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GESTIRE UN BAR LETTERARIO. L’ESPERIENZA DI “MANGIAPAROLE”

Marco Limiti, il creatore di “Mangiaparole” un delizioso e appassionato bar letterario di Roma,  ci manda questo testo sulla sua esperienza, sul come ha aperto e ha sviluppato il suo locale. Davvero interessante la sua distinzione “d’anima” fra libraio e barista, e tutta la sua passione letteraria, con i nomi dei vini e dei panini. Grazie mille Marco.

Sono Marco Limiti e da 10 anni porto avanti una piccola realtà editoriale (edizioni progetto cultura), tre anni fa per creare un luogo d’incontro fra i nostri autori e possibili lettori ho deciso di aprire un caffè letterario: Mangiaparole, per l’appunto.

Il taglio che ho scelto di seguire sin da subito è stato su libri e letteratura. Ho cercato quindi vini dai nomi letterari e per fortuna ne ho trovati di buoni, per esempio il barbera La luna e i falò, il lambrusco Don Camillo, il nero buono Polluce.

Per accompagnare il vino all’inizio offrivo solamente qualche stuzzichino (patatine, arachidi, etc) ma dato che l’appetito vien mangiando ho iniziato anche a preparare panini, insalate e frullati con i nomi di scrittori noti. (Per esempio il panino con castagne, senape, prosciutto e formaggio si chiama Giovanni Pascoli per una poesia dedicata alle castagne scritta dal poeta di San Mauro, oppure l’insalata Edgar Lee Master contiene il miele – insieme con insalata e noci – perché le api sono citate nell’Antologia di Spoon River).

Ho cercato anche di portare la stessa filosofia nella preparazione dei cockatil. Ho quindi trovato i cocktail preferiti dagli scrittori e addirittura ho anche scoperto che i futuristi italiani avevano inventato dei cocktail a base di vino, da patriottici che erano. Il più gettonato di questi è l’inventina con moscato, ananas e un cubetto ghiacciato di arancia rossa.

Questa ricerca è stata estenuante e lunga ma penso che in un mondo in cui l’offerta è molto ampia una mossa vincente sia proprio quella di creare una particolarità. Nel mio caffè letterario non trovi certo tutto, trovi prodotti particolari e con una forte caratterizzazione letteraria.

Vero è che molti clienti entrano per consumare solamente un caffè, ma la parte letteraria c’è anche per loro: al momento di pagare tutti i clienti sono caldamente invitati (in realtà è un obbligo!!) a pescare una poesia haiku da una boccia di vetro vicino alla cassa.

Essere librario è stato abbastanza facile, più difficile è stato ed è lavorare come barista, soprattutto non avendo nessuna esperienza, se non da cliente. Ma proprio per questo ogni mia decisione (dall’impiattamento di un antipasto o di un finger food, passando per le porzioni, per finire con il modo di trattare con il cliente) deriva dalla domanda Cosa mi piacerebbe così tanto da tornare in un posto!? Per esempio una cosa che cerco, sempre di fare è guardare il cliente. Ha finito i tovaglioli? è raffreddato? Appena posso gli porto qualche tovagliolo extra. Lascia qualcosa nel piatto? Chiedo con cortesia il motivo di tale comportamento. Il rischio è quello di far sentire il cliente osservato e non libero ma, fino ad ora, nessuno si è mai lamentato!

Per chi volesse visitare la libreria-bar Mangiaparole la trova a Roma in Via Manlio Capitolino 7/9 (M Furio Camillo). Per contattare Marco il  tel è 06 97841027 oppure  [email protected] , dovremmo avere  presto Marco ad una delle giornate di apertura e strategie per locali che organizziamo mensilmente.

Chiaramanete, seguendo lo spirito di mangiaparole, aspetto critiche e commenti… grazie!!

9 Comments

  1. Silvia ha detto:

    Grazie Marco per questa tua testimonianza! Era proprio quello che stavo cercando. Io sono ancora nella fase dell’idea del caffè letterario, ma per concretizzarla devo iniziare da qualche parte, e sto quindi raccogliendo informazioni.
    Non ho esperienza come barista, quindi ti chiedo, te hai seguito dei corsi? Anche nel mio ideale caffè non ci sarebbero tantissimi prodotti, ma pochi e curati, e sopratutto in linea con l’immagine e il know how del caffè,però devo comunque imparare l’ABC di questo lavoro.
    Il tuo caffè sembra molto accogliente, un posto dove io andree senza dubbio, ti faccio i complimenti e spero di seguire la tua buona riuscita!!!

    • marco ha detto:

      ciao Silvia, non ho seguito nessuno corso ma mi son fatto consigliare dai fornitori, da clienti/amici e, soprattutto da internet!!

      Buona fortuna

  2. […] parlato molto spesso dei bar letterari, di come si possono aprire e abbiamo cercato qualche esempio di successo e qualche suggerimento per aprirne uno che ci desse soddisfazione; ci mancava però ancora il menù […]

  3. luciana ha detto:

    Bello quanto hai descritto , mia figlia ha aperto bar/ caffè letterario, ma sta già avendo problemi nel tenerlo aperto . Fa incontri con autori, scrittori, artisti, fotografi ….Qualcuno ha idee ?
    È una ragazza con difficoltà nell ‘equilibrio all ‘ esterno , mentre all’ interno del locale se la cava sufficientemente . Il luogo è un paese di persone vecchie, ma soprattutto chiuse al cambiamento.
    Se mi vuoi dare gentilmente una dritta , te ne sarai grata infinitamente . Grazie

  4. Marina ha detto:

    Ciao Marco
    Hai realizzato il sogno di tanti appassionati lettori. Io ho lasciato il mio lavoro per poter stare dietro alla mia bambina e ho portato avanti la mia passione di creativa che poi è l unica che mi sfama a fine mese😊. Mi chiedevo se potevamo collaborare in qualche modo.
    Attendo tue e buonissima lettura sempre!

  5. Marco limiti ha detto:

    Ok possiamo parlarne… Scrivimi un’email…

  6. eleonora ha detto:

    ciao Marco, ma il caffè letterario prevede dei dipendenti, oppure è tutta fatica di chi lo gestisce.

  7. marco limiti ha detto:

    se puoi permettertelo è meglio avere almeno una persona che ti aiuta… magari una che copre qualche tua lacuna in cucina, sala o zona miscelazione.

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