Aprire Un Bar https://aprireunbar.com Come aprire un bar o un locale: informazioni, suggerimenti e segreti per diventare un gestore di successo! Fri, 15 Mar 2019 16:31:12 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.0.4 Vendesi gestione ristorante, sul lungomare di Porto Recanati https://aprireunbar.com/2019/03/11/vendesi-gestione-ristorante-sul-lungomare-di-porto-recanati/ https://aprireunbar.com/2019/03/11/vendesi-gestione-ristorante-sul-lungomare-di-porto-recanati/#respond Mon, 11 Mar 2019 08:23:52 +0000 https://aprireunbar.com/?p=16618 […]]]> Vendesi gestione ristorante, sul lungomare di Porto Recanati  (mc)  Locale caratteristico di ristorante e pizzeria , zona altamente turistica  il locale è circondato da molti campeggi e villaggi turistici.

A pochi minuti da Loreto dove c’è una cattedrale visitata  da milioni di turisti  Il locale ha 200 posti interni e 200 esterno coperto  Prezzo richiesto 250000 trattabili 

Si può anche optare per affitto riscatto Per contatti    giovanna.ciotola@hotmail.it  3341062402

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BAR MOBILE CHIOSCO PER STREET FOOD/EVENTI https://aprireunbar.com/2019/03/07/bar-mobile-chiosco-per-street-food-eventi/ https://aprireunbar.com/2019/03/07/bar-mobile-chiosco-per-street-food-eventi/#respond Thu, 07 Mar 2019 15:37:47 +0000 https://aprireunbar.com/?p=16607 […]]]>

VENDESI di bar mobile per rendere indimenticabili ed esclusivi eventi di tutti i generi: dagli eventi aziendali alle inaugurazioni di locali ed esercizi commerciali, dalle feste private ai matrimoni, dagli addii al celibato e nubilato fino alle serate a tema e alle notti bianche; oltre ovviamente per partecipare agli street food con un chiosco unico e riconoscibile.
La sua struttura, unico prototipo di colore nero opaco prodotto in Italia, così come la sua accattivante forma e il suo moderno layout sono stati progettati in ogni loro dettaglio per catturare l’attenzione del cliente e fargli vivere esperienze uniche proponendogli un servizio food&drink d’eccellenza e qualità.
Il chiosco è dotato di gancio traino può essere utilizzato sia in modo itinerante che stazionare all’interno di un locale e fungere da bar esterno. Il rimorchio é targato e può facilmente essere trasportato 
Già brandizzato e con sito internet dedicato (cedibile) insieme a logo.
Dispone di : 1 aperture lateralebanco di lavoro1 frigo sottostante i banchi  Lavandino ad una vasca in Acciao Luci Rispetta tutti i requisiti tecnico sanitari vigenti sul territorio nazionale e necessita solo di attacco corrente con presa industriale 220 v.
Vendita 8000 €+iva Si valuta anche noleggio per stagione estiva 
Per info e foto contattatemi tramite email –commerciale@blackupitaly.it

Simona  346 5269856


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Attività nuova di Bar, Pub, Snack, Birreria in vendita – Capo Verde. https://aprireunbar.com/2019/02/25/attivita-nuova-di-bar-pub-snack-birreria-in-vendita-capo-verde/ https://aprireunbar.com/2019/02/25/attivita-nuova-di-bar-pub-snack-birreria-in-vendita-capo-verde/#respond Mon, 25 Feb 2019 18:23:17 +0000 https://aprireunbar.com/?p=16555 […]]]> Attività nuova di Bar, Pub, Snack, Birreria in vendita.

Il locale è situato nella via principale di Santa Maria nel prestigioso Patio Antigo, essendo stato appena aperto l’acquirente potrà dare la propria impronta originale. Licenza commerciale e contratti in regola.

Il locale è perfettamente funzionante, consta di 24 posti interni e 8 esterni, Bancone Bar con frigorifero, Macchina Caffè Cimbali, Birra alla spina, lavello e lavabicchieri. Inoltre frigorifero bibite e frizer gelati impianto wifi e televisivo, angolo cottura.

Oltre al bar si cede licenza societaria contenente un amplia gamma di servizi turistici.

Possibilità di abitazione con due camere, due bagni, salotto cucina, grande terrazzo, posta sopra al locale.

Assistenza iniziale assicurata per svolgere tutte le pratiche burocratiche iniziali.

Cedesi tutto a prezzo di realizzo, adatto a giovani coppie imprenditrici, o a chiunque voglia un’attività già pronta per trasferirsi a Capo Verde.

Per info e foto contattatemi tramite email –claudiob144@gmail.com

Capo Verde
Capo Verde

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Le Licenze Bar di Tipo B e la Distanza Minima fra Locali https://aprireunbar.com/2019/02/20/le-licenze-bar-di-tipo-b-e-la-distanza-minima-fra-locali/ https://aprireunbar.com/2019/02/20/le-licenze-bar-di-tipo-b-e-la-distanza-minima-fra-locali/#respond Wed, 20 Feb 2019 19:44:00 +0000 https://aprireunbar.com/?p=16523 […]]]> Distanze minime fra esercizi commerciali e e le tipologie di licenze bar: questa volta, come Piero Angela, vi invitiamo a visitare un mondo che non esiste più!
Le licenze per l’apertura bar sono, all’estero, di solito legate ai permessi di vendere gli alcolici.

Questa volta scriviamo un post su qualcosa che non esiste più, ma che a quanto pare rimane ricercatissimo!
Certi passaparola sono duri a morire, e nonostante le licenze per l’apertura bar non siano più richieste dal 2006, sono ancora molte le query dei motori di ricerca che riguardano argomenti come il prezzo delle licenze bar, il funzionamento delle licenze per bar di tipo B e perfino la distanza minima fra un bar e l’altro.

Tutto questo, val la pena di ripeterlo, è finito, non c’è più, l’approccio è cambiato anche come filosofia (stiamo parlando sul serio) ma, per provare a chiarire una volta per tutte il concetto, proveremo a parlare del sistema delle licenze come se fossero ancora vive, resuscitate!

La distanza minima fra un locale e l’altro praticamente non esiste, e in molti casi non è mai esistita, nella maggior parte delle nazioni estere.

LA LICENZA BAR DI TIPO B E LE ALTRE LICENZE

Una prima cosa da spiegare e a cosa servivano le licenze. Essenzialmente a tre scopi:

  • Permettere ai Comuni di contingentare, di far aprire solo un determinato numero di locali in una certa area.
  • Garantire ai locali aperti una specie di “area di influenza” permettendo ai locali di aprire solo a determinate distanze l’uno dall’altro.
  • Definire, anche in base al concetto di “area di influenza” di cui dicevamo prima, cosa i locali potevano offrire alla clientela e cosa non.

In pratica, quando si voleva aprire un locale nuovo, non rilevando cioè uno già esistente (di cui avremmo acquisito la licenza, con possibilità e limitazioni) si chiedeva al Comune nel territorio del quale si voleva aprire di rilasciarci “Una licenza di tipo A, B, C o D” e il Comune, dopo le opportune verifiche sul numero di locali di un certo tipo presenti nella determinata zona e distanza fra gli stessi, decideva se rilasciarcela.

Le tipologie di locali erano, nel dettaglio, le seguenti

Licenza somministrazione alimenti e bevande tipologia “A”
Rientravano in questa categoria i locali in cui si consumavano cibi e bevande (ma sopratutto cibi) prevalentemente da seduti. Ad esempio ristoranti, pizzerie, trattorie, tavole calde (che adesso definiremmo bar-punto-pranzo) birrerie che servono cibo, self service e locali simili.

Licenza per l’apertura locali di tipo “B”
In questa categoria i classici bar e gli altri luoghi con somministrazione sopratutto “In piedi”, come pasticcerie, paninoteche da asporto, gelaterie e concetti simili

Licenza somministrazione alimenti e bevande tipo “C”
All’interno di questa categoria trovavamo locali della tipologia “A” e “B”, dove però la somministrazione di cibi e drink avveniva all’interno di attività di intrattenimento. I più classici locali erano le discoteche, i night e le sale da gioco (diciamo slot) ma perfino gli stabilimenti balneari

Licenza per l’apertura locali di tipo “D”
A comporre quest’ultima categoria i locali di tipologia “B” a cui era però preclusa la possibilità di servire bevande alcoliche di qualsiasi tipo.

Licenze di tipo A, B, C o D? Erano legate alle forme di consumo, di intrattenimento e di consumo di alcolici.

QUANTO COSTANO LE LICENZE PER L’APERTURA BAR?

O meglio, quanto costavano?
Niente, a parte alcune piccole spese per la presentazione della domanda, se a rilasciarcele era il Comune.
Il costo della licenza per bar era invece una voce importante se dovevamo acquistarla da un locale già esistente. I costi in questo caso erano legati alla redditività del locale stesso, e di solito partivano dall’idea che la richiesta di acquisto fosse legata, e congrua, al fatturato annuale del locale stesso. In pratica, se volevamo rilevare un bar che fatturava sui 100.000 Euro l’anno, potevamo ragionevolmente pensare che quella sarebbe stata la cifra che ci avrebbero chiesto e sulla quale avremmo trattato.

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Questo tipo di approccio è ancora largamente utilizzato nella compravendita dei locali, anche se i parametri hanno visto allargarsi notevolmente la forbice, in positivo e negativo. Su questo tema abbiamo scritto un reportage completo che speriamo vi sia utile.

LA DISTANZA MINIMA FRA UN BAR E L’ALTRO

Ecco un’altro paletto che il periodo delle liberalizzazioni, intorno al 2006, ha fatto cadere. Fino a quel momento infatti veniva riconosciuta come vincolante una distanza minima fra un esercizio commerciale e l’altro e il Comune non ci avrebbe rilasciato licenza se l’avessimo richiesta per un fondo commerciale troppo vicino ad altri bar o attività ristorative.

Queste distanze minime fra locale e locale non erano fissate con legge nazionale, ma decise a livello comunale e potevano essere diverse da zona a zona: qualche decina di metri in un centro storico o in una via dello shopping, chilometri in aperta campagna.

Chiaro che queste distanze minime erano considerate importantissime dai proprietari dei locali, ed erano maledette da chi voleva entrare sul mercato aprendo un nuovo locale. Difficile dire chi avesse ragione, dipende chiaramente da come la si guarda; quel che è certo che tutto il mondo è andato in questa direzione, basta pensare alle grandi città del Nord Europa, dove ci sono aree e strade in cui è impossibile trovare un cappuccino e altre i cui i locali si ammucchiano uno accanto all’altro.

In questi casi sarà il mercato a decidere, facendo sopravvivere (c’è da credere) i migliori.

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Come arredare un bar con materiale di riciclo https://aprireunbar.com/2019/02/18/come-arredare-un-bar-con-materiale-di-riciclo/ https://aprireunbar.com/2019/02/18/come-arredare-un-bar-con-materiale-di-riciclo/#respond Mon, 18 Feb 2019 16:16:40 +0000 https://aprireunbar.com/?p=16411 […]]]> Badget limitato? ECO Friendly? Ecco delle idee per arredare il vostro locale con materiale di Riciclo!

Per chi ha già un’attività o semplicemente si appresta ad aprirne una, sa benissimo che la scelta dei materiali di un Bar, influirà inevitabilmente sul target della clientela. In altre parole ci si troverà di fronte ad una identità che il titolare cercherà di trasmettere tramite l’arredamento. Che si tratti di badget limitato, filosofia ECO friendly o semplicemente per pura scelta personale, il mondo del materiale di riciclo ci può dare una mano

Volete mettere la soddisfazione di personalizzare secondo i vostri gusti, e perché no, della vostra manualità il vostro locale? Creeremo così un ambiente “Unico” e personale, dove la parola BAR risulterà sicuramente riduttiva!


Vediamo ora alcune idee con materiale di riciclo:
1) A questo punto non possiamo non menzionare la “Vinateria” di Harlem a New York. Ristorante-Bar che nasconde sotto un’aria moderna e tipicamente Newyorkese fatta di lavagne e grafica un riciclo di oggetti vintage. Questo è il risultato che si ottiene utilizzando sapientemente oggetti “vecchi e datati” portati a nuova vita. Il risultato darà l’impressione di qualcosa di “Nuovo”.
In un certo senso, abbiamo ridato una storia ad oggetti magari dimenticati in qualche cantina o mercatino dell’usato, molto di moda in questi tempi!.

“Vinateria” di Harlem a New York.
“Vinateria” di Harlem a New York.


2) Zaporizzya in Ucraina e 70Mq. Queste è stata l’unica formula che ha permesso al Penka Coffe Bar di sviluppare un’idea sul materiale di riciclo e reinterpretazione dei materiali con i nostri cari Pallet di legno!
Chi di noi non ne conosce le indubbie capacità di trasformazione e rielaborazione di questi “scarti” di produzione? Pallet di legno delimitano così anche gli spazi interni accompagnati da cassette e nicchie che
fungono da scaffali. Tocco finale? Un enorme lampadario ricavato da una struttura in metallo saldato dalla quale pendono 21 vasetti di vetro contenenti le lampadine.

Per incuriosirvi ulteriormente vi consigliamo inoltre questo post dove sarà il Cartone il vero protagonista!

Zaporizzya in Ucraina
Zaporizzya in Ucraina

3) Spirito Eco Friendly per Nhero Caffè a Baronissi di Salerno. Anche da noi in Italia il concetto di Riciclo ed Eco Friendly stà lentamente prendendo piede e l’innegabile arte italiana dà vita così a quello che può definirsi il primo bar totalmente realizzato con materiali di riciclo! Elemento dominante è il legno, caratteristico delle botti di vino utilizzate come tavolini e sgabelli. Effetto Eco Friendly e bricolage rendono così le lampadine, che danno luce al locale montate sulle travi di legno, un vero capolavoro.

Nhero Caffè a Baronissi di Salerno.
Nhero Caffè a Baronissi di Salerno.


4) Progetto Riciclo Creativo la sfida del Bar La strega di Fidenza. Immaginate un locale di soli 50mq che grazie ad una filosofia del riciclo concretizza l’essenza del restyling senza modificare la struttura architettonica. Obiettivo più che centrato! Grande protagonista il Pallet di legno in tutte le sue variabili che sostituiscono così complementi d’arredo, tavolini, mensole etc, ma anche dal pannello MDF, prodotto dall’impasto di fibre di legno derivanti da scarti di lavorazione industriale. Il risultato parla da solo. Un ambiente con un aspetto più caldo, innovativo e naturale a costo zero.

Bar La strega di Fidenza.
Bar La strega di Fidenza.

5) Ristorante Eco friendly a Washington DC. Pneumatici alle pareti, mattarelli, vanghe decorative ecuriosità culinarie rendono così una vecchia casa contadina in un eccentrico ristorante dalle tradizioni
agricole ma soprattutto Eco sostenibile. Il risultato della Farmers Fishers Bakers è così un tripudio di materiali semplici recuperati ma con un’occhio rivolto alla riduzione drastica dell’impatto ambientale per la costruzione. Per la filosofia ECO sono stati adottati sensori di movimento per il consumo elettrico, compostaggio giornaliero e trattamento delle acque grigrie. Concludono il tutto la certificazione LEED Gold e arredi e tappezzerie prive di VOC trattate solo con vernici atossiche

 Eco friendly a Washington DC. Pneumatici
Eco friendly a Washington DC. Pneumatici

6) Oggetti industriali è il carattere distintivo del Bar Bite & Go. Deli Cafè. Siamo nel cuore di Kiev dove la matrice industriale trova libero sfogo in questo arredamento sicuramente di impatto tenendo sempre
come obiettivo principale il Riciclo dei materiali. Troviamo così mattoni volutamente a vista, finestre ad arco e colonne di metallo. Scarti di fabbrica per tavoli e lampade ricurve del 1890 impreziosite da vecchi cestini per il ghiaccio. Da sottolineare l’utilizzo di pannelli di frassino rivestiti con cera di petrolio a basso impatto ambientale. L’imprinting industriale è chiaramente riconoscibile.

Ma se volessimo semplicemente delle idee su come decorare un bar? Nessun problema!

Bar Bite & Go. Deli Cafè.
Bar Bite & Go. Deli Cafè.

7) Concludiamo le proposte per il nostro locale con il sempre più richiesto e ricercato Shabby Chic. Di fatto stiamo parlando di un effetto antichizzato voluto per vecchi mobili, fiori secchi, decorazioni country e colori suggestivi che riportano alla mente ambienti tra l’inglese e il provenzale. Non abbiate paura e lasciate che l’abbondanza di complementi riempiano ogni angolo. Per uno stile impeccabile poi colori pastello e legno grezzo daranno all’ambiente quel tocco romantico ed elegante. L’illuminazione? Ovviamente costituita da luci soffuse per un ambiente intimo e più forti per vivacizzare l’ambiente

Shabby Chic
Shabby Chic


A questo punto non ci sono scuse! Abbiamo tutti gli elementi e idee per arredare il nostro locale. Che si segua la filosofia del Riciclo o dell’Eco Friendly, magari abbinati ad un’impronta sul bio e km zero, la
differenza sarà tangibile. Un elemento da non sottovalutare è anche la capacità di gestione di un locale , magari con corsi di formazione specializzati! Largo quindi alla fantasia, e perché no alla nostra creatività e manualità!!

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Porretta Terme – Affitto negozio a 20 m dalla Coop https://aprireunbar.com/2019/02/11/porretta-terme-affitto-negozio-a-20-m-dalla-coop/ https://aprireunbar.com/2019/02/11/porretta-terme-affitto-negozio-a-20-m-dalla-coop/#respond Mon, 11 Feb 2019 08:37:22 +0000 https://aprireunbar.com/?p=16480 […]]]> Negozio in Affitto a Alto Reno Terme – Immobiliare.it
PORRETTA TERME! AFFITTO NEGOZIO A 20 M DALLA COOP!

Il locale però mi sembra particolarmente adatto all’apertura di una Bar. E’ all’interno della galleria coop, ha uno cortile privato e lo stabile è proprio davanti hai giardini pubblici di Porretta Terme.
Il locale è nuovo, ha una metratura di 94 mq commerciali (80 mq calpestabili), la corte privata misura 100 mq commerciali (90 mq calpestabili).

Il fondo commerciale si presta perfettamente ad uso negozio, ufficio, ambulatorio, laboratorio ecc.. Inoltre disponendo di una corte privata di 90
www.immobiliare.it

Canone d’affitto di soli 700 Euro, davvero invitante per una location del genere (in galleria partono tutti dai 1000 Euro in su…).
Sarò lieto di incontrarvi per farvi vedere personalmente il locale, Antonio Biagiotti CELL 333 9332127

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Sicurezza sul Lavoro nei Bar: Normativa sulla Formazione dei Lavoratori https://aprireunbar.com/2019/02/08/sicurezza-sul-lavoro-nei-bar-normativa-sulla-formazione-dei-lavoratori/ https://aprireunbar.com/2019/02/08/sicurezza-sul-lavoro-nei-bar-normativa-sulla-formazione-dei-lavoratori/#respond Fri, 08 Feb 2019 18:02:33 +0000 https://aprireunbar.com/?p=16450 […]]]> Dal corso di sicurezza sul lavoro per bar agli altri adempimenti. Vediamo la guida completa
I corsi sulla sicurezza per i bar vanno a evidenziare elementi di pericolo. Perfino l’acqua bollente per il brewing.

Come abbiamo visto in un nostro precedente articolo relativo alla Legge Antinfortunistica nei Bar, uno dei punti focali è informare e formare i lavoratori sugli eventuali rischi riscontrabili nello svolgimento della loro mansione e su tutte le procedure e le misure di protezione prevenzione da seguire e adottare per evitare incidenti.

Si tratta di un obbligo ben preciso, disciplinato e sancito dal D.Lgs 81 del 2008, noto anche come Testo Unico della Sicurezza.
Oggi basandoci su quanto disposto da tale testo di legge forniremo importanti linee guida per somministrare la formazione e l’informazione ai lavoratori all’interno del bar.

Definizione di Lavoratore per la sicurezza nei bar

Per comprendere meglio a quali soggetti deve essere impartita la formazione, partiamo proprio dalla definizione di lavoratore che da il D.Lgs 81 ovvero colui che “svolge un attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato” indipendentemente dalla tipologia di contratto con cui è assunto.

Di conseguenza questo estende la definizione lavoratore, oltre a chi è in possesso di un contratto da dipendente, anche a

  • lavoratore a progetto;
  • lavoratore interinale;
  • lavoratore a chiamata;
  • tirocinante;
  • apprendista;

ciò significa che, anche per queste tipologie di lavoratore, il titolare del bar (definito Datore di Lavoro nel Testo Unico) dovrà provvedere a somministrare per tempo la formazione e l’informazione.

Cosa si intende per informazione e formazione dei lavoratori?

Per Informazione si intende l’attività di trasmissione di concetti da parte di un soggetto più esperto con lo scopo di fornire al neoassunto le conoscenze per individuare ed evitare i possibili pericoli riscontrabili sul posto di lavoro.

Per Formazione, invece, si intende il processo più complesso di acquisizione delle competenze tecniche necessarie a mettere in atto nel concreto le nozioni apprese dall’informazione, ad esempio utilizzando idonei DPI per ridurre i pericoli, evitando di accedere a certe zone più esposte a rischio.

Corsi di formazione e informazione per lavoratori obbligatori

Cosa serve nei bar per la sicurezza sul lavoro? Lo spiega questa azienda australiana…

La trasmissione di queste conoscenze e competenze è regolamentata dal D.lgs 81 e dall’Accordo tra Stato e Regioni, che sanciscono che essi debbano essere impartiti con corsi di formazione obbligatori da somministrare ai lavoratori massimo entro 60 giorni dall’avvenuta assunzione.

Il programma del corso, i contenuti e la sua durata cambiano in funzione del macrosettore in cui è inquadrata l’attività economica e il conseguente livello di rischio abbinato in base al Codice Ateco.
Nel nostro caso, il bar rientra nella categoria della ristorazione ed è di conseguenza un’attività classificata di rischio basso.

Il corso avrà dunque una durata di 8 ore e sarà diviso in:

  • parte generale di 4 ore;
  • parte sui rischi specifici di 4 ore;

Una volta portato a termine il numero di ore previste, sarà possibile effettuare il test di verifica finale e ottenere l’attestato che sarà valido per 5 anni (anche se in alcune regioni può avere una durata diversa) passati i quali dovrà essere aggiornato con un corso di aggiornamento di 6 ore.

Ricordiamo che secondo la normativa il costo dei corsi di formazione e di aggiornamento deve essere sostenuto dai Datori di Lavoro (contrariamente all’HACCP).

Corsi di sicurezza per lavoratori online: sono validi?

L’Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016 ha stabilito che alcuni corsi di sicurezza sul lavoro sono validi anche se effettuati online in modalità e-learning.
Il corso per lavoratori esposti a basso rischio, idoneo per tutti coloro che lavorano nei bar, è fruibile online nella sua interezza, lo stesso dicasi del corso di aggiornamento.

In questo modo potrete assolvere l’obbligo formativo previsto per i vostri dipendenti in modo rapido e veloce, direttamente da tablet, smartphone o pc connesso a internet, permettendo loro di gestire gli orari e le tempistiche della formazione in totale autonomia, e in maniera compatibile alle esigenze lavorative.

Per ulteriori informazioni sulla formazione e informazione dei lavoratori vi suggeriamo di visionare la nostra fonte: FAQ-Lavoratori.

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Aprire un bar in Finlandia https://aprireunbar.com/2019/02/04/aprire-un-bar-in-finlandia/ https://aprireunbar.com/2019/02/04/aprire-un-bar-in-finlandia/#respond Mon, 04 Feb 2019 15:49:36 +0000 https://aprireunbar.com/?p=16328 […]]]> Burocrazia necessaria e pro e contro da conoscere per chi vuole aprire un’attività in Finlandia, il paese più contento del pianeta (secondo l’Onu)
Puisto, uno dei migliori bar a Tampere

Rompiamo il ghiaccio (è il caso di dirlo!) per chi vuole aprire un’attività all’estero la Finlandia è senza dubbio una nazione interessante. Il World Happiness Report dell’Onu, la classifica annuale dei Paesi più contenti del pianeta ha messo in cima al podio nel 2018 proprio il paese Scandinavo, sottolineando come i finlandesi siano bravi a trasformare la ricchezza in benessere.

Un buon inizio per chi pensa di investire in Finlandia, dobbiamo dirlo. Ma al di là delle classifiche internazionali prima di prendere baracca e burattini (e probabilmente pentole, in questo caso) dobbiamo valutare come il nostro personalissimo indice di felicità si adatti a questo Paese. E non sempre è tutto oro quel che luccica.

Inanzitutto, prima di investire in un’attività all’estero il consiglio è sempre lo stesso: vivere e passare del tempo nella nazione in cui vorremmo trasferirci; prima che una scelta di lavoro sarà una scelta di vita, e la Finlandia, nel grande nord, è una nazione che può innamorare od odiare.

PRO E CONTRO DI TRASFERIRSI IN FINLANDIA

Partiamo dalle buone notizie

  • La Finlandia è l’unica nazione della Scandinavia che è entrata a far parte dell’Unione Europea, infatti la valuta ufficiale del paese è l’Euro. Non avere a che fare con difficili cambi non è un argomento da sottovalutare. Inoltre, in quanto cittadini europei non avremo bisogno di nessun visto particolare per poter entrare nel Paese. 
  • La bellezza della natura incontaminata di questo Paese difficilmente lascia indifferenti. Villaggi che sembrano usciti da una fiaba, foreste con alberi altissimi, acque cristalline, aurora boreale e sole di mezzanotte…
  • Il welfare. La Finlandia è uno dei pochi stati al mondo che può vantare un supporto costante del governo ai propri cittadini per tutta la durata della loro vita. Esiste un sussidio statale per ogni situazione. Da non dimenticare che anche la sanità finlandese è una delle più avanzate del mondo (specialmente nel campo della pediatria).
  • Burocrazia semplice e efficiente. Per fare un esempio: spesso basta mandare una semplice email per ricevere tutte le informazioni richieste, quasi sempre entro 24 – 48 ore, se si vuole aprire un ristorante italiano in Finlandia, e siamo abituati alla nostra burocrazia, è una bella notizia!

Passiamo adesso all’altra faccia della medaglia:

Nelle caffetterie finlandesi (kahvila) il caffè filtro è naturalmente molto popolare!
  • Il clima. Inutile girarci intorno: per chi è cresciuto sotto il caldo sole del clima del Mediterraneo abituarsi a temperature rigidissime (facilmente in inverno si arriva a -30°) e a poche ore di luce non è di certo cosa semplice.
  • Il costo della vita. Beni e servizi in Finlandia sono molto più cari che in Italia. In media circa il 30% in più. Le spese aumentano ulteriormente se si vive nelle grandi città come Helsinki, Espoo e Tampere. Da sapere, a questo proposito, che in Finlandia più del 70% delle proprietà in vendita si trova nella capitale Helsinki, infatti le statistiche evidenziano che la metropoli ha oltre  500mila residenti e si stima che entro il 2030 supereranno 1,5 milioni.
    Certo, gli stipendi medi sono proporzionati al costo della vita (circa 2500 lordi al mese), ma specialmente prima di aprire un bar o un ristorante in Finlandia bisogna rendersi conto delle differenze di prezzo a cui si va incontro. Una banale colazione, per esempio, può arrivare facilmente a costare anche 9 euro. Una pizza margherita? Difficile trovarla a meno di 15 euro.
  • La lingua. Se vogliamo aprire una attività in Finlandia la prima cosa da sapere è il finlandese. L’inglese non basta, nonostante più del 95% della popolazione lo parli perfettamente. Non scoraggiamoci però, perché imparare una lingua come il finlandese, anche se all’inizio appare abbastanza ostico, non è, ci dicono gli insegnanti, un’impresa impossibile. In più ci sono degli ottimi corsi gratuiti organizzati dal governo di Helsinki. Date un’occhiata qui.
I finlandesi amano le pause caffè e i bar sono realtà in costante espansione

LA BUROCRAZIA PER APRIRE UN BAR IN FINLANDIA

Una volta valutato i pro e i contro di un nostro trasferimento, vediamo i passaggi essenziali da fare per il nostro progetto: aprire un’attività in Finlandia.

Anche in Finlandia il progetto parte dalla costituzione di una impresa, di una società o ditta individuale. Il capitale sociale minimo è di 2.500 euro. Nel giro di 24 ore la nostra attività sarà realtà.

Vediamo adesso nel dettaglio i diversi passaggi.

  • Il primo passaggio per aprire un bar in Finlandia parte (sorpresa!) da internet. Basta connettersi al sito del Registro delle Imprese e compilare un apposito modulo dove dovremo inserire i nostri dati e quelli degli eventuali soci con la ripartizione delle quote, il capitale sociale, la sede della società e ovviamente l’oggetto. In Finlandia non ci possono essere aziende con lo stesso nome, quindi sul modulo si inseriscono due alternative.
  • Una volta avvenuta la registrazione sarà necessario recarsi in banca per il versamento della quota capitale. La banca rilascerà la contabile con cui il nostro commercialista in loco potrà autenticare l’avvenuto versamento.
  • Una volta acquisita la documentazione necessaria basterà dunque recarsi all’Ufficio delle Entrate dove in pochi minuti ci sarà rilasciata la partita iva. A questo punto la nostra attività sarà realtà
Johan & Nyström Concept Shop in Helsinki, famoso per mischiare semplicità e fantasia

4 CONSIGLI PER APRIRE UN BAR IN FINLANDIA

Questo dunque il percorso per aprire un’attività in Finlandia, percorso che su molti siti troviamo strutturato con molti dettagli. Facciamo qualche ulteriore considerazione:

  • Perché aprire un bar in Finlandia? I finlandesi sono i maggiori consumatori caffè al mondo con 9.6 kg pro capite (consumo medio 2.64 tazze/al giorno). I lavoratori hanno legalmente diritto ad una pausa caffè, il che fa della Finlandia l’unico Paese al mondo in cui esiste una norma di questo genere. Oltre al record di consumo globale, il mercato caffeicolo registra una crescita costante. Un caffè al bar in Finlandia (per saperne di più leggete qui) è una tradizione quotidiana a cui difficilmente qualcuno rinuncia. Il mercato dunque c’è e non bisogna dimenticare di puntare sempre sulle nostre specificità e caratteristiche perché la Finlandia da sempre dimostra un’ottima apertura al Made in Italy, aprire una caffetteria italiana in Finlandia vorrà quindi dire mettere una vetrina in un paese estremamente ricettivo… Da dire che il livello delle migliori caffetterie può essere molto alto, a livello della third wave, aprite quindi una caffetteria quando siete ben preparati (quindi prendete in considerazione l’idea di iscrivervi a un corso di latte art?).
  • Gli investitori stranieri possono trarre vantaggio dai tassi agevolati promossi dalla Finlandia, tesi principalmente a migliorare la competitività a lungo termine delle piccole e medie imprese.
  • In Finlandia la privacy tra le aziende non esiste! Le informazioni di ogni attività sono facilmente reperibili su internet. Quindi, si può sempre valutare il rischio prima di iniziare un rapporto con un nuovo cliente, consultando il suo feedback.
  • Le tasse sono alte, ma eque. E i servizi ben ripagano di ogni sforzo contributivo. Non solo, relazionarsi con una burocrazia semplice e con uno Stato severo, ma disposto ad aiutarti, può far davvero la differenza. Un esempio? Se una società ha pagato l’Iva mensile due volte senza accorgersene, lo Stato finlandese invia una lettera all’azienda per segnalare l’errore. Con la stessa lettera è possibile recarsi in banca e farsi rimborsare i soldi pagati in eccesso. Subito!

Conviene aprire un bar in Finlandia? A questa domanda non esiste una risposta univoca. Dipende da noi, da cosa vogliamo, dalle nostre competenze (in caso di lacune da non perdere questo post fondamentale su come si prepara un business plan per un bar, oppure il corso di gestione bar), dalle nostre energie. Se siamo dei bravi imprenditori, lo siamo ovunque. Ogni attività ben organizzata se condita da sana passione ha la certezza di raggiungere gli obiettivi sperati. Non dimentichiamocelo e rimbocchiamoci le maniche.

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Vendesi Attività commerciale avviatissima in Germania (Baviera) https://aprireunbar.com/2019/01/31/vendesi-attivita-commerciale-avviatissima-in-germania-baviera/ https://aprireunbar.com/2019/01/31/vendesi-attivita-commerciale-avviatissima-in-germania-baviera/#respond Thu, 31 Jan 2019 20:59:57 +0000 https://aprireunbar.com/?p=16392 […]]]> Per motivi famigliari vendesi Attività commerciale avviatissima in Germania (Baviera) esistente dal 1993 (Arredamento come nuovo, ristrutturato nel 2015.
Il Locale è suddiviso in 3 aree, all´entrata si trova il Bar-Gelateria, a destra e in fondo si trovano le 2 sale ristorante.

Posti interni 130, posti esterni 80/120
Contratto d´affitto fino al 2030 con prolungamento senza problemi.
Il locale si trova in un paese di ca. 15,000 abitanti ed è un locale al 100% italiano.
Ottimi fatturati, grande occasione.

CONTATTI: tel: 0049 1719343814 // p.demartin@demartin.de

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Aprire un Bar con la Flat Tax 2019 o con il Regime dei Minimi https://aprireunbar.com/2019/01/28/aprire-un-bar-con-la-flat-tax-2019-o-con-il-regime-dei-minimi/ https://aprireunbar.com/2019/01/28/aprire-un-bar-con-la-flat-tax-2019-o-con-il-regime-dei-minimi/#respond Mon, 28 Jan 2019 07:58:51 +0000 https://aprireunbar.com/?p=16369 […]]]> Le differenze fra regime dei minimi, forfettario e flat tax per aprire un bar o un ristorante nel 2019. Cerchiamo di fare chiarezza.
Di pagare le tasse negli Stati Uniti lo chiedono anche con i cereali, ma quanto paga di tasse un bar con la flat tax?

Fiscalità, burocrazia e tasse: ecco tre terribili parole per chi vuole aprire una attività, parole che in Italia sembrano ancor più cattive, per una fiscalità un po’ contorta e per un livello di tassazione che rispetto a molte altre nazioni risulta faticosamente elevato.

Queste terribili tre parole e i problemi ed esse collegati sono (almeno a parole) ben chiari anche alla classe politica, che da anni si spreme per trovare soluzioni, più o meno creative e raramente risolutive, a queste tematiche. Le tre soluzioni, le facilitazioni fiscali per giovani che vogliono aprire un bar (e i meno giovani) individuate sono state denominate:

  • Regime forfettario
  • Regime dei Minimi
  • Flat tax (dal 2019)

In questo post proveremo ad esaminare queste tre forme di fiscalità agevolata per chi vuole aprire un locale, e capire quale forma, aggiornata al 2019, è più conveniente.

Chiariamo intanto un concetto: quando si parla di tasse da pagare per aprire una attività commerciale e di fiscalità agevolata parliamo sopratutto delle cosiddette “tasse sull’utile” vale a dire le tasse che si pagano quando, a chiusura di bilancio, si evidenzia un’utile di bilancio, vale a dire sul guadagno, tolte le spese della attività.

Queste “tasse sull’utile” si aggirano, su una normale attività, intorno al 30% (dell’utile appunto) anche se possono variare di alcuni punti percentuali a seconda del tipo di impresa (individuale, società di capitali o di persone etc..) e a seconda di altri parametri.

In pratica, se il fatturato del nostro bar a fine anno è 100, e abbiamo speso 70, avremo un’utile di 30, e su questo pagheremo 9 di tasse sull’utile, mettendo in tasca quindi 21.

Vediamo a questo punto di capire cosa sono e come fanno cambiare la tassazione i sistemi di fiscalità agevolata.

APRIRE UN BAR CON IL REGIME FORFETTARIO

Una precisazione innanzitutto: nella prima parte del 2019 questo regime fiscale è stato di fatto sostituito dalla “Flat tax” ne parliamo quindi solo per completezza di informazione e per chiarire eventuali dubbi. Più avanti in questo post parleremo di come funziona l’apertura di un bar con sistema flat tax.

A questo regime, il forfettario, possono (o potevano) aderire solo attività che, nel caso di bar, locali o comunque ospitalità, avevano un fatturato al di sotto dei 50.000€ (nel caso di un bar aperto sei giorni a settimana, e con una settimana di ferie siamo intorno a 160€ al giorno di fatturato al netto IVA).

Da questo regime si può entrare ed uscire, in pratica se il nostro fatturato scende per un’anno sotto i fatidici 50.000€ è possibile chiedere di passare, l’anno successivo, al regime forfettario, così come, superandolo, l’anno dopo saremo chiamati a passare alla fiscalità ordinaria.

Usando questo regime l’attività è esentata dal calcolo di IVA, IRPEF e dai cosiddetti “studi di settore per i bar” in quanto tutti i costi vengono calcolati “a forfait “ e viene dato un “indice di redditività per bar” vale a dire un calcolo medio di quanto sono gli utili per una certa categoria di impresa. L’indice di redditività di bar, pizzerie, gelaterie, alberghi e simili è del 40%

Esempio di tasse per un bar aperto con regime forfettario

Aprire un bar con il regime dei minimi è molto difficile, il fatturato massimo ammesso è infatti bassissimo…

Anche se questo sistema è praticamente scomparso proviamo a fare un’esempio riguardante la nostra categoria:

  1. Il bar di Antonio realizza un fatturato di 48.000€ , con un incasso come prima non si può dire che sia in buonissime acque, ma può accedere al regime forfettario.
  2. I costi complessivi della attività (alimenti, utenze, affitto etc.) ammontano a 25.600€, oltre a 2.700€ di Contributi Inps, ma questi costi non ci interessano, proprio perché calcolati in maniera statistica, media, a forfait.
  3. A questo punto verrà calcolato il 40% del proprio fatturato (quindi il probabile utile) 48.000 x 40% = Euro 19.200.
  4. Su questa cifra toglieremo i contributi INPS e avremo il reddito su cui sarà applicata la tassazione del 15% (19.200-2.700= 16.500×15%= 2.475€ di tasse da pagare).

Detto di questo esempio, è necessario anche dire che condizioni fondamentali per accedere e per rimanere nel regime forfettario sono la necessità di non acquistare beni strumentali (macchine, software, arredamenti etc.) per più di 20.000€, e di non avere dipendenti.

Facile Capire come sia molto difficile accedere al regime di tassazione forfettario per un bar. 50.000€ di fatturato sono infatti decisamente pochi per la maggior parte dei locali (la maggior parte delle volte si fa la fame) e è molto difficile aprire una attività con un limite di acquisto di beni di 20.000€ (limite che peraltro comprende anche i comodati di uso…).

APRIRE UN BAR CON IL REGIME DEI MINIMI

Regime ancora in uso nel 2019, ma decisamente difficile da utilizzare per un locale, è quello dei minimi.
Per accedervi il fatturato deve essere inferiore a 30.000€ annui. Questo regime può essere utilizzato solo per 5 anni e chi vi accede deve avere meno di 35 anni o più di 55. Fra le altre limitazioni: non si possono avere dipendenti, non si può essere soci in altre attività e (anche se questo per i bar è un problema relativo) non si può fare export.
Come nel caso della flat tax, che vedremo fra poco, la tassazione sull’utile sarà al 15%.

APRIRE UN BAR CON LA FLAT TAX

Aprire un bar con il regime flat tax di Salvini può esser vantaggioso, ma le uscite che un bar ha in bilancio sconsiglia spesso questa scelta.

Eccoci all’ultimo nato nel mondo della fiscalità, nel 2019. Come i giornali ci hanno spesso ricordato vuol dire tassa piatta e dovrebbe richiamare l’idea di una tassa facile e comprensibile.

Rispetto al regime forfettario alza il fatturato massimo sotto cui bisogna collocarsi: 50.000 a 65.000€ ( dal 2020 si parla anche di una aliquota al 20% per fatturati sotto i 100.000€) per cui l’incasso netto del nostro bar tipo aperto 300 giorni all’anno sale a 215€ circa, un po’ più vicino alle medie dei bar “dell’angolo” che vanno da 300 a 350€ al giorno.
Anche qui, come nel caso del regime forfettario si eviteranno incombenze come il calcolo di IRAP, IRPEF, IVA e studi di settore.

Per il calcolo delle tasse di un bar con la flat tax dovremmo prendere il fatturato netto annuo, moltiplicarlo (come nel caso del regime forfettario) per 40% (coefficiente ATECO della ristorazione) e sottrarre l’eventuale INPS. Il rimanente andrà moltiplicato per il 15%, la tassazione che pagheremo.

Esempio di tasse per un bar con flat tax

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Per tornare all’esempio precedente, possiamo dire che il bar di Antonio nel 2019 è cresciuto, fino ad un 63.000€ , accederà quindi, con il supporto del suo commercialista, alla flat tax, vediamo, a questo punto quanto paga di tasse con il suo bar.

  • Anche i costi della sua attività sono cresciuti, e ammontano ora a 34.200€, oltre a 2.700€ di Contributi Inps, ma anche in questo caso non ci interessano.
  • A questo punto verrà calcolato il 40% del proprio fatturato (quindi il probabile utile dedotto dal consueto codice ATECO) 63.000 x 40% = Euro 25.200.
  • Anche adesso su questa cifra toglieremo i contributi INPS e avremo il reddito su cui sarà applicata la tassazione del 15% (25.200-2.700= 22.500×15%= 3.375€ di tasse da pagare).

Anche se appare decisamente conveniente, è necessario pensare che utilizzando la flat tax perderemo alcune detrazioni altrimenti possibili a livello personale, come per esempio quella di un mutuo sulla casa, le spese di eventuali lavori di ristrutturazione o la detrazione dovuta ad una eventuale polizza assicurativa.

Anche nel caso delle Flat Tax, come per il regime forfettario, l’attività per cui si chiede l’adesione al regime fiscale agevolato deve essere la nostra unica attività e non devo essere riconducibile a vecchia attività come dipendente o proprietario; non si può quindi chiudere una attività per aprirne un’altra solo per rientrare nel regime agevolato.

Conclusione

I regimi agevolati sono, a parere dei commercialisti, molto buoni per professionisti e start up, molto meno per attività come la ristorazione che spesso hanno in realtà utili molto più bassi del 40%, e che spesso hanno bisogno di personale. Insomma, non è ancora, per la nostra categoria, la soluzione perfetta.

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