COME EVITARE I DEBITI DELLA GESTIONE PRECEDENTE NELL’ACQUISTO DI UN BAR O RISTORANTE

Il locale che andiamo a rilevare può avere debiti verso i dipendenti, per l’affitto e verso il fisco. Come ci si tutela?

 

Affare Fatto? Prima controllare bene gli eventuali indebitamenti...

Affare Fatto? Prima controllare bene gli eventuali indebitamenti…

Non tutti sanno, e alcuni se ne accorgono con gran dolore, che quando si rileva, si compra o si subentra in un locale si rischia di ereditarne anche i debiti contratti da una precedente gestione più allegra, disattenta o perfino in malafede.
Infatti, in base ad alcuni meccanismi, come i contratti di solidarietà, i debitori possono provare a rifarsi con successo sulla nuova gestione del locale, perfino se nell’acquisto abbiamo creato una nuova impresa, non subentrando o rilevando la precedente società.

A spiegarci quali sono i rischi connessi e come evitarli è il dottore commercialista Massimiliano Basegni:

“Nell’acquisto di un locale” ci dice il dottor Basegni “sarebbe opportuno cercare di tutelarci riguardo quattro possibili forme di indebitamento che la gestione (o le gestioni) precedente, potrebbe aver contratto: verso dipendenti, verso il proprietario del fondo commerciale, verso il fisco e verso eventuali evasioni della plusavalenza di vendita.

“Praticamente ogni locale ha un indebitamento verso i dipendenti, che, nel passaggio diretto del locale (cioè quando il venditore, magari per diminuire l’esborso decide di ereditare i dipendenti e i debiti loro legati) vengono tenuti anche dalla nuova gestione.
Oltre al debito fisiologico legato alla TFR, alla liquidazione, ai dipendenti potrebbero non essere stati pagati alcuni stipendi, e i dipendenti stessi, attraverso una vertenza, potrebbero provare a rivalersi sulla nuova gestione, che vedono più disposta a regolarizzare la situazione, per non partire subito con faticose grane.
Conoscere e quindi fronteggiare in anticipo questo problema non dovrebbe essere difficile rivolgendosi direttamente ai dipendenti, e magari facendosi firmare da loro una liberatoria in cui dichiarano di non vantare crediti con la gestione precedente.

Anche gli affitti non pagati potrebbero ricadere su un nuovo gestore, e il proprietario del fondo commerciale potrebbe darci la possibilità di aprire effettivamente il locale solo una volta saldate le mensilità lasciate in sospeso dalla precedente gestione(vedete in questo post come gestire l’affitto in un locale)
Sarebbe quindi importante, prima di firmare contratti di acquisto della attività, conoscere il proprietario del fondo commerciale e farci firmare un documento in cui attesta che i pagamenti sono in regola.

Più subdoli possono essere i debiti della gestione precedente verso il fisco; più subdoli, perché
magari dovuti a disattenzioni e ignoranze non ancora notificate dall’Agenzia delle Entrate e quindi sconosciuti al gestore stesso o addirittura perché contratti da gestioni ancora precedenti a quella che ci vende l’attività.
Casi classici possono essere l’IVA non pagata o mancati adempimenti di carattere comunale, magari nel frattempo cresciuti con il moltiplicarsi degli interessi
Per tutelarci da queste problematiche ci si reca ad una sede della Agenzia e si verifica che il fisco non abbia nulla a pretendere dalla gestione. Questo documento si chiede all’agenzia di comune accordo fra le parti e se non viene rilasciato entro 60 giorni significa che non ci sono posizioni pendenti. Nel caso che questi problemi fossero ancora sconosciuti alla Agenzia delle Entrate, sarà possibile farsi fare una liberatoria che svincola i nuovi proprietari da problemi delle gestioni precedenti.

Un altro aspetto fiscale è quello legato ad una eventuale evasione della plusvalenza, cioè della differenza che si determina calcolando la differenza fra prezzo di vendita del locale e il patrimonio che viene venduto. Questo è costituito dai beni strumentali, crediti e debiti, e viene calcolato al netto degli ammortamenti. La plusvalenza appunto, il valore positivo ottenuto verrà definito come avviamento e tassato a norma di legge.
Il fisco ha in questo caso due anni di tempo per contestare il calcolo, ed è per questo che, in caso di più cessioni ravvicinate dello stesso locale, il fisco potrebbe contestarci sanzioni dovute non a guai provocati da chi ci vende il locale (che probabilmente non ne sa nulla) ma ad una gestione ancora precedente.

Molti aspetti quindi, e molte possibili fonti di rischio, anche di difficile valutazione, ma come ci si tutela? “Una delle forme di tutela più classiche” dice il Dottor Basegni “è quella di lasciare degli effetti, delle cambiali, magari quelli dell’ultimo anno di rateizzazione, in deposito dal commercialista, e metterle in pagamento solo se nessun problema di carattere debitorio si è verificato nel frattempo.”

Il Dottor Basegni, commercialista in Firenze, fa parte del nostro team di esperti, e potete contattarlo a massimilianobasegni@commercialisti.fi.it

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