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ANDARE IN VACANZA A VENEZIA PER APRIRE IL NOSTRO BAR

State pensando di aprire un vostro bar o locale? Andiamo per una vacanzina a Venezia, per trovare idee in due locali, più che storici, leggendari… 

 

Dai, è unica al mondo...

Dai, è unica al mondo…

Abbiamo spesso proposto di usare periodi di possibile vacanza come quello natalizio ( per chi vuole aprire un locale, chi lo ha già aperto purtroppo avrà ben poche vacanze da godere…) abbiamo spesso provato a proporci come guida turistica, proponendovi la visita presso alcuni locali e bar che, certamente hanno molte cose da raccontarci, e molti, molti spunti da offrirci per il nostro locale. Vi avevamo invitato infatti a visitare una innovativa caffetteria di Firenze, un vero tempio della miscelazione a Milano e perfino in Spagna e a visitare la nuova onda dei coffee shop di Londra. Oggi, per queste vacanze di Natale, sarà la volta di Venezia.
Che Venezia valga una visita non lo inventiamo certo noi oggi, stavolta non sarà però per la splendida laguna che vi suggeriremo una visita, ma per un paio di locali che, davvero, hanno fatto la storia

IL CAFFE’ FLORIAN

Nella tradizione, il più antico bar, o meglio la più antica bottega del caffè d’Italia (anche se qualcuno dice che in realtà ad essere il più antico era un piccolo bar sul lato della piazza, chiuso da secoli). Aperto nel 1720 (il 29 dicembre, in tempo per la long night di fine anno!) Wikipedia ci racconta che il suo nome deriva dal primo proprietario, Floriano Francesconi, che lo aprì con il pomposo nome di “Alla Venezia Trionfante” nome che i più pratici veneziani cominceranno a ignorare dicendo semplicamente, in dialetto “Andemo da Florian”.

Inutile dire che andare a visitare Florian essenzialmente vuol dire immergersi nel lusso e nell’eleganza senza tempo. Il

il carnevale di Venezia al Florian

il carnevale di Venezia al Florian

locale è stato via via ampliato con diverse sale, ognuna con un proprio nome (la sala degli Specchi, quella Liberty, quella Cinese e quella degli Uomini Illustri) quest’ultima è così definita per i ritratti di celebri Veneziani che la decorano, ma in realtà ogni sala deve il suo nome ad uno stile diverso e alla presenza di opere d’arte dipinte da pittori di vaglia.

In un locale si va anche, e sopratutto, per bere e mangiare qualcosa di buono. Questo qualcosa davvero non manca da Florian, e sono mille gli elementi di cui leccarsi i baffi a Florian, con un menù davvero vastissimo, che vi invitiamo ad andare a vedere sul sito di Florian. In realtà questo menù, pur spaziando dalla cucina, alla pasticceria, alla cioccolata e alla caffetteria, non ha un vero elemento ultrafamoso, tutto, a quanto pare, è da provare.

Inutile dire che i prezzi sono in linea con il Lusso del locale, è un caffè espresso, giusto per fare il più classico dei confronti, si propone al tavolo a 6,50€, ma volete mettere l’esperienza?

Florian del resto non è solo storia, anche nuove aperture (a proposito, se l’umidità della laguna vi da fastidio ai reumi potete trovare Florian anche nella sua nuova location, a Firenze in pieno centro) e molto Eshop; shop online che ha a che fare non solo con food and drink ma anche con l’oggettistica, il tutto con livelli “luxury” assolutamente in linea con il locale (si trovano tazzine da espresso da 150€…).

L’HARRY’S BAR

Il bellini all'Harry's bar

Il bellini all’Harry’s bar

Dopo la obbligatoria visita a Piazza San Marco e quindi al Caffè Florian è il momento di inoltrarci nelle calli Veneziane e di andare a cercare un altro tempio dell’ospitalità veneziana.

Stiamo parlando dell’Harry’s bar, il bar di Harry, aperto da Giuseppe Cipriani, il padre dell’attuale proprietario, Arrigo, in Calle Vallaresso 1323. Se notate una certa assonanza fra il nome Arrigo e il nome del bar, ancora più intrigante è il motivo del nome del locale.

Giuseppe Cipriani era molto povero, ma con determinazione e passione cominciò a farsi una strada nel mondo della ristorazione, pur crescendo come esperienza non aveva però i capitali per mettersi in proprio. In un locale dove lavorava aveva occasione di servire un americano di nome Harry, ricco di famiglia ma spiantato al momento, che ad un certo punto chiese a Giuseppe 10.000 lire. Erano una grossa cifra; Giuseppe pensò comunque che quell’americano era una brava persona, e che meritava fiducia. Gli prestò la cifrà ed Harry sparì, insieme alle speranze di rivedere i soldi. Fino a che, come nelle favole, Harry si ripresentò restituendo le diecimila, e aggiungendone altre trenta, mila, che permisero a Giuseppe di aprire il suo locale…

Il bizzarro sito del locale ci racconta oggi il perchè di molte scelte che hanno portato alla struttura del locale attuale, dall’altezza dei tavoli al colore delle tovaglie; una parte interessantissima per chi vuole aprire un locale, ma che curiosamente abbiamo trovato, almeno noi, solo in inglese.

All’Harry’s si va comunque per un motivo precisissimo: il Bellini, lo storico cocktail codificato da Giuseppe Cipriani nel 1948. Andando a vedere la pagina che il sito del locale riserva a questo leggendario drink si possono leggere i consigli di Cipriani, del suo creatore (usare solo ingredienti freddissimi e, assolutamente, solo pesche bianche…) e si rimane stupito vedendo che non viene servito in un flute. Prezzo? viene proposto a 17€, ma anche in questo caso volete mettere l’esperienza? Attenzione in ogni caso, le recensioni per questo locale su Trip advisor tendono parecchio verso il basso…

Buonissima Venezia, e buonissimo Natale colleghi Baristi!

 

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