
Il nostro progetto è aprire un bar, un locale; però, facendo due conti, ci rendiamo conto che i nostri fondi, i soldi che abbiamo da parte non basteranno per finanziare il progetto. Niente di strano, da che mondo è mondo gli imprenditori (e chi apre un bar è un imprenditore) hanno a che fare con prestiti, presentazioni di business plan, ricerca di bandi d’investimento, colloqui con direttori di banca, cambializazioni, ricerca di finanziamenti eccetera. Insomma: se la domanda è come trovare soldi per aprire un bar consoliamoci, chiunque fa business di solito ha bisogno di soldi, sia perché non li ha, sia perché (almeno in parte) non vuole lavorare con i propri capitali. Quindi cerca soldi per finanziare le proprie idee.
Idee appunto, perché siccome siamo a fare business e non a smuovere buon cuore, se vogliamo farci dare soldi dovremo mettere sul piatto qualcosa di appetibile: capacità di business, ottime idee appunto (di idee soltanto buone ce ne sono già anche troppe) e ottima capacità comunicativa. Ne abbiamo? Se sì, è il momento di cominciare a vedere come aprire un bar senza soldi (e su come usare al meglio i soldi che ci faremo dare)…
Pare strano, ma lo Stato, le regioni e perfino la Comunità Europea (oltre ad altri enti) riversano parte delle tasse che paghiamo sul territorio e sul supporto alle imprese. Per trovare soldi per aprire un bar con i bandi pubblici cominciamo con il dire che periodicamente escono bandi di finanziamento dedicati a varie categorie di persone, a vari contesti e vari progetti. Per esempio, andando a frugare su portali come Contributiregione.it potremmo trovare un bando di finanziamento (è solo un esempio! Non cercate questo bando) per giovani sotto i 28 anni della regione Basilicata, in cui vengono messi a disposizione 40.000€ per i costi di ristrutturazione e arredamento di una attività legata alla ospitalità e incentrata sui prodotti del territorio.
Per aprire un bar con finanziamenti agevolati dovremo quindi frugare fra i vari bandi fino a trovare quello che al caso nostro, in certi casi perfino modificando il nostro progetto per rientrare nei parametri richiesti dal bando. Attenti anche alle date di scadenza dei bandi, cercando magari agevolazioni per aprire un bar 2019.
In caso che il nostro progetto rientri più o meno nei parametri richiesti dovremo fare domanda di finanziamento, di solito corredandola di Business plan (scopri qui come scrivere un business plan per bar, anche in PDF) a quel punto avremo risposta affermativa o negativa in tempi abbastanza brevi (leggi un mese o due) e, se la risposta sarà positiva, verremo affiancati da un tutor, che ci seguirà nel percorso di istruzione della pratica. Spesso un titolo di vantaggio è la giovane età, che spesso viene premiata in questi bandi, e una buona chiave di ricerca potrebbe quindi diventare aprire un bar finanziamenti per giovani 2019.
I finanziamenti veri e propri arriveranno poi dopo diverso tempo (anche un anno) e comunque solo dopo che avremmo ottemperato ad alcuni passaggi (per esempio creazione della partita IVA aziendale. E nel frattempo? Mentre aspetto i soldi del fondo agevolato? Quello che di solito perfino i tutor consigliano di fare e di trovare i soldi per aprire un bar chiedendo in banca; a quel punto infatti saremo forti del progetto approvato dal fondo di finanziamento, e la banca sarà più disponibile a prestarci soldi, che gli restituiremo una volta avuto il finanziamento.

Gli enti di garanzia o Confidi, cioè consorzi di fiducia, sono enti, di solito posti all’interno di strutture di sindacato come Confesercenti, Confcommercio e associazioni artigiane che svolgono una funzione di ponte, di intermediazione tra le imprese e le banche.
Diciamo che mentre le banche decidono di finanziare un progetto o meno su modelli di rating soprattutto statistico e basato sulla persona che richiede il finanziamento (quindi per avere accesso ad un finanziamento dovremmo dare garanzie e rientrare in un “normotipo” finanziabile) i Confidi lavorano su parametri di conoscenza più diretta dell’impresa, diciamo che finanziano, un pochino di più, l’idea e la sua realizzabilità.
L’iter per aprire un locale con un finanziamento tramite Confidi parte dal presentare un business plan ad uno di questi enti (mentre parliamo risultano operanti circa 400 uffici Confidi in Italia). A quel punto il Confidi, se lo ritiene opportuno, garantirà il progetto ad una banca di riferimento, per una percentuale che può variare dal 5 al 100%. In alcuni casi per questo servizio pagheremo a Confidi una certa cifra fissa, e più spesso pagheremo invece una percentuale.
Per trovare i confidi in Italia vi consigliamo di spulciare la rete, alcuni potrebbero operare meglio nella vostra regione.
Voglio aprire un bar e non ho i soldi? Niente di male, chiediamoli alla folla, questo significa, in inglese, crowdfunding. Nome inglese e concetto molto inglese, ma con diversi esempi di successo perfino qui da noi.
Partiamo con il dire che per aprire un locale con il crowdfunding dovremo convincere a finanziarci coloro che (speriamo) diventeranno i nostri clienti, perché saranno anche i nostri finanziatori. Nostro importante lavoro sarà convincerli a regalarci/prestarci piccole cifre che moltiplicate per una folla di finanziatori ci permetteranno di dare una base monetaria forte al nostro progetto.
I passaggi da seguire saranno i seguenti:
Appunto, ma come il nostro progetto farà bene ai finanziatori? il mondo del crowdfunding distingue, in questo, due categorie distinte:

Un’altra forma classica di finanziamento per i locali, anzi, forse la più classica quando si parla di bar, è quella che passa per le aziende partner, le aziende fornitrici del locale stesso. Stiamo parlando soprattutto delle aziende di caffè, le torrefazioni, ma anche, in alcuni casi, delle aziende della birra se cerchiamo finanziamenti per aprire un pub o un locale serale, e persino aziende di gelati, se l’idea è aprire un chiosco sulla spiaggia.
Per capire come funzionano i finanziamenti tramite le torrefazioni cominciamo con il dire che queste ultime stabiliscono di solito un prezzo “con e senza macchinari” in pratica un prezzo comprendente anche una quota (mediamente 4 o 5€) che andrà ad ammortizzare, in un certo arco di tempo, gli investimenti che la torrefazione farà in attrezzature o in capitali per il bar.
A quel punto il barista, se decide di avere i macchinari dalla torrefazione (ma a volte l’opzione non gli viene nemmeno presentata) acquisterà il caffè con il prezzo comprendente il costo delle attrezzature; in pratica è come se avesse un “prestito” iniziale per comprare le macchine, prestito che poi restituirà un po’ alla volta sul prezzo del caffè.
Con questo meccanismo il barista difficilmente avrà più di qualche migliaio di euro, ma c’è da dire che alcune torrefazioni agiscono come vere e proprie “centrali di finanziamento “ con tanto di cambializzazioni. Se siete a caccia di questo tipo di finanziamento andate semplicemente a parlare con le torrefazioni della vostra zona, vi accoglieranno, nella maggior parte dei casi, a braccia aperte.

Abbiamo spesso detto che un bar, un locale può essere un “allargamento dell’anima” dove noi mettiamo la nostra passione, le nostre passioni (al plurale) il nostro gusto, le nostre specialità, la nostra musica, la nostra arte, insomma, sarà un po’ come se invitassimo i clienti a casa nostra.
Beh, forse anche Cristiano Ronaldo vuole “allargare la sua anima” mettendola in un locale, ma certamente non ha né tempo né voglia per gestire il locale: ecco quindi che noi potremmo aprire un bar senza soldi nostri usando quelli del calciatore, dell’attore, del dentista o del personaggio danaroso, che diventerà il nostro “socio di capitale”. Il locale probabilmente parlerà “anche della sua anima, ma noi godremo, con la clientela, dei suoi amici e della sua popolarità.
Detto così sembra un po’ ridicolo (che, Cristiano Ronaldo finanzia me?) ma se indagate un po’ vi renderete conto di quanti personaggi più o meno famosi sono proprietari anche di locali che non gestiscono direttamente, da di cui sono soci…
Si bello, ma io di calciatori e di personaggi ricchi non ne conosco, a chi propongo la mia bella idea? Le figure dei soci di capitale sono anche istituzionalizzate, e vengo definite business angels, gli angeli del business, pronti a sovvenzionare le idee davvero buone! Esistono diverse associazioni di business angels, anche in questo caso consigliamo di frugare la rete e proporre la propria idea…
Sì, capiamo bene che è un “non consiglio” ma, nella nostra esperienza, è il consiglio più prezioso quello più sicuro e che fa più affidamento su noi stessi.
Sicuramente abbiamo in mente il nostro locale ideale con uno stile, un’immagine, una eleganza che sentiamo nostra. Bene, partiamo da questa immagine, da questa sensazione che vogliamo dare e pensiamo a come possiamo ottenerla, a come possiamo renderla ai nostri clienti con i costi più bassi.
Insomma, raramente in un locale è l’immagine a fare la vera differenza, a farla saranno qualità, simpatia, passione e cura del cliente. I soldi non fanno mai, e dico mai, la differenza!
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Aprire un ristorante con il crowdfunding senza finanziamenti in banca, come? Immagine dal sito associazionenazionalebusinessdesigner.it
Molti di voi avranno certamente già sentito parlare di crowdfunding, un termine inglese che identifica il finanziamento dal basso, molto probabilmente come mezzo di prevendita o come strumento per raccolte a scopi benefici. Il crowdfunding può essere anche un modo per trovare fondi per aprire un bar senza mutui e finanziamenti bancari; molti di voi poi avranno anche già letto il nostro lungo reportage sull’argomento, che trovate qui, torniamo però qui sull’argomento, per un post inviatoci dal gruppo WeAreStarting, che con il crowdfunding sta portando avanti un bel progetto legato al food, leggiamolo insieme.
Il crowdfunding si sta diffondendo come modalità per finanziare attività economiche. In cambio del proprio contributo economico, i finanziatori possono ricevere un interesse oppure diventare soci della società. Per raccogliere questi capitali dai soci, le imprese si affidano a portali autorizzati che pubblicano le schede delle società, raccolgono gli ordini dei sottoscrittori e verificano i versamenti.
L’Italia è stato il primo Paese al mondo a dotarsi, nel 2013, di un regolamento per l’equity crowdfunding, ovvero la tipologia di crowdfunding che permette agli investitori (da quello professionale al piccolo risparmiatore) di diventare soci attraverso una modalità interamente online. Non se ne è sentito molto parlare, perché inizialmente lo strumento è stato accessibile, per un lungo periodo di sperimentazione, solo alle imprese che riuscivano a qualificarsi come startup innovative, società ad elevato contenuto tecnologico. Più tardi è arrivata l’estensione ad altre tipologie di società e finalmente dal 3 gennaio 2018 è arrivata l’attesa apertura a tutte le piccole e medie imprese, che permette di lanciare una campagna per ricercare soci per una srl anche in assenza di qualsiasi requisito tecnologico, come nel caso di aprire un bar o di aprire un ristorante.
La raccolta a favore di realtà tradizionali è già molto diffusa all’estero. Si pensi che nel Regno Unito l’equity crowdfunding permette alle imprese locali di raccogliere centinaia di milioni all’anno e che lì il settore food&beverage pesa per il 10% circa delle cifre raccolte sui portali principali, con una presenza importante di catene di locali.
Il caso più significativo in questo settore è certamente quello del birrificio scozzese Brewdog, che, grazie a cinque campagne di equity, ha raccolto l’impressionante cifra di oltre 56 milioni di sterline coinvolgendo più di 78 mila investitori in meno di dieci anni, arrivando ad aprire 46 locali in varie parti del mondo. Nel frattempo, i primi investitori hanno visto il valore delle proprie quote crescere di 28 volte.

Le birre di Brewdog, il birrificio aperto grazie al crowdfunding
Come è facile intuire, non si tratta solo di soldi: le persone investono anche per sentirsi parte di un progetto e si crea un legame speciale tra le società e gli investitori, che spesso coincidono con gli investitori più affezionati, anche perché spesso le società scelgono di attribuire sconti e benefici per ricompensare le persone che hanno creduto in loro.

Il menù del Queen Makeda pub, il locale aperto grazie al Crowdfunding.
Tornando all’Italia, siamo ancora agli inizi di questo approccio molto giovane per aprire un bar senza soldi o con pochi soldi, e sono state lanciate solo cinque raccolte su PMI (piccole medie imprese) non innovative finora. Si è però già registrato il primo caso di raccolta lanciata da un locale. Si tratta della società che gestisce il Grand Pub Queen Makeda di Roma, che ha lanciato sul portale WeAreStarting.it una campagna di crowdfunding per coinvolgere decine di investitori e raccogliere il capitale necessario per aprire un locale gemello a Milano.
Alcuni operatori del settore dell’equity crowdfunding italiano hanno in previsione di spingere l’acceleratore sul finanziamento di attività dell’economia reale e non mancheranno i casi di locali che effettueranno una “mini-quotazione”.
Ovviamente raccogliere capitale online non è semplice e serve una proposta convincente, che includa un business plan, un team e una comunicazione in grado di convincere gli investitori a sostenere il progetto in questione. Inizialmente è facile attendersi che, salvo eccezioni, sarà più facile la raccolta per le realtà già esistenti che per le nuove aperture. Si tratta comunque di un promettente nuovo strumento in più a disposizione dei tanti piccoli imprenditori, ora aperto anche ai proprietari di bar e locali.
Per maggiori informazioni:
WeAreStarting
WeAreStarting S.r.l. è il gestore dell’omonimo portale di investimento in PMI e Startup autorizzato CONSOB dal 2014 (delibera n. 19082). Nel 2017 vince la ING Challenge (contest del gruppo ING e di H-FARM) e si classifica tra i 5 finalisti della Fintech Lombardia Competition indetta da Regione Lombardia. WeAreStarting.it è l’unico portale italiano realizzato con la Fintech canadese Katipult, società IT tra i leader mondiali nella fornitura di software per l’investment crowdfunding.
S.r.l., Ufficio Stampa
(+39) 035 38.33.124
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Il team del Queen Makeda pub