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COME SCEGLIERE I NEBULIZZATORI PER SPAZI ESTERNI DI UN BAR

Vaporizzare l’acqua nel dehor, nel giardino esterno del nostro bar. Un sistema efficace, ma come scegliere l’impianto giusto?

 

Un impianto di nebulizzazione dal sito raffrescamentoperesterni.it

Un impianto di nebulizzazione dal sito raffrescamentoperesterni.it

Dopo aver parlato pochi giorni fa di menù a base di insalate, torniamo a parlare di estate, ma stavolta dal suo lato meno simpatico: l’afa.
Per combattere questo disagio, cui siamo sempre più sensibili, abbiamo visto apparire negli ultimi anni dei vaporizzatori, dei nebulizzatori ad acqua che riducono, in effetti, la percezione di calore che proviamo; ma come funzionano?

L’acqua, per evaporare, usa, anzi “ruba” calore dall’ambiente, è per questo che quando siamo bagnati, magari usciti da una nuotata, sentiamo più freddo, che passa quando ci asciughiamo. Vaporizzando la nostra acqua in goccioline finissime questa evaporerà abbassano di diversi gradi la temperatura dell’aria circostante, perfino, dicono i produttori di questi impianti, di oltre dieci gradi. Una vera sensazione di refrigerio, che può essere davvero piacevole per i clienti del nostro bar seduti nel dehor esterno.

Dotarsi di un sistema di nebulizzazione vuol dire disporre lungo il bordo della copertura del dehor un tubo in pvc o poiammide con delle piccole valvole, delle uscite che vaporizzeranno l’acqua nell’aria riducendola in goccioline di meno di 10 micron.

Niente di difficile quindi, ma quanto costa un vaporizzatore per esterni di un bar?
Come sempre, abbiamo fatto alcune ricerche, e i risultati ci hanno davvero sorpreso, perché si sono polarizzati su due cifre molto diverse: una fascia intorno ai 20/30€ è una intorno ai 1200/1500. Una differenza davvero enorme, per un sistema tutto sommato semplice. A farla sembra essere essenzialmente il piccolo compressore di cui sono dotati gli impianti più costosi, che “sparano” l’acqua nei tubi alla pressione di 60/100 atmosfere, una pressione altissima, molto superiore a quella degli impianti a venti euro, cui non viene collegata una pompa elettrica, e in cui la pressione è data solo dalla “canna dell’acqua” a cui viene collegata.
In base a queste considerazioni gli impianti più costosi dovrebbero permettere:

  • Una miglior vaporizzazione, con il cliente che non si sente “bagnato” così come il pavimento circostante (occhio agli scivoloni!)
  • Un minor consumo di acqua, che può venir compressa e pressurizzata senza il bisogno di aprire l’acqua “a manetta”.
  • Essere meno legati alla pressione della rete idrica, che è invece fondamentale per gli impianti a basso costo.

 
Questo almeno è il parere di una ditta che produce questo tipo di impianti (che peraltro sono nati, ci raccontano, per le serre dei fiori e che vengono usati anche per rinfrescare i capannoni industriali) al’interno delle due fascie di prezzo, le differenze sono date dalla lunghezza in metri dell’impianto e dal numero di ugelli di cui è dotato.

Ai nostri lettori, se in vena di sperimentazioni, potremmo consigliare di provare prima un impianto da poche decine di euro, e solo dopo, quando se ne sono verificati pregi e difetti, valutare impianti più costosi.

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