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AGGIORNAMENTO SULLA FIGURA DEI “COLLABORATORI FAMILIARI” NEI BAR

Un’ulteriore revisione su un tema molto sentito nelle piccole imprese come i bar. Come mettere in regola, il figlio, la moglie il genitore o la compagnia che lavorano nel bar.

Non molto tempo fa avevamo scritto a proposito della figura del “collaboratore familiare” all’interno del bar, vale a dire della moglie, compagnia, figlia (o marito o figlio) che possono lavorare nel locale di famiglia senza essere sottoposti alle regole (e soprattutto agli stipendi) che caratterizzano i dipendenti veri e propri. La legislazione che si trovava su internet al riguardo sembrava non molto chiara, per cui abbiamo cercato di intervistare un consulente del lavoro per saperne di più.

Quello che è emerso dall’intervista, e che quindi pensiamo di poter prendere per certo è che per far lavorare dei collaboratori familiari è necessario l’iscrizione in camera di commercio di una “Impresa familiare” figura societaria abbastanza nuova a cui verranno associati dall’imprenditore (diciamo il responsabile dell’azienda) i familiari. I familiari sono considerati tali quando parenti entro il terzo grado e affini (come la moglie) entro il secondo grado. Di fatto sembra che in questo tipo di impresa non trovino posto i conviventi, anzi, il vincolo di parentela deve sussistere per tutta la durata dell’impresa, e un divorzio ne causerebbe il decadimento.

Una volta che i parenti sono stati iscritti all’impresa familiare è necessario iscriverli al INPS e alla vecchia cassa malattia, anche se il collaboratore non pagherà i contributi come un dipendente e non avrà alcun obbligo di stipendio. Il collaboratore familiare ha invece diritto alla partecipazione agli utili ma non è tenuto a ripagare le perdite della società, ne il suo patrimonio personale può essere usato per recuperare debiti aziendali.

Molte altre informazioni su questa figura professionale, ancora abbastanza oscura, e soggetta a numerose interpretazioni, le trovate qui.

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83 Comments

  1. antonio ha detto:

    ciao mio figlio ha aperto uno studio professionale oltre alla segretaria ha voluto la madre, ora vuole mettere in regola le due figure ma abbiamo sentito dire che la madre non può essere messa in regola di conseguenza non puo lavorare esiste un modo per farla lavorare e metterla in regola

  2. Valentina ha detto:

    Buon pomeriggio,
    Mi sono imbattuta per caso in questa pagina, e ne sono stata fortemente presa per la miriade di buoni consigli che ho visto suggerire..
    Sono in una situazione un po’ particolare..le spiego.
    Il mio fidanzato sta per aprire un negozio di calzature con la costituzione di una ditta individuale in regime dei minimi. Come si sa chiunque scelga questa tipologia non può avvalersi di collaboratori..
    Volevo sapere se c’è qualche escamotage per poter lo stesso dargli una mano..
    Ah, non so se può essere utile..ma,visto che il locale dove aprirà il negozio è di mi fratello, ed io sono in società con mio fratello per altre attività, loro due stipuleranno un contratto di comodato d’uso gratuito..

    Grazie in anticipo

    • mimmo ha detto:

      Ciao Valentina,
      sinceramente non saprei quale consiglio darti, ma se provi a contattare la CONFCOMMERCIO, ti sapranno sicuramente esserti d’aiuto.

  3. Graziella ha detto:

    Ciao Mimmo,
    volevo farti una domanda: se un ragazzo apre una partita iva per un parrucchiere e vuole assumere la sorella come dipendente, avente la sua stessa residenza, può assumerla?
    Grazie.

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