IL CAFFE’: QUESTO SCONOSCIUTO
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GRAZIE AD ANDREA, MARIANGELA, ERIKA, ANGELO…

… e grazie ai tantissimi che continuano a visitare il blog ogni giorno. Tra qualche giorno tornerò dalle vacanze e riprenderò a scrivere, intanto vi lascio un nuovo articolo di Michele:

Il prezzo come leva comunicativa di un bar

ci sono diversi modi per definire il prezzo di ciò che si vende: quello che usa il fruttivendolo vicino a casa vostra consiste nel calcolare il costo del singolo prodotto e aggiungere la cifra che si vuole guadagnare.. molto semplice quanto insensato: il costo del prodotto dipende infatti dalla quantità acquistata, che dipende da quella venduta, che dipende dal prezzo..vi sono poi diversi altri modi, più complessi, per calcolare il prezzo da allegare ai propri prodotti.. li potete trovare su qualsiasi manuale di marketing, ma è difficile trovarne uno che soddisfi completamente..

il prezzo però non serve solo a coprire le spese e attivare guadagni: esso può influire sulla percezione del vostro bar, ed è a pieno titolo uno strumento per comunicare.. immaginate che io vi parli di un bar in cui un aperitivo generalmente venduto a tre euro viene venduto a sette..probabilmente vi farete un’idea sul tipo di bar e di clientela..
il listino del proprio bar va allora impostato non soltanto in base ai costi, ma va integrato nella strategia comunicativa: cosa si beve e mangia nel proprio bar, dove si trova, se in centro, nella zona universitaria o in periferia, il layout, il tipo di clienti cui ci si vuole rivolgere: tutto questo deve essere coerente con il prezzo dei propri prodotti..
non è detto che a prezzo più basso corrispondano vendite più alte: il caffè non può essere venduto a 30 centesimi, a meno che la mossa non sia accompagnata da una comunicazione forte sui motivi di questa scelta, perchè è un prezzo troppo basso e le persone dubiteranno della sua qualità..
inserirsi in una determinata fascia di prezzo è dunque un aspetto molto importante e su cui bisogna riflettere molto..

un’altra cosa importante da fare consiste nel differenziare i prezzi tra singoli prodotti: io sono un convinto sostenitore della discriminazione di prezzo e credo che sia importante non omologarli: muovendosi sempre all’interno della fascia selezionata è importante dare diverse possibilità di prezzo: in questo modo lo stesso prodotto viene venduto a seconda delle disponibilità individuali, aumentando i clienti e i guadagni.. nel vostro bar non vendete tutti i panini allo stesso prezzo, tutte le brioche allo stesso prezzo, tutti i succhi di frutta allo stesso prezzo, fate delle variazioni, ma state attenti a non esagerare!!

1 Comment

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