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ESAME DI ITALIANO PER GLI STRANIERI CHE VOGLIONO APRIRE UN BAR

Il comune di Prato mette, fra i requisiti professionali per aprire un locale, anche la padronanza della lingua italiana

Ha fatto parlare la decisione del comune di Prato di legare il rilascio dei permessi per l’apertura dei locali, oltre, che al corso ex REC e ai consueti requisiti morali e professionali, anche ad un esame di lingua italiana. Naturalmente la legge riguarda i richiedenti non nati in Italia e, vista la popolazione della città toscana, soprattutto i cittadini cinesi.
L’esame si compone di fatto di un colloquio con un interprete e cerca di appurare la conoscenza di un livello minimo della lingua.

Sarebbe forse facile tacciare la decisione di razzismo, ma stavolta credo che occorra andare più a fondo nell’analisi.
Gli scopi di questo nuovo regolamento infatti sono, secondo l’assessore al commercio, almeno due. Per prima cosa si cerca di far si che chi va ad aprire una attività sia in grado di comprendere leggi, regolamenti e ordinanze, vi immaginate come si possa redarre un piano HACCP senza una minima conoscenza della lingua? Del resto sarebbe molto complicato, dice sempre l’assessore, aprire un locale a New York senza sapere una parola d’inglese.
Il secondo scopo della legge prende le mosse da una tendenza del mercato. Se una volta l’emigrato cinese apriva il ristorante con la cucina della sua madre patria è sempre più frequente che, alla ricerca di nuove prospettive, gli stranieri aprano anche attività molto italiane, come pizzerie e bar. Questo tipo di locali, è chiaro, dovrebbero attrarre anche clienti italiani, che però saranno poco disponibili ad entrare in un locale dove già la lingua si pone come barriera.

Come esperienza personale devo dire che mi è capitato di tenere lezioni sul caffé nell’ambito dei corsi professionali della confesercenti di Prato, e mi sono davvero reso conto di come molti partecipanti stranieri, soprattutto cinesi che tendono a vivere in comunità molto chiuse, avessero grandi difficoltà a comprendere le nozioni trasmesse nelle lezioni.

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