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SI PUO’ PROIBIRE AD UN CLIENTE, ANCHE PERICOLOSO, DI ENTRARE NEL NOSTRO LOCALE?

A volte nei bar si è costretti a subire la presenza di un cliente. Ma si può proibire l’accesso al proprio bar di un cliente fastidioso o perfino pericoloso?

 

Clienti al bar, ma questi non sembrano pericolosi..

Probabilmente molti di noi, da più o meno giovani, hanno subìto, per entrare in un locale o una discoteca fighetta, una specie di esame da parte di qualche “buttafuori” che in base a parametri di abbigliamento e di aspetto aveva facoltà di decidere se eravamo “degni” o meno di entrare in quel locale.

Probabilmente questa pratica, abbastanza fastidiosa, ci sarà piaciuta ben poco, ma ora che siamo più o meno cresciuti e abbiamo aperto il nostro locale può darsi che non ci spiacerebbe poi molto poter dire di no a qualche cliente fastidioso; ma si può fare?

A termini di legge no. Sia la discoteca che applica la “selezione all’ingresso” sia il nostro bar, sono esercizi pubblici, e quindi, dice la legge “Salvo quanto dispongono gli artt. 689 e 691 del codice penale, gli esercenti non possono senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo“.

La selezione all’ingresso è quindi una pratica, di fatto, illegale, e per legge noi siamo tenuti a far entrare chiunque lo voglia. Abbiamo però visto che la legge pone, come eccezione, due articoli, che però non hanno a che fare con l’ingresso nel locale, ma con il servizio di bevande alcoliche.

  • L’articolo 689 del codice penale infatti punisce, con multe e perfino detenzione domiciliare (e più spesso sospensione della attività) “il barista che serve bevande alcoliche ai minori di anni 16, alle persone che appaiano affette da malattie mentali o che si trovino in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un’altra infermità”.
  • L’articolo 691 punisce invece con le stesse pene gli esercenti che somministrino alcool al cliente in evidente stato di ubriachezza.

Tecnicamente non possiamo quindi vietare l’accesso nemmeno a persone palesemente pericolose, magari sotto l’effetto di stupefacenti e alcolici (purtroppo nella nostra carriera dietro al bancone ci è successo molte volte). Sono situazioni delicate e rischiose, che senz’altro vanno gestite con attenzione e cercando di capire il contesto (a volte ha funzionato una certa freddezza, pagamenti in anticipo e poche parole, che fanno capire al ceffo che proprio non è benvenuto, mentre altre volte bisogna incassare piccole angherie sperando che il cliente sia di passaggio per una sola volta). In una occasione funzionò il fatto di far trovare nel bar (sapevamo che il cliente scomodo sarebbe arrivato) dei carabinieri in borghese, come normali clienti, che, quando il cliente passò, come costume, alle minacce, lo prelevarono come se fossero stati lì per caso…

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