Aprire Un Bar https://aprireunbar.com Come aprire un bar o un locale: informazioni, suggerimenti e segreti per diventare un gestore di successo! Sun, 21 Oct 2018 13:38:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 Regolamento di Vendita Superalcolici nei Bar al 2018, ex UTF o UTIF https://aprireunbar.com/2018/10/18/regolamento-di-vendita-superalcolici-nei-bar-al-2018-ex-utf-o-utif/ https://aprireunbar.com/2018/10/18/regolamento-di-vendita-superalcolici-nei-bar-al-2018-ex-utf-o-utif/#respond Thu, 18 Oct 2018 08:45:17 +0000 https://aprireunbar.com/?p=15870 […]]]> Dal 2017 non esiste più la licenza UTF, ma per vendere alcolici e superalcolici in un bar, ristorante o pub è necessario presentare una SCIA, vediamo come.

 

Il regolamento per vendere alcolici nei locali? Basta una SCIA

Il regolamento per vendere alcolici nei locali? Basta una SCIA

 

Mica molto tempo fa. Fino al 2017, per vendere alcolici e superalcolici in un bar era necessario richiedere una licenza UTF o UTIF (che significava semplicemente Ufficio Tecnico Finanza). La richiesta per questa licenza (veniva definita Denuncia, si denunciava quindi il fatto che avremmo venduto alcolici) andava presentata all’ufficio delle Dogane e aveva un costo di 65€

Per richiederla bisognava presentare:

  • Domanda vera e propria, i cui fac-simili si trovano numerosi anche in rete e che andrà corredata di marca da bollo da 14,62€ (una marca da bollo equivalente andrà allegata alla domanda)
  • Dati anagrafici della ditta e del legale rappresentante
  • Certificato della camera di commercio

Ne parliamo al passato però, perché la legge estiva numero 124, datata 4 agosto 2017, n. 124, ha completamente cambiato l’approccio.

Al momento infatti esercizi pubblici, di intrattenimento e gli esercizi ricettivi non devono più presentare denuncia o richiedere la licenza UTF. 

Chi volesse vendere prodotti alcolici in locali, bar o ristoranti deve soltanto presentare, unitamente alla SCIA che si presenta per l’apertura, una semplice comunicazione (a volte un fac-simile viene fornito anche dal Comune stesso dove si vuole aprire il locale) in cui si comunica preventivamente la nostra volontà di proporre alcolici o preparazioni alcoliche.

Alla fine di questo post potete trovare un facsimile PDF della denuncia di vendita alcolici che potete scaricare.

  1. La comunicazione andrà allegato alla SCIA in caso di apertura del locale ex novo oppure
  2. Dovrà essere inviata all’avvio della vendita di alcolici (se successiva all’inizio dell’attività).

Per completezza d’informazione dobbiamo sottolineare che la nuova norma vale anche per fiere e sagre, mentre non vale per la vendita all’ingrosso di alcolici, che sarà ancora sottoposta a denuncia UTIF.

Al link qui sotto potete scaricare il fac-simile della comunicazione per la vendita alcolici del comune i Gravina, in Puglia, e che può essere usata come modello per quelle che dovremo inviare noi unitamente alla SCIA.

COMUNICAZIONE-per-la-Vendita-di-alcolici

 

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Come Aprire una Caffetteria https://aprireunbar.com/2018/10/17/come-aprire-una-caffetteria/ https://aprireunbar.com/2018/10/17/come-aprire-una-caffetteria/#respond Wed, 17 Oct 2018 13:16:00 +0000 https://aprireunbar.com/?p=15860 […]]]> Come si apre una caffetteria o una torrefazione? Vale la pena? Quali sono i requisiti? Vediamo in questo post come aprire un bar specializzato in caffè. 

 

Il caffè filtro è fondamentale per aprire una caffetteria specialty...

Il caffè filtro è fondamentale per aprire una caffetteria specialty…

 

Per fortuna, sembra essere la volta del caffè: dopo anni in cui abbiamo riscoperto i vini, i formaggi particolari, il miele di montagna e le mele della Val di Non, finalmente gli italiani cominciano a riscoprire il caffè.

Lo riscoprono come prodotto, scoprendo i cosiddetti coffee specialty e lo riscoprono anche come progetto. Sempre più ragazzi, infatti, contattano la nostra scuola di caffetteria con domande chiare e circostanziate:

Cosa serve per aprire una caffetteria moderna?

Conviene aprire una caffetteria specialty?

Quanti caffè deve vendere un bar per guadagnare?

Andiamo con ordine…

I REQUISITI PER APRIRE UNA CAFFETTERIA

Dal punto di vista della burocrazia una caffetteria non è che una forma di bar, per cui i regolamenti per aprire una caffetteria non cambiano rispetto a quelli per aprire un normale bar “multifunzione”.

Possiamo riassume il percorso passo per passo in questo modo:

  • Decidiamo il modello di impresa (individuale o società) che vogliamo costituire.
  • Richiediamo la partita IVA
  • Con il supporto di un tecnico abilitato presentiamo la DIA al SUAP in cui spieghiamo cosa vogliamo fare e quali prodotti vogliamo proporre. Considerate che il caffè è un prodotto poco rischioso sotto il profilo igienico alimentare.
  • Nel frattempo dovremo prendere parte ai nostri corsi personali: SAB, HACCP e sicurezza sui luoghi di lavori.

Abbiamo provato a riassumere questi elementi in maniera rapida, potete trovarli più dettagliati nella nostra sezione “Aprire un bar passo per passo“.

 

COS’E’ UNA CAFFETTERIA SPECIALTY?

 

Per aprire una caffetteria di alto livello è necessario avere, più che esperienza, abilità, anche in latte art.

Per aprire una caffetteria di alto livello è necessario avere, più che esperienza, abilità, anche in latte art.

 

Anche in questo caso cominciamo a capirci, e definiamo cos’è un “caffè speciale”, uno “specialty coffee”. Questo termine si riferisce a raccolti di caffè verde di altissima qualità, che ottengano più di 80 punti in assaggio tecnico SCA (a proposito, avete visto i nostri corsi di assaggio professionale del caffè?). Si tratta di caffè assolutamente esenti da difetti e alterazioni, caffè che possiedano, opportunamente tostati, caratteristiche riconoscibili e straordinarie sopratutto in termini di aromi.

Questi caffè si trovano molto raramente, anzi mai, nei normali bar, anche perché hanno costi (sul chicco non tostato) molto più alto rispetto ai caffè normali, e nessuna torrefazione ha interesse a venderli ad un barista che, nella maggior parte dei casi, non ha alcuna competenza e non è in grado di riconoscere un caffè buono da uno qualsiasi (no, lo zucchero che rimane a galla non è un segno di qualità!).

Ma questi caffè costano di più al barista rispetto ad una miscela bar normale? Probabilmente no, perché quando arriviamo a comprarli lo facciamo in maniera consapevole, ben sapendo come valutare la qualità e conoscendo il prezzo dei vari caffè. Se si compra da una torrefazione senza essere preparati, da veri sprovveduti come nel 95% dei casi, si paga molto per un caffè che vale poco, in pratica si compra un caffè di basso livello al prezzo di uno specialty… su questo tema due osservazioni brutali:

  • Quando sul pacco di caffè è evidenziato il nome della azienda che lo tosta e non la provenienza geografica è brutto segno (il caffè non è di Lavazza, è degli altipiani del sud del Brasile, per esempio, Lavazza, se vogliamo, è solo il cuoco)!
  • Un normale caffè da bar non dovrebbe costare, ad essere onesti, più di 13/14€ al chilo! (domattina avrò le torrefazioni alla porta di casa con la spranga in mano…)

Ecco, una caffetteria specialty è un locale che offre questo tipo di caffè e molto di più. Molto di più in termini di competenza, di conoscenza del caffè, e molto di più in termini di abilità, per esempio in latte art, che in molte nazioni è imprescindibile dal mondo specialty (semplicemente se non la fai non sei un barista!).

Altro elemento importante in queste caffetterie è la capacità di servire caffè in filtro, utilizzando metodi molto stilosi quali il V60, l’Aeropress, il Chemex e così via; trovate qui un bel post dedicato a come prepare il caffè filtro al bar.

 

APRIRE UN BAR TORREFAZIONE

 

Come aprire una torrefazione? Con competenza, investimenti e passione!

Come aprire una torrefazione? Con competenza, investimenti e passione!

 

E se la torrefazione voglio essere io? Se voglio tostare personalmente il mio caffè?

E’ una scelta che non sembra così rara, in fin dei conti si legge spesso, sulle insegne dei bar “Caffetteria torrefazione” o qualcosa di simile. In realtà molto spesso c’è confusione di termini: in una torrefazione non si dovrebbe solo preparare il caffè, ma anche tostarlo, cosa che accade raramente.

Tostare il caffè verde è invece una attività completamente a se stante rispetto al bar, che necessità di elevate conoscenze tecniche (su tostatura e assaggio, ma anche su come scegliere il caffè verde) e di grande passione.

Se non è difficile immaginare la necessità di passione e conoscenza, a volte si rimane spiazzati da altre due necessità:

  • Il tempo. Per tostare, e per imparare a tostare serve molto tempo, e tempo di qualità, da dedicare con attenzione e concentrazione. Lo avete?
  • Gli investimenti. Le macchine per tostare il caffè costano (sui 4.000/6.000€ per una macchina da due chili) ma sopratutto costano gli impianti correlati: aspirazione, silos, degasamento, stoccaggio etc….

Se si riesce a portarla avanti possiamo far aprire al nostro business nuove prospettive, per esempio vendendo il caffè in chicchi o macinato, a clienti privati o ad altri bar.

Per la vendita a privati, un elemento che spesso affascina i silos, i contenitori in acciaio e vetro contenenti i chicchi (li abbiamo visti pochi giorni fa anche nel primo Starbucks aperto in Italia) che poi versati nei sacchetti per la vendita. Funzionano? Solo se la nostra vendita di caffè è alta. Se abbiamo poche occasioni di vendere caffè da asporto i nostri chicchi nei silos invecchieranno e si ossideranno in pochi giorni, perdendo ogni profumo e rischiando di farci trovare, al massimo, odore di rancido. Tanto meglio allora vendere pacchetti sigillati.

Ma si vende il caffè da asporto, il caffè da casa? La concorrenza dei supermercati è forte, imbattibile quanto al prezzo, e l’unica strada per ottenere un incasso dalla vendita del caffè è quella di proporre caffè davvero particolari, introvabili, per esempio caffe monoorigine (non miscele) molto particolari e talvolta anche molto costosi, che consentiranno al nostro cliente una esperienza gustativa del tutto particolare.

 

SI GUADAGNA AD APRIRE UNA CAFFETTERIA SPECIALTY?

Oh mamma, che brutta domanda! Bruttissima, ma a cui abbiamo provato a dare risposta in un post che riteniamo molto buono e che vi invitiamo a leggere, dedicato a quanti caffè deve vendere un bar per guadagnare.

Rispetto a quel post, che esamina elementi di food cost, di spese fisse e variabili e che valuta il consumo medio di un bar italiano, potremmo aggiungere, parlando di coffee specialty, alcune considerazioni a cascata.

  1. In questo tipo di locali è necessario capire che non vendiamo una tazzina di caffeina per svegliarsi al mattino, o meglio, non vendiamo solo quella. Vendiamo invece una esperienza, qualcosa che il cliente deve ricordare nel tempo, qualcosa di unico.
  2. In questi locali si propongono sempre più tipi di caffè, sia in miscela che in monoorigine. Il caffè non sarà lo stesso ogni giorno, perchè ogni giorno (o ogni mese, non esageriamo) potremmo proporre al cliente una esperienza unica (e raccontabile sui social…).
  3. Questi caffè (almeno alcuni di loro) dovranno inevitabilmente avere prezzi al pubblico più alti. Non solo perché costano di più come materia prima, ma perché dovranno rimarcare, far percepire il loro valore al cliente, costringerlo a focalizzarsi sulle note di aroma della tazzina. Nostro compito sarà raccontare, proporre, affascinare…. è un grande mondo!

 

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QUANDO IL BAGNO DEL BAR E’ TROPPO STRETTO… https://aprireunbar.com/2018/10/10/quando-il-bagno-del-bar-e-troppo-stretto-2/ https://aprireunbar.com/2018/10/10/quando-il-bagno-del-bar-e-troppo-stretto-2/#respond Wed, 10 Oct 2018 14:38:18 +0000 http://aprireunbar.com/?p=10034 […]]]> Il bagno del bar è troppo stretto? Si può anche pensare di ridisegnare la geometria della porta…

 

Un problema affligge quasi tutti bagni dei locali i piccoli spazi. Talmente piccoli che spesso è difficile trovare lo spazio per permettere l’apertura della porta. Il problema viene risolto spesso con porte a scorrimento o a soffietto (che purtroppo tendono a rompersi con drammatica frequenza) finché qualcuno intuisce che si può anche lavorar di traforo, e crea un intarsio ad Hoc che permette alla porta di “infilarsi” attraverso la tazza del WC, e magari permette anche, a quella parte di voyeur che c’è in ognuno di noi, di lavorare di fantasia…

 

 

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Vendesi ristorante pizzeria in Bamberga – Aperto da 45 anni https://aprireunbar.com/2018/10/10/vendesi-ristorante-pizzeria-in-bamberga-aperto-da-45-anni/ https://aprireunbar.com/2018/10/10/vendesi-ristorante-pizzeria-in-bamberga-aperto-da-45-anni/#respond Wed, 10 Oct 2018 14:02:45 +0000 https://aprireunbar.com/?p=15708 […]]]> LOCALE DISPONIBILE DA SUBITO CAUSA TRASFERIMENTO IN ITALIA
Bamberga è una cittadina di circa 70.000 abitanti che fa parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e ha quindi una grande valenza turistica.

DESCRIZIONE LOCALE: il locale possiede 70 posti interni e 50 posti in terrazza/giardino, cucina 30 mq con tutte le attrezzature, 3 celle frigorifere, 1 nuovo spogliatoio dipendenti con bagno, 2 nuovi bagni clienti e 1 ripostiglio cantina
N.B.: l’affitto dei muri non è compreso nel prezzo. Viene ceduta solo l’Attività. Si valutano acquirenti realmente interessati astenersi perditempo.
Affitto mensile locale 1.400,00 € netto.
Possibilità anche appartamento adiacente al locale con 2 camere, soggiorno, bagno con vasca, cucina e 2 balconi – affitto a caldo 840,00 € piu box auto a 50,00 €/mese.

Per contatti –  Vittorio e Gabriella – vittorioundgabriella@gmail.com

ristorante-pizzeria-Bamberga

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La Guida Completa per Organizzare l’Aperitivo al Bar https://aprireunbar.com/2018/09/03/la-guida-completa-per-organizzare-laperitivo-al-bar/ https://aprireunbar.com/2018/09/03/la-guida-completa-per-organizzare-laperitivo-al-bar/#comments Mon, 03 Sep 2018 05:50:10 +0000 https://aprireunbar.com/?p=15188 […]]]> Tutto su come organizzare un aperitivo per un bar: da come allestire il buffet, la scelta dei drink e degli aperitivi (anche quelli con birre artigianali) fino alle idee per serate al bar!

 

Come fare l'aperitivo al bar rimane una domanda fondamentale per chi vuole aprire un bar. Vediamolo in questo post

Come fare l’aperitivo al bar rimane una domanda fondamentale per chi vuole aprire un bar. Vediamolo in questo post

 

Uno dei momenti più importanti per riuscire a incrementare i guadagni per un bar è certamente l’aperitivo, o meglio, l’apericena o, come qualcuno dice ancora, Happy hour…

Un momento fondamentale, visto che è uno dei due/tre poli (insieme alla fase colazione della mattina e, in alcuni casi al pranzo) in cui si “riempie il cassetto del bar”. Quello dell’aperitivo è però anche una fase delicata. Mentre i momenti del caffè e del pranzo hanno infatti modalità di consumo molto comprensibili, “di servizio” come si dice, il cliente viene la sera per una esperienza, per un momento di piacere (date un’occhiata a questo post su locali di servizio o di esperienza, è fondamentale!). Secondo recenti statistiche infatti il motivo che spinge a “fare un aperitivo” è per il 45% stare con gli amici, per il 24% socializzare e il 20% per divertirsi. Insomma, per bere non viene nessuno, o quasi!

Far funzionare questa fase sarà quindi decisivo per il nostro locale, e per riuscirci bisogna curare bene tutti i passaggi, vediamoli, uno per uno!

 

COME ATTIRARE CLIENTI ALL’APERITIVO

 

Come organizzare un happy hour? Innanzitutto con una buona promozione!

Come organizzare un happy hour? Innanzitutto con una buona promozione!

La promozione di un evento come l’aperitivo è molto importante proprio per i motivi di cui dicevamo prima. Mentre il cliente sceglie il bar dove prendere il caffè della mattina perché è sulla strada verso il lavoro, sceglie il locale dell’aperitivo con meno costrizioni di tempo e di spazio, ha tempo per muoversi e godersi la serata, e in macchina può decidere senza problemi di fare venti chilometri per andare nel locale che gli piace di più. Dobbiamo quindi convincerlo a sceglierci, a venire proprio da noi…

Nel pensare la promozione di una serata aperitivo bisogna capire che il cliente viene da noi soprattutto per una atmosfera. Bene, questa atmosfera gli va fatta percepire fin dalla promozione.

Quando si parla di promozione per l’aperitivo, ma in generale per un locale, si parla sopratutto in internet, e nello specifico di social attivi come Facebook (abbiamo dedicato un post a come fare promozione su Facebook ad un locale) e social passivi come Trip Advisor, passivi perchè subiamo le recensioni, positive e negative, da parte dei clienti (trovate qui un post su come gestire Trip Advisor per un bar).

Altra classica forma di promozione della fascia serale dei locali è quella legata ai PR, ma chi sono costoro? Spesso giovani e anche giovanissimi, sono ragazzi che hanno (o vantano) numerosi contatti fra loro coetanei, e si offrono per “spostare” le loro amicizie e conoscenze nel nostro locale.

Sono figure spesso abbastanza improvvisate, ma di cui, se per organizzare la serata happy hour decidiamo di lavorare con loro, faremo presto a capirne la bontà, un paio di serate ci diranno se davvero ci portano clienti.

Molti sapranno già, ma è il caso di sottolineare, che esistono anche vere e proprie agenzie di PR, ben strutturate e che operano in vari modi, dalla mailing list, ai numeri di cellulare, all’agganciare un evento all’altro. Le loro tariffe sono più alte; semmai provate a capire quanto siete disposti ad investire per lanciare la vostra serata, oppure se punterete esclusivamente su qualità e sulla vostra capacità, sapendo però che pensando a come organizzare un aperitivo o apericena nel bar dovremo pensare anche alla promozione, e che serviranno tempi più lunghi per lanciare il locale.

 

COME ALLESTIRE UN BUFFET PER APERITIVO

 

Come organizzare un aperitivo o apericena nel tuo bar? Partendo da un bel buffet...

Come organizzare un aperitivo o apericena nel tuo bar? Partendo da un bel buffet…

E’ facile capire come il buffet sia un ottimo valore aggiunto per allestire un aperitivo al bar, non per nulla, in molte zone e da molte persone viene usato il termine, a nostro avviso più corretto, di apericena.

Come vedremo fra poco infatti sono molti coloro che scelgono per l’aperitivo un locale invece di un altro per l’abbondanza e la varietà del buffet. Ma come organizzare l’allestimento di un buffet aperitivo? Come renderlo attraente per i nostri clienti e nello stesso tempo riuscire a renderlo utile per le nostre tasche, magari capendo come preparare stuzzichini economici per aperitivo al bar?

Regola banale ma sempre utile: usando carboidrati!

Sono da sempre la macrocategoria di cibo più economica e più gradita, quindi via libera a:

  • Pasta (insalate di pasta, ma non solo, volete mettere una bella amatriciana?)
  • Pizza (a spicchi, un grande classico)
  • Orzo, farro, riso (sempre in insalata)
  • Focaccia (ma anche pani diversi, da accompagnare a salse)

Il parere dei clienti comunque è sempre decisivo per un locale, per questo che ci siamo divertiti a cercare di capire come organizzare un aperitivo o apericena in un bar direttamente dalla fonte, cioè chiedendolo ai clienti attraverso il meccanismo delle recensioni. Di quelle che abbiamo visto, molte si focalizzano proprio sul buffet.

Chi ne parla bene raccontano di buffet caldi, abbondanti e magari con qualche portata a sorpresa ad un certo punto della serata. Curioso è anche vedere che in queste recensioni raramente ci si focalizza sulla qualità del cocktail bevuto, mentre attenzione viene focalizzata sulla scelta di birre (magari artigianali, leggete sotto) e vino, così come risulta molto importante valutare quali stuzzichini per l’aperitivo vengono serviti. Apprezzato, in queste recensioni, il fatto che il buffet abbia anche una sezione dessert.

Un paio di recensioni che avevamo già visto in questo post raccontano che…

“..ci siamo andati più volte il sabato sera per l’aperitivo: aperitivo un abbondante buffet con pizze, schiacciate, tramezzini, riso e pasta di diversi tipi, crostini, pappa al pomodoro, frutta e cocktail fantastici. Da non sottovalutare il vasto assortimento di birre, tra cui la Guinnes. Il tutto a 5€”

“Sul tavolo principale si trova inoltre frittura, pasta calda o fredda, insalate e ripieni di ogni tipo. Appena un prodotto viene terminato, viene subito sostituito con altre portate diverse. La scelta , quindi risulta essere molto ampia! Dopo una certa ora, vengono sfornati anche vari tipi di dolci, per i più golosi.”

Detto questo, altri elementi, altre idee per allestire un buffet per l’aperitivo al bar:

  • In particolar modo se prevedete di avere molti clienti strutturate un tavolo o bancone lungo, e disponete lo stesso cibo in punti diversi, per evitare accavallamenti.
  • Disponete il materiale di servizio (tovaglioli, piatti, forchettine..) in più punti, per lo stesso motivo.
  • Piattini piccoli! I clienti li riempiono, se sono piccoli tornano a riempirlo, ma raramente più di tre volte.
  • Non prevedete niente che debba essere tagliato, niente coltelli.
  • Disponete il buffet su un tavolo separato dal bancone solo se siete in grado di seguirlo. Se il buffet si svuota mentre voi siete molto impegnati al banco risulterà parecchio triste…

Molti baristi hanno poi paura di non riuscire a organizzare il loro locale con stuzzichini economici per aperitivo bar; a mio parere, e con la mia esperienza, più tempo e passione si ha e meno soldi servono. Se non vogliamo o possiamo passare tempo a preparare, e non abbiamo idee, tenderemo a comprare qualcosa di banale o di molto costoso, se invece avremo passione ed energie da dedicare, potremo prendere ingredienti poveri e saperli trasformare meravigliosamente!

 

IDEE PER COCKTAIL E BIRRE PER APERITIVO AL BAR

 

Il fenomeno delle birre artigianali è in grande crescita, una idea innovativa per l'aperitivo al bar.

Il fenomeno delle birre artigianali è in grande crescita, una idea innovativa per l’aperitivo al bar.

Aperitivo, parolina semplice che il cliente collega al mangiare qualcosa sorseggiando qualcos’altro. Aperitivo però significa tecnicamente altro: un drink che da una sensazione di amaro aromatico (definito amaricante) unito con una importante componente alcolica. Due fattori che stimolano i succhi gastrici predisponendolo al pasto ( sempre che non si mangino nel frattempo due piatti di lasagne…).

Nelle tendenze attuali però il mono dell’aperitivo è diventato molto più vasto, e se cerchiamo idee per bevute per un aperitivo al bar ci accorgiamo che le possibilità sono vastissime, per esempio, ragionando per categoria potremmo comprendere, fra le nostre idee per serate al bar:

  • Cocktail
  • Ready to drink
  • Cocktail analcolici
  • Vini
  • Birre
  • Più raramente soft drink

Ma come fare gli aperitivi al bar? Ogni persona che apre un locale, dovrebbe ormai, nel 2018, avere una idea di come si preparano i cocktail di base, e saperli preparare con prontezza e una certa eleganza e capacità (il cliente non ci guarda molto quando prepariamo il caffè la mattina, ma alla sera non disdegna di essere stupito… In ogni caso, ragionando in senso più attuale, possiamo dire che i cocktail più innovativi per l’aperitivo 2018 sono fra quelli che mettiamo qui sotto. Ad alcuni dei cocktail abbiamo collegato dei link a video sugli aperitivi da Youtube. Sappiamo bene che molto barman hanno un ego molto sviluppato, e quindi potranno trovare errori nei video che indichiamo, ma prendeteli in senso indicativo…

Mentre altri grandi classici possono essere

Sapete una cosa? questo post è davvero lungo, perchè non ci rilassiamo un po’ con un bel video di un artista del mondo flair, il barman acrobatico, ecco a voi il grande Bruno Vanzan…

Chiaro che questi sono i cocktail più famosi del 2018 (e probabilmente anche del 2019) talvolta però è necessario essere unici, e se davvero cerchiamo idee su come fare per cocktail per aperitivo Dovremo usare si la fantasia, ma anche tecnica e capacità di individuare i migliori accostamenti. Nel nostro corso di aperitivo full immersion a Firenze giochiamo molto con le infusioni, ad esempio preparando Martini cocktail infusi al caffè, rum aromatizzati al ginger e alla vaniglia per il mojito e così via.

L’aperitivo analcolico con Crodino, e Sanbitter…

Anche se non ci sembra le conosciamo tutti, sono le bottigliette di cocktail “pronti da bere” (ready to drink in inglese). Ad esempio il Crodino, il Sanbitter e così via. Per quanto siano semplici e banalizzati sono un’ottima base di idee particolari per cocktail analcolici da aperitivo

Se vi servono un po’ di dritte su questo argomento, potete ad esempio farvi un giro sul sul sito di Sanbitter, dove ci sono molte idee curiose per aperitivi analcolici, anche alla frutta, li trovate in questa pagina, così come la ricetta del Caipibitter qui sotto…

 

COCKTAIL CON LA BIRRA

Eccoci ad uno dei trend più forti del momento: la possibilità di fare l’aperitivo con birre artigianali. La birra, inutile dirlo, si presta benissimo all’aperitivo, è fresca, piacevole, adatta ad essere gustata sgranocchiando qualcosa, insomma, la  birra da aperitivo è perfetta, soprattutto in estate.

La birra artigianale del resto sta avendo una enorme espansione, magari prodotta da piccoli birrifici di nicchia presenti anche a Roma, a Milano e perfino in piccolissime realtà paesane ma molto agguerrite.

Se birra per aperitivo è senz’altro una scelta vincente, un problema più importante può essere il tipo di stuzzichini da abbinare alla birra. Andando a vedere siti esperti sull’argomento i suggerimenti sono:

  • Non focalizzatevi sui colori (birra chiara con questo piatto, birra scura con l’altro) bensì sul profilo aromatico della birra (l’esempio che viene spesso portato sono le birre bianche, che possono avere note che vanno dagli agrumi/citrici fino alle spezie, con conseguente cambio degli accostamenti con stuzzichini per birra.
  • Partire dalla nota dominante del cibo: se questo ha una nota prevalentemente dolce (come la frittura) potrebbe andare una chiara con note di cereali. Se il cibo è più grasso e corposo, come gli stufati di carne, birra corposa e ricca.

Questo vale per le birre da sole, ma a volte queste possono essere una buona base per preparare dei cocktail alla birra!

Fra questi accostamenti un cocktail di birra con gin (ad esempio in una ricetta con succo di limone, gin e birra chiara) o ancora birra e vodka (perfino mischiata con succhi di frutti tropicali). Molto interessante è anche un trend recente, con birre artigianali che vanno a rielaborare le sensazioni di cocktail storici, leggete questo interessante post.

E la musica giusta per l’aperitivo al bar? Date un’occhiata a questo post vi abbiamo raccolto alcune playlist direttamente dagli esperti, niente male!

 

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https://aprireunbar.com/2018/09/03/la-guida-completa-per-organizzare-laperitivo-al-bar/feed/ 1
Vendesi Bar in Provincia di Asti https://aprireunbar.com/2018/08/20/vendesi-bar-in-provincia-di-asti/ https://aprireunbar.com/2018/08/20/vendesi-bar-in-provincia-di-asti/#respond Mon, 20 Aug 2018 11:45:59 +0000 https://aprireunbar.com/?p=15416 […]]]>  

Qui un annuncio per un bar in vendita a Asti

Qui un annuncio per un bar in vendita a Asti

 

Vendesi bar a Canelli, in provincia di Asti. Vendiamo il locale per riuscire a seguire al meglio nostro figlio.

Il bar misura 38 metri quadri, è di tipologia 1 costruito nel 2015, tutti gli impianti sono certificati. Il bar ha un fatturato medio annuo di 20.000€.

Il bar in vendita ad Asti ha canone di affitto è di  3000€. Impatto elettrico ben distribuito consente di spendere solo dai 300 ai 350€ a bimestre di corrente elettrica. Le strumentazioni di proprietà (1°mano) acquistati nuovi nel 2015 comprendono il bancone di 5,5mt con vetrina integrata freddo/caldo, affettatrice piccola, 2 armadi sporco/pulito con tetto inclinato, fabbricatore ghiaccio, lavatazze a riciclo acqua, boiler 40lt, faro esterno, 4 tavoli, 11 sedie, ombrellone, fornetto elettrico, tavolo acciaio inox regolabile per alloggiamento forno ventilato.

Prezzo di vendita attività chiavi in mano: 18.000€

I contatti:
LINDA 3887243998 linda.accornero@gmail.com
STEFANO 3286656446 steve.accornero@gmail.com

 

L'interno del bar in vendita a Canelli

L’interno del bar in vendita a Canelli

 

L'interno e il bancone del locale di Asti

L’interno e il bancone del locale di Asti

 

In complesso il bar è ideale per un giovane imprenditore o una giovane coppia che vogliono provare l’esperienza di lavorare in proprio. È modesto negli incassi, molto piccolo nelle spese.

Attendo Vostro gentile riscontro.
Grazie

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Come Organizzare una Festa Privata in un Bar https://aprireunbar.com/2018/07/23/come-organizzare-una-festa-privata-in-un-bar/ https://aprireunbar.com/2018/07/23/come-organizzare-una-festa-privata-in-un-bar/#respond Mon, 23 Jul 2018 05:53:05 +0000 https://aprireunbar.com/?p=15268 […]]]> Volete organizzare compleanni, feste di laurea e feste private nel vostro bar? É una bella idea che permette di aumentare gli incassi del bar. Vediamo come gestirla…

 

Come organizzare una festa di laurea o di compleanno nel proprio bar? Vediamo...

Come organizzare una festa di laurea o di compleanno nel proprio bar? Vediamo…

 

Feste di laurea, addii al celibato e simili, compleanni e perfino matrimoni molto informali; sono molte le occasioni in cui ci si può trovare a voler mettere in piedi una piccola festa per i nostri amici. Molte volte però casa nostra è piccola, e non abbiamo voglia di sobbarcarci la fatica e l’impegno di preparare tutto prima e di risistemare tuto dopo. Perché non tenere quindi la festa nel locale che conosciamo e che ci è tanto simpatico?

Ecco, quella che dal punto di vista del cliente l’idea è una idea allettante, per noi gestori o baristi deve essere una bella occasione di business. Ma vale la pena di organizzare feste private al nostro bar?

Si, quasi sempre. Se sappiamo gestirle bene ci permetteranno di riempire il locale, magari, proprio nelle ore in cui altrimenti saremmo vuoti ci permetteranno di avere un incasso extra molto utile per dare una bella spinta ad incrementare il fatturato di un bar. Ma si può fare? Vediamolo…

QUALI AUTORIZZAZIONI SERVONO PER ORGANIZZARE UNA FESTA PRIVATA IN UN BAR?

 

Per organizzare una festa privata in un locale non serve nessuna autorizzazione...

Per organizzare una festa privata in un locale non serve nessuna autorizzazione…

Una festa privata in un bar è, appunto, privata, a porte chiuse, e per tenerla non serve alcun permesso particolare.

Molto spesso queste feste vengono tenute nei bar la sera, alla chiusura del locale, magari dalle 20 in poi. Da quel momento il locale è chiuso al pubblico e aperto solo agli invitati alla festa; in questo modo non contravviene a eventuali regolamenti comunali sugli orari di apertura dei bar.

Questo se lo teniamo in orario di chiusura, ma quali permessi servono per organizzare un compleanno in un bar durante l’ora di apertura del locale stesso? Se il locale è grande possiamo tenerne riservata un’area o una stanza, da adibire solo alla festa. Se invece gestire la festa privata al bar vorrà dire chiudere il locale faremo due conti, su i mancati incassi e il ritorno economico della festa, e capiremo se ci conviene. Se sì, nemmeno in questi casi avremo bisogno di permessi particolari, semplicemente apporremo un cartello sulla porta con scritto che il locale è chiuso quel giorno per festa privata. Se poi magari busserà un cliente a cui teniamo particolarmente, usciremo a spiegargli la cosa, e magari ad offrirgli un bicchiere di spumante!

Se poi il nostro locale è composto di venti metri quadrati, magari affollati e di transito alla fermata dell’autobus, ho paura che quello delle feste private non sia un business praticabile..

CHE TIPO DI PUBBLICO?

 

Per organizzare feste di bambini in un bar servono sopratutto spazi...

Per organizzare feste di bambini in un bar servono sopratutto spazi…

 

Sono molti gli eventi che ci si può trovare a festeggiare con una piccola festa in un bar, due molto classici però sono le feste di laurea e i compleanni.

Per le prime è banale dire che il pubblico di riferimento sono gli universitari e le loro famiglie. L’idea di organizzare una festa di laurea in un bar deve quindi partire da una analisi del nostro pubblico. Siamo frequentati da giovani studenti? Siamo vicini ad una facoltà? In molti casi sono tanti i parenti che assistono ad una laurea, e per evitare problemi logistici e di parcheggio spesso preferiscono locali  bar per la festa di laurea vicini alla sede dell’esame, per non essere costretti a riprendere la macchina. Chiaramente, poi, saremo avvantaggiati dal avere già contatti e amicizie nell’ambiente degli studenti.

Riguardo i compleanni, se questi riguardano persone adulte o comunque dai 15/16 anni in su il locale, al di la delle dimensioni, non avrà bisogno di requisiti particolari. Se invece ci vogliamo preparare ad organizzare una festa di compleanno per bambini al bar sarà necessario avere un’area, magari posta in una zona dove non disturbino gli altri ospiti e dove i nostri piccoli ospiti possano giocare senza pericoli, con giochi adatti all’età e tappeti morbidi…

 

IDEE DI BUFFET PER FESTE AL BAR

 

Le idee originali per un buffet economico per feste di compleanno in un bar possono passare anche dai cup cakes!

Le idee originali per un buffet economico per feste di compleanno in un bar possono passare anche dai cup cakes!

 

Anche per questo capitolo non possiamo che dividere in due il nostro pubblico: bambini e adulti (o giovani adulti).

Nel caso ci troviamo a gestire una festa di compleanno per bambini in un bar, l’offerta di cibo non dovrà sicuramente essere molto strutturata. Di solito non si va oltre patatine, pizzette, qualche focaccia farcita e poco più. Certo, se riusciamo a proporre qualche torta fatta da noi (si può cucinare in un bar? Leggiamo questo post) torte che magari si presentano più sane di tanti prodotti confezionati, le mamme ci sceglieranno forse con più piacere in futuro, anche se la scelta sarà in realtà legata (purtroppo?) sopratutto a come allestire spazi e giochi per bambini in un bar (anche se arrivare ad aprire un family bar, che raccontiamo in questo post...)

Quanto al bere le proposte, purtroppo, saranno più che mai scontati, con succhi e soft drinks a dominare la scena.

Nel caso siano gli adulti quelli per cui dobbiamo organizzare una festa privata in un locale, l’offerta alimentare dovrà diventare più interessante. Alle “solite cose” potremo infatti affiancare idee originali per le feste private al bar, magari perfino etniche. Potrebbero andare torte salate (in una occasione abbiamo perfino servito polenta e funghi) e proposte vegetariane e vegane (che non possono mancare!!) largo davvero alla fantasia insomma, con Insalate di pasta e, a metà serata, una bella spaghettata alla caprese appena spadellata, farà davvero allegria!

Con questo tipo di pubblico ricordiamoci che se riusciamo ad essere creativi e interessanti altri studenti, stavolta solo invitati alla festa, vorranno scegliere noi per la fine della loro tortura universitaria!

Da bere? Beh, per un pubblico maggiorenne vini e birre non mancheranno, ma con più di un’occhio al mondo analcolico. Senza saltare lo spumante dolce con immancabile torta (spumante secco con il dessert? Orrore!!!).

Ops, appunto, la torta! Naturalmente non può mancare, e dovremo decidere, con il cliente, se saranno loro a portarla o noi a fornirla. Se abbiamo un pravo pasticcere che può crearne una in tema con la festa sarà un bel punto in più per noi!

PREZZO PER FESTE DI LAUREA AL BAR

 

Una curiosa ricerca su quanto spendo gli inglesi in feste di compleanno per i bambini. Allora non è vero che gli scozzesi sono tirati!

Una curiosa ricerca su quanto spendo gli inglesi in feste di compleanno per i bambini. Allora non è vero che gli scozzesi sono tirati!

 

Quanto far pagare per una festa privata nel nostro bar?

Il tema è vasto. Abbiamo spulciato a lungo internet per darvi risposta e il range di possibilità che abbiamo trovato è davvero ampio, vediamo un po’ di opzioni…

  • C’è chi fa pagare a persona come fosse un aperitivo, con prezzi che vanno da 10 a 15€ circa. Se adottate questa soluzione ricordatevi che, se i partecipanti saranno meno del preventivato, rischieremo di trovarci cibo che avanza senza che nessuno ci rimborsi.
  • C’è chi fa pagare a serata, diciamo per l’affitto del locale; soluzione praticabile sopratutto da parte di chi altrimenti sarebbe chiuso. Per questa soluzione dovremo comunque avere una idea di quanti sono, più o meno, gli invitati, per fare i conti con il food cost (non sapete calcolarlo? Presto! Correte ai nostri corsi di gestione bar 
  • C’è chi fa pagare a portata di pasta e a bottiglia di vino, un po’ come un pranzo di matrimonio….
  • C’è chi fa pagare un sovrapprezzo (direi che è ragionevole) qualora sia richiesta la presenza di un DJ (come organizzare serate al bar con il dj? Leggetelo qui!).

Ah, siete curiosi di leggere la ricerca sopra su quanto spendono gli inglesi per una festa di compleanno? La trovate in questa pagina.

COME FARE PUBBLICITÀ ALLE FESTE DI LAUREA AL BAR

 

Anche in questa scuola di danza americana organizzano compleanni per bambini!

Anche in questa scuola di danza americana organizzano compleanni per bambini!

Ottimo, abbiamo deciso tutto, a chi indirizzare la nostra offerta, cosa servire, dove trovare la torta, come disporre i piatti per i bambini eccetera…

Ma come promuoverci? Come pubblicizzare la possibilità di fare feste private al bar? Anche in questo caso ricordiamoci di dividere in due il pubblico: bambini e adulti, e ricordiamoci una cosa importante: la miglior pubblicità sarà il passaparola!

Detto questo, se dobbiamo fare pubblicità a feste di compleanno per bambini al bar, la promozione potrà avvenire con cartellini davanti alle scuole, e, se le mamme verranno a prendere il caffè da noi dopo aver accompagnato la prole a scuola, quello sarà un altro momento super per mostrare spazi e possibilità per la festa!!

Se invece vogliamo promuovere una festa di laurea saranno i social e le vetrine del nostro stesso bar a raccontarlo. Magari ripetendo il messaggio all’interno del locale, se siamo frequentati da studenti!

Tutti pronti? Allora spegnete le luci e…. AUGURI!!!!!

 

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L’Incidenza del Costo del Personale in un Bar o in un Ristorante https://aprireunbar.com/2018/07/16/lincidenza-del-costo-del-personale-in-un-bar-o-in-un-ristorante/ https://aprireunbar.com/2018/07/16/lincidenza-del-costo-del-personale-in-un-bar-o-in-un-ristorante/#comments Mon, 16 Jul 2018 06:23:04 +0000 https://aprireunbar.com/?p=14931 […]]]> Fra i costi fissi e variabili di un ristorante, il costo del personale ha sempre una incidenza molto importante, anzi: fondamentale. Vediamo come controllarlo.

 

Quanto pesa il personale sulle spese di un bar? Vediamolo

Quanto pesa il personale sulle spese di un bar? Vediamolo

 

Inutile far finta di niente, per il proprietario, la gestione del personale in un ristorante o in un bar può facilmente essere di importanti problemi, li elenchiamo brevemente, ma potete facilmente immaginarli:

  • Eventuali discussioni e comportamenti scorretti.
  • Eventuali ammanchi di cassa
  • Elevata incidenza del costo del personale sul fatturato

Aspettate! Sento già (e giustamente) il coro di insulti da parte della larghissima categoria dei dipendenti della ristorazione (ad adesso, giugno 2018, circa 650.000 in Italia) che qui si trovano descritti solo come cattivi soggetti che danno solo fastidio all’attività! Assolutamente no! Sono una risorsa importante e decisiva, che in moltissimi casi apportano valore e ricchezza all’azienda, ma che, come gli altri settori della azienda vanno gestiti. vediamo come.

 

L’INCIDENZA DEL COSTO DEL PERSONALE RISPETTO AI CONTRATTI

In questa nostra analisi tralasceremo gli aspetti relativi a discussioni, liti, vertenze, cattivi comportamenti verso clienti e colleghi e gli aspetti sul controllo della cassa, non ci interessano. Rimarremo invece su un ambito puramente gestionale: sul incidenza dello stipendio dei dipendenti sull’incasso di un bar e sulla produttività oraria.

Incidenza e fatturato appunto, perché il costo del personale è, nella gestione di un locale, un costo semivariabile, un costo, cioè, che può salire o scendere in relazione agli incassi, ma lo fa spesso “a scalini” e spesso non seguendo esattamente l’andamento degli incassi.

Più riusciamo ad ottimizzare il rapporto fra costo del personale e incassi e migliore sarà la produttività del nostro bar o ristorante.

La prima cosa da fare per valutare il costo del personale in un ristorante o in un bar è calcolare il cosiddetto “monte ore” per farlo si costruisce una tabella oraria, come questa:

La tabella per la valutazione dei costi del personale in un ristorante o bar

La tabella per la valutazione dei costi del personale in un ristorante o bar

Come forse avete già capito, la tabella permette di capire quante ore di lavoro servono per portare avanti l’attività. In pratica si valuta quante ore dovrà coprire ogni figura professionale (barista, cuoco etc) e non ogni dipendente (quindi non Roberto, Silvia etc). Una volta fatta questa valutazione si contano le crocette e di arriva al cosiddetto “Monte ore”. Chiaro che più sarà giusto in fase di valutazione questo dato e meno brutte sorprese avremo quando il locale sarà aperto e ci accorgeremo che il costo del personale del bar sarà molto più alto di quello che avevamo preventivato; inutile dire che per valutazioni di questo tipo un po’ di esperienza male non fa, ci vediamo magari ad uno dei nostri corsi di una giornata sulla gestione del bar?

 

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Nel caso della tabella di cui sopra, le ore necessarie a portare avanti l’attività ogni giorno sono 32. Ma quanto costa un ora di lavoro ad un bar?

E’ un argomento complesso, sopratutto perché ha a che fare con le politiche del lavoro, che negli ultimi anni, in Italia, sono cambiate molto e sono ancora soggetti di forti polemiche. In maniera molto grossolana, potremmo ridurre il costo di un cameriere in un ristorante o di altre figure professionali simili, a queste quattro categorie:

  • Proprietari e collaboratori familiari e coniugali (vedete cosa sono in questo post) non hanno un costo orario definito, in pratica non è definito qual’è lo stipendio del proprietario in un bar o ristorante. Per queste figure la legge chiede solo circa 3.500/3.800€ all’anno come contributi INAIL E INPS. In questo stesso contesto ricadono i soci di una società di persone.
  • Voucher. Chissà se i prossimi governi confermeranno questo strumento di assunzione; trovate qui un reportage completo su come funzionano i voucher per i ristoranti (e vedremo come cambierà).
  • Contratti di apprendistato per ristoranti, o a tutele crescenti (Job Act) anche a questi temi abbiamo dedicato un post completo. permettono un risparmio di circa il 30/35% per cento del costo del dipendente, quello legato alla tassazione.
  • Infine vediamo il normale stipendio di un cameriere o barista in un ristorante, lo facciamo con la foto sotto.
Il contratto del turismo, per definire il costo di un barista per un locale.

Il contratto del turismo, per definire il costo di un barista per un locale.

 

Forse avrete capito che questa foto riguarda tutti i costi legati agli stipendi di camerieri, baristi e cuochi per bar e ristoranti. Se andiamo a spulciarla ci renderemo conto che una figura di 5° livello, piuttosto comune nella ristorazione, costa, per ogni ora di lavoro e tutto compreso (13°, 14°, ferie pagate, liquidazione, tasse etc.. ) 17,70€. Un costo molto alto che influisce molto nelle spese mensili di un bar!

 

L’INCIDENZA DEL COSTO DEL PERSONALE SU FATTURATO DI UN BAR O RISTORANTE

 

Una volta visto il costo di un dipendente per un bar rispetto alla forma di inquadramento, vediamo di valutare l’incidenza sul fatturato di un dipendente.

I manuali su come si prepara il business plan di un ristorante ci dicono che per le spese mensili di un bar (o annue) ci sono alcuni parametri per un bilancio ottimali.

  • Spese fisse fra il 10 e il 15%
  • Costo della materia prima intorno al 30%
  • Costo del personale di un ristorante (o di un bar) intorno al 35%

Ecco, per mantenere quest’ultimo dato su questi valori dovremo lavorare su due aspetti principali.

  • Contrattualistica: come avrete capito dal capitolo precedente, un’ora di lavoro può essere coperta da varie figure professionali. Fin troppo facile dire che più potremo coprire le ore di lavoro necessarie con collaboratori familiari e coniugali e meglio sarà.
  • Occhio del padrone: abbiamo visto quanto sia alto il costo dei dipendenti. E’ quindi chiaro che più riusciremo ad essere precisi con la gestione delle ore di lavoro, minore sarà l’incidenza del costo del dipendente. Lo faremo cercando, un po’ alla volta  di capire in quali giorni e quali stagioni ci saranno i picchi di lavoro e i giorni buca. Ancora, sarà importante seguire il lavoro, e se ci rendiamo conto che per un ora di lavoro possiamo fare a meno di un dipendente, lo faremo!

… e se c’è un picco di lavoro non previsto e non siamo ben coperti con i dipendenti? Beh, potrà capitare, sopratutto all’inizio dell’attività, quando ancora non abbiamo preso le misure; beh, in quelle fasi ci rimboccheremo le maniche coprendo il ruolo che manca. So che sembra cinico, ma i margini di guadagno di un ristorante sono bassi, bisogna prenderli!

 

LA PRODUTTIVITA’ ORARIA DI UN DIPENDENTE DI UN BAR

 

La produttività di un bar italiano può essere paragonata a quella di Starbucks?

La produttività di un bar italiano può essere paragonata a quella di Starbucks?

 

Se la valutazione rapporto fra il costo di un dipendente e il fatturato di un locale è un dato abbastanza comune, più raramente viene valutata la produttività del dipendente di un locale.

Proviamo a fare, per entrare in questo concetto, l’analisi di una situazione tipo.

Un classico bar Italiano, diciamo il bar dell’angolo incassa circa 300/350€ al giorno (a questa classica tipologia di bar abbiamo dedicato questo post). In questo tipo di locale lavorano di solito due persone (molto spesso coniugi o familiari o comunque soci) che, considerando una apertura dalle 7 di mattino alle 20 e la compresenza dei due lavoratori in alcune fasi di picco, arrivano a mettere insieme un monte ore di 16/18 ore.

  • Dividiamo il fatturato (diciamo 350€)
  • Per il numero di ore (diciamo 17)
  • Otteniamo 20,60€; il dato di produttività oraria

Non sempre è facile diminuire le ore di lavoro (il nostro socio deve pur riposarsi) ma possiamo provare alcune strategie per aumentare il fatturato di un locale, magari seguendo alcune indicazioni di questo post.

Nella maggior parte dei locali non è impossibile portare la produttività almeno a 24/25€ per ora di lavoro.

Per ultima, un’ultima tabella. Quella che trovate sotto è l’analisi (al 2012) della produttività per anno per dipendente da Starbucks e in altre catene come Mc Donald. Da Starbucks, appunto, il fatturato per anno per dipendente risulta di circa 90.000 dollari, che al cambio attuale sono circa 76.000€. Un bar Italiano ha invece una fatturato annuo per dipendente di circa 65.000/70.000€ certo, un cappuccino da Starbucks costa molto di più…

L'andamento della produttività per dipendente da Starbucks e in altre catene

L’andamento della produttività per dipendente da Starbucks e in altre catene

 

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Cedesi Bar Aperitivi a La Spezia https://aprireunbar.com/2018/07/11/cedesi-bar-aperitivi-a-la-spezia/ https://aprireunbar.com/2018/07/11/cedesi-bar-aperitivi-a-la-spezia/#respond Wed, 11 Jul 2018 10:30:57 +0000 https://aprireunbar.com/?p=15290 […]]]> Vendesi attività di bar caffetteria aperitivi in zona di grande passaggio in provincia di La Spezia. Il locale è stato completamente ristrutturato e dispone di zona banco, cucina attrezzata, spogliatoio, bagno, magazzino e sala slot. Ampio spazio esterno con esposizione tavoli. Comodo parcheggio antistante.

Info dettagliate per condizioni e prezzo 3892596784 oppure simopore1985@libero.it

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Quanto Guadagna un Cameriere a NY, in Australia, a Dubai e un Cuoco Ad Hong Kong… https://aprireunbar.com/2018/06/25/quanto-guadagna-un-cameriere-a-ny-in-australia-a-dubai-e-un-cuoco-ad-hong-kong/ https://aprireunbar.com/2018/06/25/quanto-guadagna-un-cameriere-a-ny-in-australia-a-dubai-e-un-cuoco-ad-hong-kong/#respond Mon, 25 Jun 2018 06:38:12 +0000 https://aprireunbar.com/?p=14904 […]]]> Vecchie e nuove mete per un classico lavoro da ragazzi. Ma quanto guadagna un cameriere in Australia? e quanto guadagna un barista  o un cuoco a Dubai? scopriamolo in questo post.

 

La corsa dei camerieri, ma qui siamo a Buenos Aires!

La corsa dei camerieri, ma qui siamo a Buenos Aires!

 

Il più classico dei lavoro “entry level” è probabilmente il cameriere; praticamente tutti lo abbiamo fatto per mettere in tasca qualche soldino, magari nel periodo degli studi. Questo lavoro però è l’approdo, l’ancora di salvezza per un’altra tipica situazione giovanile: il soggiorno all’estero.

Quando si sbarca in un’altra nazione e si ha bisogno di guadagnare qualcosa, magari per studiare la lingua o semplicemente per mantenersi in questa nazione straniera, il lavoro del cameriere in un ristorante, un pub o un locale è davvero uno dei più facili da trovare. Ma quanto si guadagna facendo il cameriere all’estero?

A questo tema avevamo già dedicato un post su quanto guadagna un cameriere in Spagna, in Svizzera, a Londra, in Austria e in Danimarca (trovate questo post su questa pagina) ma in mondo è molto più largo della cara vecchia Europa, e abbiamo deciso di allargarci, e di andare ad esplorare quanto mette in tasca un ragazzo che lavora al ristorante in un paio di mete lontane ma battutissime, come l’Australia e New York, e perfino in un paio di mete decisamente emergenti per chi non ha paura del nuovo: Dubai e Hong Kong. Cominciamo!

 

QUANTO GUADAGNA UN CAMERIERE A NEW YORK

 

Trovare lavoro come barista a New York, quanto si guadagna?

Trovare lavoro come barista a New York, quanto si guadagna?

 

Forse sarebbe più giusto dire quanto guadagna un cameriere negli Stati Uniti; la grande Mela però esercita davvero un fascino particolare, e come altre città globali, finisce per girare su dinamiche che poco hanno a che fare con la nazione di cui fanno parte. Come Londra per l’Inghilterra possiamo insomma dire che New York fa, rispetto agli Stati Uniti, quasi storia a se.

In queste città sterminate ci sono decine di migliaia di locali di ogni tipo, e quello in cui si muovono lavapiatti, camerieri e banconisti è spesso un sottobosco confuso, mobile e poco illuminato da regolamentazioni.

Tempo fa aveva fatto notizia il post di Serena, una ragazza che riusciva a lavorare a New York come cameriera (lo trovate qui) e che raccontava le sue disavventure, fatte di licenziamenti immediati e di paghe estremamente variabili. Un quadro tutto sommato veritiero, ma vediamo di mettere alcuni paletti.

Innanzitutto, quando ci  muoviamo fuori dall’Europa è necessario porsi il problema dei visti di lavoro. Quando non si hanno e si cerca lavoro avendo solo un visto turistico o di studi, si entra in un “limbo” in cui non si hanno diritti veri e propri, visto che in quella nazione non potremmo proprio lavorare. E’ così che stipendio e trattamento diventano molto aleatori, e bisogna stare molto attenti ai controlli, pena l’espulsione dalla nazione. Gli Stati Uniti non fanno eccezione, e avere un visto per lavorare negli Stati Uniti come cameriere non è facile. Chi può cerca di averlo per parentele, sposandosi o perfino ottenendolo con la famosa e molto americana “Green Card Lottery” la lotteria che mette in palio, se si hanno alcuni requisiti di base, permessi per vivere e lavorare negli Stati Uniti. Se non si ha questo permesso trovare lavoro è molto più difficile; anche i gestori dei locali hanno paura dei controlli

Lasciamo comunque da parte questi aspetti burocratici e veniamo al trattamento di lavoro vero e proprio. Come molti lettori già sapranno che lo stipendio da cameriere a New York è decisamente basso e varia fra i 3 e i 5 Dollari l’ora. Molti di noi sapranno anche che a questo stipendio si aggiungono però le mance, non percepite come un piccolo obolo da lasciare se si è sodisfatti, come in Italia, ma come autentica istituzione che porta il cliente a lasciare al personale circa il 15% del conto.

Da questo elemento un paio di considerazioni a caduta:

  • Il cameriere cercherà di vendere al cliente più possibile, per far aumentare il conto e quindi la fetta di percentuale.
  • Si può guadagnare molto se si lavora molte ore e sopratutto in un locale molto frequentato.

Mance a parte, lo stipendio viene pagato settimanalmente, non ci sono ferie pagate o altre forme di “social welfare” e si può essere licenziati praticamente da un momento all’altro. Condizioni non molto attraenti, dobbiamo ammetterlo. Dobbiamo però anche considerare che nazioni come gli Stati Uniti permettono di avere aspettative di crescita professionale molto elevate, e una persona che vale può far carriera, anche nel mondo della ristorazione, in  maniera molto rapida.

Volete fare il grande salto e trovare lavoro come cameriere a New York?  Trovate molti annunci su questo sito gestito dal New York Times!

 

QUANTO GUADAGNA UN CAMERIERE IN AUSTRALIA

Lavorare come cameriere in Australia? In questo locale di Melbourne servono bei fisici!!

Lavorare come cameriere in Australia? In questo locale di Melbourne servono bei fisici!!

 

Ecco un’altra meta famosissima presso i giovani Italiani che vogliono lavorare all’estero come cameriere. L’Australia è forse ancora più popolare, sopratutto perché è molto più facile avere i visti di lavoro.

Il più classico è il Working Holiday Visa (WHV) e permette a giovani fino a 35 anni di lavorare per mantenersi durante la permanenza “Down Under”. Di fatto è un visto temporaneo della durata di un anno (rinnovabile per un secondo) con il quale però non è possibile lavorare per più di sei mesi per una stessa azienda, in un tipo di rapporto che si definisce Casual, occasionale (diciamo una specie di nostro contratto a chiamata…).

Ma quanto guadagna un cameriere in Australia? Lo stipendio (che viene corrisposto settimanalmente) dipende da alcune variabili, una delle quali è l’età. Per chiarirlo vediamo questa tabella tratta dal sito del Governo Australiano.

Quanto guadagna un cameriere in Australia? Vediamolo in questa tabella.

Quanto guadagna un cameriere in Australia? Vediamolo in questa tabella.

 

In pratica, se si ha più di 21 anni, la paga base è intorno ai 20 Dollari australiani (al momento, maggio 2018, circa 13€).

L’Australia è spesso percepita come il paradiso di chi cerca un lavoro, e chi ha fatto questa esperienza lo conferma: nella terra dei canguri il lavoro si trova facilmente, ma la concorrenza è forte da parte di ragazzi di ogni parte del mondo, ed è fondamentale per fare il cameriere in Australia, una buona conoscenza dell’inglese, altrimenti, nella migliore delle ipotesi, ci troveremo a fare i lavapiatti!

Un ultimo dettaglio: per servire alcolici, e quindi per lavorare in locali come gli american bar, in Australia è obbligatorio seguire un corso RSA, che ha un costo fra i 24 e i 50 Dollari Australiani e che dovremo consegnare al proprietario del locale dove lavoreremo.

 

QUANTO GUADAGNA UN CAMERIERE O UN CUOCO A DUBAI

 

Lavorare in un ristorante a Dubai? E' possibile!

Lavorare in un ristorante a Dubai? E’ possibile!

 

Il potere economico degli ultimi decenni passa (anche) da qui, e si vede. Un’analisi recente racconta come nell’emirato sul golfo i veri cittadini di Dubai, nativi e residenti siano solo il 10% della popolazione. Il 30% è composto invece da stranieri ricchi o comunque agiati, che fanno lavori di alto profilo o ben pagati mentre il 60% rappresenta la vera “working class” le persone che fanno i lavori meno specializzati e in alcuni casi più umili, fra cui, manco a dirlo, i camerieri.

La stragrande maggioranza di questi ultimi provengono da India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Filippine e Indonesia. Lo stipendio di un cameriere a Dubai si aggira sui 600€ mensili tutto compreso, ma c’è da considerare che le aziende che li assumono si fanno carico del loro permesso di soggiorno, del vitto e dell’alloggio.

I lavoratori, potete immaginare, hanno pochissimi diritti, ma, visto che i lavoratori non sono locali, se una azienda decide di licenziarli dovrà farsi carico delle spese per rimandarlo a casa, e poi accollarsi le spese di un nuovo arrivo, per questo si tende a “tenersi più stretti il personale.

Potete immaginare come sia molto difficile trovare un occidentale come cameriere a Dubai, sono invece diversi (anche italiani) coloro che vivono nella ristorazione ma con profili più elevati, come chef, cuoco di livello, food & beverage manager e direttore di Albergo. In questi casi gli stipendi possono salire di molto, superando in molti casi quelli che potrebbero essere percepiti in Italia.

 

QUANTO GUADAGNA UN CUOCO A HONG KONG

 

Lavorare come cuoco ad Hong Kong, una scelta forte.

Lavorare come cuoco ad Hong Kong, una scelta forte.

 

Attenzione: abbiamo cambiato il titolo di questo capitolo rispetto agli altri di questo post. Non abbiamo parlato di lavorare come cameriere, ma di lavorare come cuoco ad Hong Kong. Questo per un paio di motivi legati alle leggi locali.

Per poter lavorare ad Hong Kong bisogna essere stati assunti in precedenza, in pratica bisogna arrivare già con un contratto di lavoro in tasca. Difficilmente però un locale va a cercare un cameriere all’estero, quando ad Hong kong si può trovare una enorme quantità di manodopera cinese non specializzata. Molto più facile essere assunti da ristorante asiatico come cuoco, figura sicuramente più specializzata, sopratutto se si è italiani e si può dimostrare che oltre a saper cucinare siamo in grado anche di avere una visione business, tenendo sotto controllo aspetti come il food cost e riuscendo davvero ad alzare gli incassi del ristorante (Hong Kong è ferocemente business oriented!).

Lo stipendio di un cuoco a Hong Kong può facilmente essere più alto di quello in Italia, arrivando facilmente a 3.000/4.000 Euro al mese. Il costo della vita, nella piccola città-stato cinese è alto, ma con uno stipendio del genere si vive molto bene considerando che spesso i posti di lavoro mettono a disposizione anche appartamenti inclusi nel contratto (piccolissimi, come tutti gli appartamenti di Hong Kong!).

E’ da considerare che il lavoratore non ha quasi nessun diritto, e può essere licenziato immediatamente, di buono c’è che, in una città estremamente cosmopolita, parlare il cinese è utile ma non fondamentale, praticamente tutti parlano l’inglese (che però bisogna conoscere eccome!).

 

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