutta Italia.

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