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Quanto è l’IVA sul Caffè per i Bar e Altre Aliquote per i Locali

Quanto è l’Iva per i ristoranti? Quanto è l’IVA sul caffè per i bar? E sulla birra? Vediamo le aliquote Iva Per i più tipici prodotti di un locale.

Quant’è l’iva sul caffè per i bar?

L’IVA, o imposta sul valore aggiunto, letteralmente tradotta in inglese come VAT (value added tax) è una tassa sui consumi, cioè che colpisce ogni acquisto di beni e servizi, ogni transazione commerciale. Si tratta di una tassa diffusa praticamente in tutto il mondo, se non in piccoli contesti che per motivi vari godono di una particolare esenzione. 

Ogni transazione abbiamo detto, da quelle fra intermediari a quella con il consumatore finale. A cambiare, a seconda della nazione o del tipo di transazione, è l’aliquota, cioè la percentuale dell’acquisto che deve essere versata allo stato.

Nella maggior parte delle nazioni le aliquote principali sono 2 o 3, per esempio in Italia abbiamo:

  • Un’IVA minima al 4%. E’ dovuta alle transazioni per beni di prima necessità come pane, latte, ma anche per prodotti di supporto a persone con mobilità ridotta e per i quotidiani.
  • IVA al 10%. E’ questa l’aliquota che ci interessa di più, perchè è quella che si applica sulla ristorazione, alberghi e turismo in genere. 
  • Aliquota al 22%. La più tipica, riguarda praticamente la maggior parte dei beni e servizi che vengono acquistati ma che sono considerati come non fondamentali per la vita quotidiana. 

Queste aliquote, come detto, vengono applicate quasi ovunque nel mondo, ma con aliquote diverse, se volete controllare qual’è l’aliquota Iva in Romania oppure quanto è l’IVA sul caffè per i bar in Messico controllate questo sito, davvero interessante.

Torniamo però alla nostra penisola. Abbiamo detto che la parte di Iva da versare può cambiare a seconda anche del tipo di transizione e di prodotto. Per noi sarà quindi interessante sapere quant’è l’IVA sui prodotti da bar. Vediamo i più tipici.

QUANTO È L’IVA SUL CAFFÈ

Stiamo scrivendo questo post nel 2021, quindi le informazioni sono aggiornate ad oggi. Dopo alcuni anni in cui l’IVA è salita molto da alcuni anni è ferma alle aliquote di cui parliamo.

Dopo questa necessaria premessa vediamo quanto è l’Iva sul caffè al bar.

Al bar, perchè l’aliquota sul caffè cambia molto, a seconda del luogo dove lo si acquista e delle modalità con cui si consuma. Vediamoli nel dettaglio

  • Iva sul caffè al 22%. Viene applicata sul caffè in chicchi o macinato che acquistiamo, al supermercato, torrefazione o online. In questo caso l’Iva viene applicata sulla materia prima.
  • Iva sul caffè al 10%. Questa è la risposta alla domanda “quant’è l’aliquota iva sul caffè al bar”. A far calare l’aliquota è il fatto che alla tazzina si unisce una componente di servizio, in pratica si premia il lavoro di chi prepara e serve il caffè.
  • Iva sul caffè al 4%. Per lo stesso motivo di cui sopra l’IVA può scendere al 4 qualora il caffè venga servito in mense o speciali circostanze di distribuzione “sociale” come ad esempio eventi benefici o di raccolta fondi.

Vediamo adesso altri tipici prodotti e contesti da ospitalità/ristorazione

Quanto è l’Iva per i ristoranti?

L’Iva su tutto ciò che è consumato al ristorante è al 10% perché include la componente di servizio, il lavoro di trasformazione del cuoco e di servizio del cameriere che abbiamo già visto parlando del caffè.

Ultimo anno, dal momento in cui scriviamo, è però stato duramente funestato dall’epidemia di Covid, che, curiosamente, ha portato all’attenzione di operatori e media una situazione particolare: l’Iva dei ristoranti è al 10% ma è al 22 quella di asporto e delivery, modalità di consumo preminenti quest’anno.

Visto che per molto tempo questa è stata l’unica modalità consentità ci sono state molte proteste da parte dei ristoratori. Speriamo che quando molti di voi leggeranno queste righe questo periodo sia oramai storia.

Quanto è l’Iva per il vino?

Il prodotto vino, per quello che riguarda l’aliquota IVA, segue la stessa filosofia del caffè.

Al 22% si vende la bottiglia di vino confezionata, che si compra al supermercato, in enoteca ma anche al bar, magari per portarla a casa di amici all’ultimo momento.

Il bicchiere di vino servito al banco (o al tavolo con l’aperitivo) viene invece calcolato al 10%, sempre perchè “trasformato” dal servizio di barista o cameriere.

Quanto è l’Iva sulla birra?

Cominciamo a diventare noiosi, dicendo che le regole sono le stesse del vino: 22% su quello che si vende imbottigliato, 10% su tutto ciò che viene “aperto e servito”.

Iva sull’aperitivo

Tutto sicuramente servito, per cui tutto al 10! senza problemi

Per concludere, come gestiamo le aliquote iva?

Ma come facciamo ad essere sicuri di applicare l’aliquota giusta?

Come sappiamo, la cassa che useremo al bar (a quale cassa scegliere per un bar abbiamo dedicato un bel post) avrà molti tasti, ognuno dedicato ad un prodotto. Per il caffè per esempio potremmo avere due tasti. Uno per la tazzina di espresso servito al banco e una per il pacchetto di caffè venduto. Come avrete già capito i due tasti avranno già impostate due aliquote iva diverse, al 10 e 22 per cento.

4 Comments

  1. […] di un tasto “oggettistica” con un IVA al 21%, visto che la somministrazione, come dicevamo in questo post, ha un IVA più bassa, al […]

  2. […] avremo già interagito con lo sportello unico alle imprese per , fra le altre cose, richiedere la partita IVA e l’iscrizione al registro delle imprese. Un ulteriore aggiornamento su questo argomento su […]

  3. Al giorno d’oggi conviene aprire un negozio? ha detto:

    […] locali migliori. 7. Le normative sono molte, anzi, moltissimo. È il momento di occuparci diSIAE, IVA, NORMATIVE E FISCO. cos’è la SIAE? Chi e come deve pagarla? Si può fare musica dal vivo nel […]

  4. […] vediamo che le categorie sono due: quelle con IVA esposta e quelle senza. Abbiamo già visto in questo post cos’è l’IVA, l’imposta sul valore aggiunto; esporla vuol dire scorporarla dal totale ed […]

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