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I BAR DENTRO I SUPERMERCATI

Esaminiamo una tipologia di bar particolare, quello dentro, o vicino, ad un supermercato o un centro commerciale. Esaminiamo le caratteristiche di questo locale che per il cliente sarà premio e consolazione… 

 

IMG_4233La filosofia di questo blog, ci è chiara, è quella di offrire spunti e suggerimenti a chi vuole aprire un proprio locale, e, senza fare voli di fantasia troppo alta, e senza andare troppo a cercare gli esempi dei grandi (ma raggiungibili) protagonisti del mondo del bar (però lo abbiamo fatto, in questo post per quello che riguarda i cocktail e in questo per quello che riguarda il caffè) cerchiamo di supportare con la nostra esperienza le realtà e le tipologie di bar e locali che i nostri lettori potrebbero incontrare veramente.
Stavolta facciamo una piccola eccezione, e parliamo dei bar posti all’interno dei supermercati. Eccezione, perché questo tipo di strutture sono spesso gestite dal supermercato stesso, e raramente capita di poterle prendere in gestione. Non è però detto che la tipologia di locale che descriviamo in questo post debba per forza essere “dentro” il supermercato, può essere anche solo nei pressi, e magari due piccole idee potrebbero essere utili anche ad altri contesti.

Chi ci legge ci conosce: per strutturare un bar, la prima cosa che bisogna pensare è il tipo di pubblico, il target cui ci rivolgiamo. Anche in questa tipologia di bar, quello di fronte al supermercato, questo modo di vedere le cose rimane, e deve rimanere, centrale.

Il cliente tipo di questo bar non lo frequenta per godere di un momento di consumo particolare. Non prende la macchina o attraversa l’isolato perché ha bisogno di fare colazione, pranzo o aperitivo (ma può succedere, se siamo bravissimi!) il nostro cliente viene da noi perché va IMG_4230a fare la spesa e quello al nostro bancone diventerà un consumo d’impulso, ma soprattutto di relax dopo (o prima) la fatica del carrello o della cassa, una specie di piccolo consumo consolatorio, di premio in una giornata pesante.
Se questo è il punto pensiamo a cosa potrebbe consolare noi. Spesso è il cibo, più di rado le bevande e, se sì, queste di solito sono calde. Quindi largo agli spuntini. Alle focaccine (alcune grandi) da pranzo, ma altre molto più piccole, fresche e sistemate in bella vista (magari in cestine di vimini?) sul banco, per invogliare chi passa pensando con tristezza ai detersivi da prendere oppure con gioia al nuovo smartphone che ha appena comprato (altro momento di premio). Dolcetti? Certo che sì, e senza pensare solo a torte (spesso impegnative) o a brioches, ma pensando anche a biscottini e brownies, e ragionando sempre, ancora una volta, su qualcosa di piccolo.
Meno da focalizzare saranno i classici momenti di consumo. La colazione canonica rischia di non essere il momento più importante, così come il pranzo, e l’aperitivo, probabilmente, meno che mai.

Non fondamentale, dicevamo, la scelta di drink, che può essere abbastanza di base, ma c’è spazio per una caffetteria carina, magari con bei cappuccini e caffè che mixino anche sciroppi e tanto buon cacao. Appunto, in quei momenti c’è voglia di consolazione…

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