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UN CASO PRATICO: PUNTARE SUL PUBBLICO DEI LOCALI O SUI TURISTI?

Un locale in Trentino posto appena fuori dalle rotte turistiche: puntare sui clienti locali o sui villeggianti?

 

Lavorare con i turisti...

Lavorare con i turisti…

Per il nostro post di oggi prendiamo spunto da una mail recentemente arrivata in redazione

“Stiamo valutando di prendere in gestione un piccolo ristorante da condurre in coppia io e il mio ragazzo. Ciò che ci frena è la posizione di questo locale: è situato in una valle trentina molto turistica sia in estate che in inverno, ma in una piccola frazione a 5-10 minuti di auto dai due paesi principali della valle e quindi non nel vero e proprio “cuore turistico”. Non è visibile dalla strada principale, anche se da essa dista circa 150mt.
Noi vorremmo fare una cucina utilizzando i prodotti del luogo, pasta fatta in casa da noi e utilizzando ciò che si può trovare a km 0, senza scadere nella inflazionata “cucina trentina”, e con grande cura per i dolci. L’affitto sarebbe di 1000€ al mese compreso un appartamento per noi due. Arredamento e cucina praticamente nuovi, gli affittuari precedenti hanno lasciato dopo due anni di attività per aprire un altro ristorante nella loro terra d’origine.
Secondo Lei, anche stando un po’ fuori dal cuore turistico, si potrebbe riuscire comunque ad avere un bel giro di clientela? Conviene puntare maggiormente al target turistico o a quello della gente locale?”

La risposta a questa mail ci porta ad alcune considerazioni, in ordine sparso…

Nei locali e nelle località che lo permettono, puntare sul turista è spesso più gratificante. Da un parte il turista è spesso più interessato alle particolarità locali e a fare esperienze diverse, per cui possiamo trovare, lavorando con questa categoria di clienti, maggiori soddisfazioni. D’altra parta il turista ha nella maggior parte dei casi una propensione alla spesa più elevata rispetto a chi il bar lo vive come semplice esercizio di vicinato, e puntare su questo target può quindi permetterci incassi più elevati (ah, maggiori info su come gestire un bar turistico? Leggete questo post)

BEL CONTESTO, MA NON BELLA POSIZIONE
Il locale che ci indicano i ragazzi trentini si trova in un bel contesto, ma non in bella posizione, lontano dalle rotte del turismo, spesso ben marcate e poco trasgredite
Come si dice in questi casi, quello che non si può avere come passaggio bisogna saperlo fare come comunicazione e (sopratutto) come qualità. Dove il cliente non arriva ci va portato
Ecco che la proposta della nostra lettrice di usare prodotti del territorio, e di saperli ben trasformare, è ben azzeccata. Attenzione però a non voler evitare troppo “l’inflazionata cucina trentina” certamente ogni tradizione si può e si deve ri-immaginare con creatività e conoscenza, ma sempre partendo dall’idea che il turista, di un contesto fortemente caratterizzato come quello Trentino, cerca anche un esperienza gastronomica che si possa definire tipica.

Ancora, qualità. In epoca di modelli basati sulle recensioni, come  Trip advisor (link) dobbiamo essere bravi. Fuori dalle vie transitate dovrà essere la qualità e il (si spera conseguente) passaparola a riempire il nostro locale.

Esperienza. Ecco la parola che risponde a chi potrebbe obbiettare come un locale possa lavorare sia con i turisti che con i locali. Un locale che lavora con i turisti deve essere, nella maggior parte dei casi, più curato e sopratutto più pensato, proprio per offrire loro una esperienza gratificante.  Il tutto con una considerazione: man mano che i ristoranti si alzano di livello questa differenza viene meno; in fin dei conti un  locale da stella Michelin è una esperienza sia per il turista che per chi ci vive accanto…

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