VENDESI BAR A NOVA MILANESE, IN PROVINCIA DI MILANO
12 febbraio 2011
VENDESI BAR A CATANIA
17 febbraio 2011

COM’È REGOLATO IL LAVORO DEI FAMILIARI IN UN BAR O IN UN LOCALE

Per molti locali e bar un dipendente è una spesa insostenibile, e i familiari sono l’unico modo per portare avanti il lavoro. Ma chi sono i familiari per la legge? E come vanno inquadrati?

2256888173_bce7b03e4aIn molte occasioni, parlando del Business plan, abbiamo detto di quanto il costo del personale sia distruttivo per i conti di qualsiasi locale. È triste dirlo, ma anche un solo dipendente, per attività dai bassi incassi e dagli ancor più bassi margini come un bar, può diventare un costo insopportabile.

Per capire questo basta fare due conti, e sono molti, anche durante i nostri corsi per avviare un bar o durante i corsi di caffetteria, a raccontarci della loro decisione di  partire per la loro avventura avendo già deciso che faranno conto solo sul proprio lavoro o su quello dei familiari, ed è molto spesso una coppia quella che parte per quest’avventura (magari uno dei due mantiene, almeno in una prima fase, il proprio lavoro da dipendente –cosa assolutamente saggia -) .

Ma come si inquadrano, a livello di legge, i familiari che lavorano nel bar o nel locale?

Come prima cosa, a norma di legge, un familiare può lavorare in un’impresa individuale in cui il membro familiare sia l’imprenditore. Il familiare è considerato tale quando sia il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo grado e i figli. Come vedete è da considerare il fatto che fidanzate/i e conviventi non rientrano in questo gruppo, anche se naturalmente viene chiuso un occhio di fronte a situazioni trasparenti.

Essendo di fatto equiparati al imprenditore la legge permette che i collaboratori familiari possano prestare la loro opera a titolo gratuito, quindi in caso di controllo sarà possibile dichiarare che la persona in quel momento dietro il banco, che non risulta iscritta nel libro paga dell’azienda, è la propria moglie.  Controlli in questo senso vengono a volte compiuti, perché non sono poche le situazioni in cui prestazioni d’opera a nero(a volte in contesti di vero e proprio sfruttamento) vengono fatte passare per collaborazioni familiari.

Per quello che riguarda le parti previdenziali, il familiare è equiparato all’imprenditore. È certamente possibile, se desiderato, inquadrare il familiare in un normale rapporto di lavoro da dipendente. Questi costi vanno intorno ai 3500€ all’anno per collaboratore, ma per approfondire questo argomento vi consigliamo di leggere questa intervista ad un consulente del lavoro.

In ultimo un consiglio di buon senso. Attenzione anche alle coppie collaudate, lavorare insieme non sempre è facile; richiede buon senso e capacità di mediare, ancor più che la vita di coppia.

Tags:
  • società
  • 95 Comments

    1. mimmo ha detto:

      Ciao Marco,
      la legge permette che i collaboratori familiari possano prestare la loro opera a titolo gratuito, quindi in caso di controllo sarà possibile dichiarare che la persona in quel momento dietro il banco,e’ un famigliare.
      Per i contributi,esiste una formula d’inquadramento, per non pagarli, pero’ ti consiglio di contattare un responsabile inps.
      Saluti. mimmo

    2. anna ha detto:

      gentile sig. mimmo
      mi sono recata dal commercialista dicendomi quanto segue:
      bisogna comunicare sia all’inail sia all’inps la collaborazione del familiare.
      Il familiare viene equiparato al titolare della ditta e di conseguenza si debbono pagare i contributi annuali anche per il familiare. Lei dice che esiste una forma di inquadramento per non pagarli, come ci dobbiamo comportare?
      saluti

    3. mimmo ha detto:

      Ciao Anna,
      io so per certo che in certe attivita’,vi lavorano dei collaboratori famigliari, senza pagare i contributi, ma non ti so dire, come vengono inquadrati. A questo punto prova a
      rivolgerti anche al centro per l’impiego.
      Saluti. mimmo

      • Emanuele ha detto:

        Ciao Mimmo, anche io riscontro lo stesso problema per avere mia madre a lavoro con me, sai dirci qualcosa di più?

        • mimmo ha detto:

          Ciao Emanuele,
          purtroppo, ti devo dire che gli escamotage, che esistevano, fino a poco tempo fa, per far lavorare un collaboratore famigliare, nella propria attivita’ senza dover pagare i contributi,non esistono piu’ e quindi si dovra’adempiere al pagamento dei contributi INPS ed INAIL.
          Saluti. mimmo

        • Luca ha detto:

          Sto riprendendo in mano un bar appartenuto fino a 7 anni fa a mio Padre e mia Madre , mio Padre non c’è più e mia Madre è in pensione . Assumerò una dipendente a far data dal 31.12 ( per usufruire nei prossimi 3 anni della decontribuzione massima , circa 6.500 € per una dipendente di 5 livello ) , mentre per mia Madre ,essendo pensionata , non dovrò assolutamente pagare i contributi ma solamente l’INAIL , , il suo reddito non sarà modificato da questa condizione di coadiuvante.

          • Babi ha detto:

            Ciao Luca scusami posso farti una domanda?
            Anche io sono nella tua situazione, mia madre è pensionata ma secondo il commercialista per darmi una mano a titolo gratuito senza limiti di orario dovrebbe essere inquadrata come coadiuvante pagando però inps e inail. A quale normativa ti riferisci? Grazie

    4. Gian luca soressi ha detto:

      Io e mia madre abbiamo fatto società io sono accomandante è possibile anche per noi assumere mia moglie come collaboratrice….?

      • mimmo ha detto:

        Ciao Gianluca,
        la moglie rientra tra le parentele che puo’ essere assunta come collaboratrice, ma per la prassi da effettuare, ti consiglio rivolgerti all’ispettorato del lavoro.

    5. Chiaraxx23 ha detto:

      Salve,
      Vi espongo il mio dubbio. Io e il mio ragazzo vorremmo aprire un’attività in franchising. I soldi che occorrono per fare ciò li stiamo mettendo entrambi. Formare una società (correggetemi se sbaglio) sarebbe molto più dispendioso quindi abbiamo pensato di intestare soltanto al mio ragazzo l’attività . Dato che non siamo sposati e che a lui sarà intestato il tutto, come faccio a tutelare i soldi che metterò io? C’è un modo per tutelarmi o comunque poter rivendicare i soldi che ho messo se per caso io e il mio ragazzo dovessimo lasciarci? Forse potrei farmi intestare il contratto di locazione della bottega?
      Vi ringrazio infinitamente in anticipo

    6. massimo ha detto:

      Buona Sera io ho la mia ragazza che è. Codiuvatrice familiare nel bar di sua madre. Volevo sapere dato che non ha busta paga poiché questo tipo di contratto non lo prevede se un domani è possibile chiedere un mutuo insieme oppure lei non può. Grazie anticipatamente

    7. Denise ha detto:

      Ciao Mimmo, ho letto il forum e mi è sembrato molto interessante, spero tu possa dare un consiglio anche a me!
      Vorrei aprire un bar con il mio ragazzo e sto cercando di trovare la formula più adatta per avere spese basse.
      Il mio ragazzo ha già il suo lavoro e, almeno per il primo periodo, non vorrebbe lasciarlo; come potrei inquadrarlo? ho capito che non posso fare un’impresa famigliare visto che non siamo sposati, mi conviene fare una società o inquadrarlo come dipendente intestando il locale solo a me? Se può esserti utile siamo entrambi con età inferiore ai 35 anni (ho visto che ci sono dei nuovi tipi di società con agevolazioni sui giovani) Lui invece potrebbe avere dei problemi avendo un’attività e anche una busta paga da dipendente??
      GRAZIE!

      • mimmo ha detto:

        Ciao Denise,
        prima di prendere qualsiasi decisione, ti consiglio di metterti a tavolino con il tuo commercialista e valutare bene, cosa sia meglio fare, considerando a quanto potrebbe ammontare la tassazione, accumulando il reddito d’impresa con lo stipendio da dipendente.
        Secondo me per iniziare potresti assumerlo con un contratto a chiamata.
        Saluti. mimmo

    8. saverio ha detto:

      salve volevo sapere : mia figlia ha una ditta individuale , con precisione un salone di toelettatura x cani io mia moglie e l’altra mia figlia possiamo aiutarla saltuariamente senza pretendere alcuna retribuzione ,e se possiamo come ci dobbiamo comportare? grazie

      • mimmo ha detto:

        Ciao Saverio,
        non so se per il tuo tipo d’attivita’ valga la stessa regola dei pubblici esercizi(credo di si’) ma un familiare può lavorare in un’impresa individuale in cui il membro familiare sia l’imprenditore. Il familiare è considerato tale quando sia il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo grado e i figli.
        La legge permette che i collaboratori familiari possano prestare la
        loro opera a titolo gratuito, quindi in caso di controllo sarà possibile dichiarare che la persona in quel momento al lavoro nel locale, che non risulta iscritta nel libro paga dell’azienda, è la propria moglie o padre.
        Per sicurezza chiedi info alla CONFCOMMERCIO.

    9. vincenzo ha detto:

      Salve,
      vorrei sapere se posso collaborare con mio figlio in un pub-bar (che è in società s.a.s.con la sorella).Si trova in notevole difficoltà economiche dati gli incassi insufficienti alla prosecuzione dell’esercizio.Sono pensionato e vorrei collaborare a titolo completamente gratuito .Posso farlo ed in che misura?
      Grazie per la risposta.

      • mimmo ha detto:

        Ciao Vincenzo,
        come gia’ abbiamo citato nel post
        la legge permette che i collaboratori familiari possano prestare la loro opera a titolo gratuito, quindi in caso di controllo sarà possibile dichiarare che la persona in quel momento dietro il banco, che non risulta iscritta nel libro paga dell’azienda, è il padre.
        Ti consiglio di compilare un modulo apposito, che puoi rovare presso la CONFESERCENTI.
        Saluti. mimmo

    10. […] nel progetto familiari o parenti potremo optare per tipi di impresa di cui ci siamo già occupati: l’impresa familiare e quella coniugale; vediamo adesso di parlare della forma di impresa più semplice: quella […]

    11. Stefano ha detto:

      Scusate, ho una domanda. Io ho mio padre che mi aiuta nella gestione di un bed and breakfast. Logicamente non percepisce paga ed è ok, ma è anche in pensione… Quindi la mia domanda e la seguente: come faccio a versare dei cintributi a una persona che è già in pensione? E un controsenso no?

    12. Giuseppe ha detto:

      Sale, io e mio padre gestiamo una carrozzeria ed il commercialista ci ha consigliato di farmi dare il 49% della gestione. Ma sono convinto che cosi andrò a pagare un sacco di soldi in contributi. Voi avete qualche altra soluzione?

    13. laura ha detto:

      Nel caso il bar sia di mia figlia e un socio con snc io che sono la madre posso aiutarli a titolo gratuito?
      Grazie

    14. marcella fasiello ha detto:

      essendo coadiuvante al 49% nell’azienda di mio marito e volendo aprire un negozio e mettermi in proprio devo necessariamente uscire dalla societa’ come devo regolarmi?

      • mimmo ha detto:

        Ciao Marcella,
        puoi rimanere coadiuvante nell’azienda di tuo marito e nel medesimo tempo puoi aprire un negozio, ma ti conviene fare due calcoli con il tuo commercialista per capire a livello fiscale, cosa ti comporterebbe.
        Saluti. mimmo

    15. Laura ha detto:

      Salve, sono titolare di un bar e ho già una dipendente part time , mio marito e’ dipendente con regolare busta paga ma mi è’ stato detto che in giro ci sono dei controllori che obiettano a questo tipo di rapporto con il coniuge. E’ vero quindi che devo mettere mio marito come collaboratore ?

    16. mauro ha detto:

      Io ho partita iva
      Viglio aprire un negozio dove lavorera’ solo mia moglie…
      Cosa devo fare?

    17. Caterina ha detto:

      Ciao,
      Nella mia Yogurteria può venire ad aiutare mia cugina (figlia del fratello di mia madre) a titolo gratuito? Sul sito dell’inps dice che i cugini sono parenti di 4 grado…

    18. fabrizio ha detto:

      ciao,
      nel mio bar collabora mia madre e tempo fa degli ispettori dell’inps mi hanno fatto iscrivere mia madre all’inps e da quel momento pago dei contributi fissi per un totale di due unità, la parte dei contributi che verso per mia madre la posso detrarre dal mio reddito (VISTO CHE LI PAGO IO CON UN F24 A MIO NOME)? chiedo questo in quanto l’agenzia delle entrate mi contesta queste detrazioni dicendomi che mia madre avendo una pensione non è a mio carico. sapreste suggerirmi qualcosa?

    19. Giovanni ha detto:

      Salve, sto prendendo in gestione un villaggio 4 stelle, società srls posso far lavorare mia moglie e mio fratello come dipendenti

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *