Ma andiamo con ordine. Parma, con tutta l’Emilia, ha recepito rapidamente le liberalizzazioni Bersani. Queste, insieme alla recente sentenza del consiglio di stato che di fatto scollega l’apertura dei locali dal sistema di contingentamento e compravendita delle licenze, hanno fatto si che al momento nulla regolamenti l’apertura di nuovi locali.
È intenzione sostituire il sistema delle licenze con uno più attuale e più premiante per la qualità, come quello dei punti di merito, ma il ritardo nella strutturazione di queste nuove norme sta creando un vuoto legislativo pericoloso per il mercato stesso
Altro capitolo è quello inerente il REC, o meglio l’ex REC, il SAB (somministrazione alimenti e bevande) . A parte la sigla, le differenze con il REC sono relativamente marginali. Anche in questo caso deve avere questo titolo almeno un socio e il SAB si può ottenere automaticamente se si è frequentato la scuola alberghiera o si è lavorato per almeno due anni nel settore. Infine non si può prenderlo per corrispondenza. Di diverso rispetto al vecchio REC la durata più breve del corso (100 ore) e il fatto che sia legato al sistema HACCP. Infatti con il corso SAB si ottiene anche il diploma di formazione HACCP.
Quest’ultimo in Emilia è diviso in HACCP semplificato per le aziende a basso rischio (normali caffetterie) e HACCP strutturato per le aziende con punti di rischio più alti (pasticcerie, ristoranti…).
Queste informazioni, che speriamo di aver trasmesso nella maniera più corretta, sono state fornite dal Dottor Stefano Cantoni della Confesercenti di Parma.
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