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IL CAFFE’ DECAFFEINATO AL BAR

Se l’effetto tonico e “svegliante” del caffé è conosciuto fin dai primi segni del consumo umano delle bacche di Coffeea, il riconoscimento e l’isolamento della sostanza definita “caffeina” risale alla seconda metà dell’ottocento.
Fu nel 1901 che il chimico tedesco Roselius scopri il metodo per privare i chicchi di caffé della caffeina, producendo così un Caffé che “non tenesse svegli”.

Per commercializzare il caffé decaffeinato fu naturalmente creata una società per azioni, e l’acronimo della frase società per azioni in tedesco (come SPA in italiano) è: HAG. Quindi quando noi chiediamo un HAG, chiediamo una società per azioni!
Nei bar il decaffeinato è spesso una esperienza deludente, e la colpa spesso non è del caffé (ci sono in giro anche ottimi decaffeinati) ma del sistema con cui spesso è preparato: quello delle bustine. Come molti baristi hanno avuto occasione di vedere il caffé nelle bustine è poco (circa 6,2 grammi invece di 7) e macinato non si sa dove non si sa quando, quindi con una macinatura che difficilmente potrà combaciare con le realtà climatiche del luogo dove viene usato.
Un buon metodo sarebbe quello di avere il decaffeinato in chicchi, non macinato, e macinarlo poi da soli con un piccolo macinino dedicato, offrendo così la stessa qualità e freschezza del nostro espresso normale.

Beh, naturalmente un decaffeinato di prestigio in chicchi lo trovate alla nostra torrefazione, la Mokaflor

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    1. […] Dicembre 2008 di gabriele Come descritto nel nostro blog sul mondo dei bar che prova anche a dare anche alcuni suggerimenti sulla preparazione del decaffeinato al bar, il […]

    2. […] descritto nel nostro blog sul mondo dei bar che prova anche a dare anche alcuni suggerimenti sulla preparazione del decaffeinato al bar, il […]

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