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CONOSCERE IL TÈ 2/ LE REGIONI DEL TÈ


Dopo aver cercato, almeno in generale, di capire quali sono le principali differenze fra i vari tè cerchiamo di raccontare, in due parole, anche qualcosa sulle principali aree di produzione e sulle loro caratteristiche.
La più tradizionale zona di lavorazione del tè è la Cina meridionale. Il tè preferito dai cinesi è in assoluto quello verde, generalmente bevuto senza aggiungere alcunché. Fra le più famose aree di produzione ci sono lo Yunnan e l'Anhui.
I tè indiani sono tradizionalmente neri, forti e aromatici. Nella parte settentrionale dell'India, sui primi contrafforti Himalayani, si trovano le aree più famose come l'Assam e il Darjeeling.
Più a sud, altrettanto famosi sono i tè dello Sri Lanka. Proprio perché più a sud per trovare i tè migliori bisogna salire ad alta quota, sopra i 2000 metri e la zona più famosa è quella del Nuwara Eliya.

Anche il Kenya negli ultimi decenni ha acquisito una importanza crescente nel mondo del tè; il classico tè in bustina è molto spesso tè africano.

C'è da dire che molti tè famosi sono in realtà miscele di diversi tè, molto spesso aromatizzati da altri ingredienti. È il caso di due tè molto famosi: l'Hotel Sacher e e soprattutto l'Earl Grey.
Un dettaglio ancora: per preparare il tè l'acqua non dovrebbe bollire e in ogni caso la temperatura dell'acqua dovrebbe essere più alta quando si usano tè di più alta qualità.


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3 Responses to “CONOSCERE IL TÈ 2/ LE REGIONI DEL TÈ” Leave a reply ›

  • Ogni té ha la sua temperatura dell'acqua (da 75° a 95°), dosaggio (grammi per tazza) ed il suo tempo di infusione.
    In un normale bar l'acqua si scalda a vapore con la macchina dell'espresso ed è difficile controllarne la temperatura, il té viene servito "completo e chiuso" senza acqua bollente di riserva per ulteriori infusioni.
    In questa situazione si può comunque servire, oltre all'assortimento di bustine solito, un buon té nero indiano di facile servizio (acqua a 95° cioé bollente e tempo di infusione meno rigido) o un té oolong (wulong) cinese. Non pesa sul lavoro del barista e viene certamente apprezzato.

    Per té verdi cinesi e altre varietà è necessario un bollitore dedicato con temperatura controllata (elettrico, poche decine di euro) e soprattutto, credo, una persona che curi il servizio (parliamo di una sala da té più che di un bar).

    Qualche articolo che ho pubblicato sull'argomento:

    http://www.nazioneindiana.com/tag/livio-zanini/

    E l'associazione italiana di riferimento:

    http://www.aictea.it

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Gabriele Cortopassi, Autore

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Autore ed esperto di bar e caffé

Michele, Web Strategist

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Web Strategist e frequentatore di bar

Domenico Marchi, Moderatore

Domenico Marchi
Moderatore, barman ed appassionato di vini