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IL PAGAMENTO CON CARTE DI CREDITO E POS IN BAR E RISTORANTI. COSTI E PERCENTUALI

Costi, condizioni, percentuali e consigli per accettare pagamenti tramite pos, via carta di credito e bancomat. Come trovare le migliori condizioni e alcuni casi pratici (anche drammatici) che abbiamo scoperto…

 

datafonoCome ampiamente comunicato dai giornali, da quest’anno, dal 30 giugno per l’esattezza, è diventato un obbligo poter offrire ai propri clienti anche la possibilità di pagare tramite carta di credito o bancomat, dotando quindi il proprio bar o ristorante di un pos (che letteralmente vuol dire point of sale, punto di vendita. 

In Italia, inutile dirlo, esiste da decenni un certo scetticismo nei confronti del pagamento elettronico, e sopratutto, da parte dei gestori, il timore di commissioni e di costi molto alti, timore solo parzialmente ingiustificato. Ma adesso, che volente o nolente dobbiamo averci a che fare, come gestire al meglio il pagamento con carte di  credito o bancomat nel nostro bar o ristorante?

Il pos viene dato in affitto, noleggiato, da una banca o dai circuiti come American Express. Questo noleggio viene fatto pagare, con cifre che vanno dai 10 ai 40€ mensili, cifra, quest’ultima, non proprio bassissima. A questo noleggio si aggiunge una percentuale sulla vendita, e qui, sopratutto per i bar, si nasconde un grosso problema.

Le commisioni, come dicevamo, sono in percentuale rispetto all’ammontare dell’acquisto. Queste percentuali possono variare, per una carta di credito, dall’1,2% al 2,5% (ma le abbiamo viste anche sopra il 4%!), mentre per il bancomat si muovono dallo 0,4 allo 0,7% (e anche qui le abbiamo viste allo 1,5%. Il problema si nasconde proprio però sui pagamenti tramite Bancomat, che in molti casi impongono una cifra fissa, in caso la cifra transata fosse troppo bassa. In questo senso abbiamo fatto alcune ricerche, e abbiamo trovato, ad esempio, una bozza di accordo di Intesa San Paolo, che propone una commissione sul bancomat dello 0,40%, ma un minimo di 0,25€ per operazione. In pratica, se il nostro cliente pagasse con la carta un caffè da un’Euro, la commissione che ci sarebbe applicata sarebbe del 25%!!. C’è da dire che la legge ci impone di accettare il pagamento elettronico solo per pagamenti sopra i trenta Euro, ma anche in questo caso la commissione minima non sarebbe dell0 0,4, bensì dello 0,8%! Se poi, come abbiamo trovato, si trovano minimi a 0,50€, potete calcolare come la commissione minima su 30€ schizzi al 1,6%!

Dicevamo prima che questo problema sarà più sensibile per i bar che per i ristoranti, che generalmente emettono scontrini e ricevute di valore ben più alto, ma sarà più che opportuno focalizzarlo…

Focalizzarlo e poi cercare la soluzione migliore, più economica. Per cercarle si può passare da due strade: chiedere le condizioni applicate a diverse banche, anche a quelle da cui non ci serviamo abitualmente, e valutare se le associazioni di cui, eventualmente, facciamo parte, come Confesercenti o Confcommercio, hanno convenzioni che permettono, agli associati, di ottenere condizioni migliori. Nel nostro caso, per esempio, abbiamo trovato le condizioni di unaccordo stipulato dalla Confesercenti di Torino, che trovate in questa pagina

 

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