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Chiarezza, rassicurazione, un pizzico di psicologia e voglia di raccontare la propria qualità. Ecco gli ingredienti per un menù perfetto.

 

Caffè a disegni...

Caffè a disegni…

A cosa serve un menù? E’ una domanda a cui alcuni nostri colleghi ristoratori e baristi si sentirebbero di rispondere: semplice, serve a mettere il lista quello che proponiamo ai nostri clienti con i relativi prezzi. Molti altri, invece, avranno giù avuto lo sguardo più lungo, capendo che un menù può essere un importante strumento di comunicazione e di vendita.

LA PSICOLOGIA E LA COMUNICAZIONE IN UN MENU’ PER BAR E RISTORANTI

Che ci piaccia o no vendere è innanzitutto psicologia. Le grandi multinazionali e i supermercati lo sanno bene, e psicologi, esperti di comunicazione, e grafici pubblicitari ci danno da tempo suggerimenti molto interessanti su come scrivere il menù; dal modo in cui si elencano i piatti fino alle dimensioni dei caratteri.

Proviamo a fare una lista di alcuni consigli che abbiamo trovato in alcuni siti specializzati su internet (consigli che in diversi casi abbiamo anche sperimentato sul campo).

1) Il piatto che permette il maggior guadagno al secondo posto della lista. Al primo posto della lista mettiamo il piatto (o il panino, o il drink) con il prezzo più basso. Al secondo invece un piatto non a prezzo particolarmente elevato, ma che ci permetta di avere, rispetto al suo food cost (sapete come si calcola vero? Altrimenti leggetelo qui) un ottimo margino di guadagno. A questo punto potremo mettere gli altri piatti in ordine di costo. Il cliente nella maggior parte dei casi non ordinerà il piatto più economico, per non apparire “tirato”, e finirà per ordinare il secondo della lista, quello statisticamente più “battuto”

2) Non focalizziamo l’attenzione sui prezzi. Questi vanno scritti con lo stesso carattere del resto della lista, magari con un corpo (dimensione del carattere) più piccolo. Alcuni studi suggeriscono anche di non indicare la valuta (no segno dell’Euro -€- quindi).

3) Parliamo di qualità. Alcuni ristoratori, per alcuni piatti, creano una sorta di box sul menù, che lo evidenzi, che metta in risalto, magari, alcuni ingredienti DOP oppure provenienti da fattorie vicine. Della comunicazione della qualità parleremo ancora in questo post…

4) Curiamo la copertina e la grafica. Niente menù con copertine scritte su Word, magari in terribili grafiche arcobaleno. Terribili sono poi le copertine plastificate (sì, non si sporcano, ma fanno davvero trappola per turisti) e le le foto sfocate dei piatti (che fanno trappola per turisti orientali dei vecchi tempi…).
Cura poi per i font, che devono mettere al primo posto la chiarezza: il menù deve essere leggibile e non respingente per chiunque.

5) Brevi! Il menù perfetto dovrebbe stare in due pagine. Nei ristoranti la lista dei dessert sarà a parte.

IL MENU’ CHE RASSICURA

Un’altro aspetto della comunicazione dell’offerta che spesso non viene preso nella giusta considerazione è la

Il menù a rotolo...

Il menù a rotolo…

“rassicurazione” del cliente. Proviamo a metterci noi nei panni dei clienti e a pensare a quante volte non abbiamo scelto un piatto (o lo abbiamo fatto con preoccupazione) perchè non siamo sicuri di come apparirà, se la porzione sarà sufficiente, e di che gusto avrà.
E’ evidente, sopratutto nei piatti più creativi (ok, in una pizza al gorgonzola e salame non è difficile) come difficilmente il semplice elencare degli ingredienti non riesce a raccontarci la meraviglia di quel piatto; figuriamoci poi quando il cliente si trova davanti piatti come gli “spaghetti dello chef” o il “pollo della casa”.

Rassicurare, per l’essere umano, vuol dire sopratutto parlare, rapportarsi. Se il cameriere o l’oste riescono a raccontare il piatto, non solo negli ingredienti, ma nella preparazione e nei piccoli segreti che ci stanno dietro (e solo a questo punto una sfumata di vino bianco!) avremo belle prospettive di riuscire a vendere quel piatto, così come il vecchio venditore di formaggio al mercato, o il fruttivendolo con il cocomero, sapevano bene che facendoci assaggiare un briciolo del loro prodotto avrebbero nel 99% dei casi portato a casa l’acquisto.

Avevamo già parlato in questo blog dell’uso di iPad come menù, che può andare esattamente in questa direzione, magari con un piccolo video dedicato a come ogni piatto viene preparato.  Qui andiamo un passo più avanti, e vi proponiamo due tipi di menù che vanno in direzioni opposte. Primo, e forse più perseguibile, è il menù che scorre su un rotolo di carta a strappo (che probabilmente funge anche da tovaglietta..) e che vedete nella foto sopra.

Il secondo è quello proposto (sembra in modo sperimentale) da Pizza Hut, lo trovate nel video qui sotto, e anche  se risulta un po’ freddino, è sicuramente figo!

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