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CONOSCIAMO IL CAFFÉ?

Una piccola analisi fra i clienti di un bar sulla conoscenza del pianeta caffé in una interessante punto di vista proposto da Massimo Gazzeri, proprietario di molti locali…

Un cliente beve una tazzina di caffè, viene alla cassa e gli domando: “che cosa ha bevuto ?” Mi guarda stupito e allora cerco di specificare meglio la domanda “Intendevo chiederle se è a conoscenza della marca di caffè con cui è stato fatto l’espresso che lei ha appena bevuto”. Il mio cliente si guarda attorno alla ricerca di un logo, un’insegna, ma capisco subito che non è il caso di continuare…

Più della metà degli intervistati, non è a conoscenza della marca di caffè appena gustata, e fra quelli che lo sanno, solo una piccola percentuale hanno la curiosità di chiedere al barista quale è la composizione della miscela di quei chicchi tostati che sono posti in bella vista dietro la campana di vetro sopra il macinino.
Eppure questa è una bevanda di eccellenza della tradizione italiana, ritenuta irrinunciabile, un’abitudine che si è trasformata in un vero e proprio rituale. Viene consumata 3 o 4 volte al giorno, in precisi momenti della giornata, e lavorando in un bar ci accorgiamo chiaramente di questo fenomeno: la mattina come colazione e “sveglia”, a metà mattinata e al pomeriggio come pausa o pretesto per creare un momento di insieme con colleghi o amici, dopo pranzo un “must”, infine dopo cena un piacere per pochi. Ogni locale ha i suoi habituè , e la fedeltà è più femminile che maschile , ma evidentemente , tutti esprimono una valutazione positiva del “loro” bar, e anche del loro “barista; anzi, nel momento in cui viene inserito un nuovo barista, lo si guarda con un sospetto iniziale, E quasi quasi, gli si passerebbe un consiglio su come si fa il “solito” .

E i nostri clienti non hanno tutti i torti, perché anche fra gli addetti ai lavori la professionalità è spesso inventata. Basti pensare al caos lessicale delle varie deonominazioni del caffè offerto, del suo gusto… . Si parla di gusto del caffè o retrogusto, o ancora di forte (ma di che cosa) e di miscele misteriose, e via così per altri aspetti sensoriali e luoghi comuni.
L’impressione poi è che ci sia poca preparazione non solo sul piano merceologico, ma anche su quello gestionale; un chiaro esempio è la manutenzione della macchina da caffè per l’espresso, il suo funzionamento, l’uso appropriato del macinino. Campi in cui si può migliorare indubbiamente con la pratica sul campo ma anche con corsi di specializzazione.

Infine l’ultima osservazione, un extra, che ognuno di noi può offrire, gratuito, anche se generalmente è insito del carattere di ognuno,e non si impara tanto facilmente: è la cordialità verso i propri clienti, un buongiorno sincero e un sorriso mentre si serve la tazzina. La stessa risulterà sicuramente più gradita.

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  • caffé
  • 4 Comments

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    2. diggita.it ha detto:

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    3. APRIRE UNA TORREFAZIONE /1 L’APPROCCIO ha detto:

      […] Conosciamo il caffé? – Aprire Un Bar […]

    4. silvio ha detto:

      Salve Gabriele… Navigando in internet mi sono imbattuto in alcuni siti dove vendono macchine per la torrefazione del caffè direttamente al bar.
      L’idea di avere una macchina del genere nel locale mi affascina tantissimo ma volevo un consiglio da veri esperti del settore, indicandomi sia i pro che i contro di queste piccole torrefazioni.
      grazie ancora e non posso fare altro che ringraziarvi sempre del FANTASTICO LAVORO CHE SVOLGETE.

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