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Vendesi furgone per lo street food
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Un food truck incastrato in un locale, una idea innovativa!
Abbiamo già parlato molte volte (anche con questa guida completa su come aprire una attività di street food) e certo non ce ne siamo accorti solo noi, del successo dello street food, il cibo da strada proposto in furgoni, spesso all’interno di mercati o eventi dedicati.
Abbiamo avuto occasione di dire, come questo successo non sia legato ai costi più bassi di apertura rispetto ad un locale “normale” costruire questi furgoni infatti non costa poco, come abbiamo visto in questo post appunto dedicato a come si costruisce un food truck, un camion del cibo, letteralmente.
Il successo di questo modello è semmai da cercare nella possibilità di andare “a caccia della clientela” potendo aprire in contesti dedicati e di sempre maggior successo, o addirittura spostandoci (vi ricordate il caso di Pizza e Mortazza?) nei vari punti della città a seconda dei momenti della giornata e dei flussi di pubblico.
Questo modello sembra al momento anche aver successo perché solletica sensazioni di tendenza:
Sarà per questo che alcuni imprenditori fiorentini hanno creato un format curioso, inserendo un food truck, letteralmente un camion, un furgone chiosco per la preparazione e la vendita di cibo. all’interno, incastrato in un negozio.
In realtà il furgone non esiste, è solo disegnato all’interno del negozio, costituendone il bancone, ma in una zona come questa (San Pierino) abbastanza di movida, frequentata da ragazzi (tantissimi gli studenti stranieri che studiano a Firenze) e storicamente abbastanza “street” un concept come questo coglie il segno.
Cosa viene servito nel “food truck statico”? Fate conto che in realtà il negozio/furgone è collegato ad un “locale madre” uno storico pub Fiorentino, e ne sfrutta magazzini e cucina. La birra la fa quindi da padrone, assieme al cibo da pub, che sa essere anche molto street, appunto!

Due bidoni fucsia per reggere il tavolo di servizio, molto street!
Unico, affascinante, in bilico fra il folklore, la religione, la suggestione. Il reggae, come musica, look e stile di vista, esercita da sempre una grande suggestione, a volte divertita, a volte emozionante.
Di questo mondo fa parte la persona che abbiamo potuto intervistare oggi durante un corso di tostatura del caffè. Claudio Cristin viene dal mondo del caffè Equo e Solidale, e questo suo impegno lo ha declinato nel tempo verso un altro mondo che con l’impegno sociale ha molto a che fare: quello degli eventi reggae.
Lo fa proponendo, in queste feste, caffè giamaicano di alto livello che, peraltro, si tosta da solo.
Scopriamo, in questa intervista, questo mondo particolare.
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Come concetto non è affatto nuovo, anzi, il cibo da strada, più o meno ambulante, più o meno attrezzato, è davvero il secondo mestiere più vecchio del mondo (anche il mestiere più antico del mondo è relato alla strada…) recentemente però ha cambiato nome, e quando un concetto comincia a definirsi in inglese (saremo noi italiani?) di solito comincia ad essere percepito come più figo, più carico di significati, di etica, insomma di riscoperta. Stiamo parlando dello street food, del cibo servito e spesso cucinato per strada; un concetto che negli ultimi tempi si è riscoperto, passando dal camioncino ambulante che serviva infimi panini al mercato ad un nuovo approccio, fatto di furgoni creativi, prodotti del territorio, itinerari tracciati con i social e sfrenati festival che attraggono più di quello di Sanremo.
Ma come si entra in questo mondo? Come si apre uno street food e quali sono le buone idee per farlo funzionare?
COSA SERVE PER APRIRE UNO STREET FOOD
In diversi post abbiamo descritto cosa serve per aprire una attività di chiosco ambulante, perfino un chiringuito ambulante e perfino una caffetteria ambulante in Sud Africa. Le regole per aprire una attività di street food sono le stesse.
IDEE E STRATEGIE PER LO STREET FOOD
Nell’autunno scorso abbiamo avuto modo di visitare a Firenze un evento che in realtà, nato a Milano, si svolge ormai in diverse città italiane; potete cercare la location del prossimo appuntamento digitando in rete “Foodtruck festival”.
Si tratta di una vetrina dei vari concept, dei vari marchi di street food italiano. Inutile dire che è una vetrina molto interessante, che permette di avere un quadro generale delle tendenze e delle idee di successo in questo settore, vetrina resa ancora più interessante dal fatto che molti marchi proposti sono dei franchising di street food, e possono quindi rappresentare uno spunto o un trampolino per la nostra futura attività.
Inutile dire che questo evento è una vetrina interessante anche per la nostra golosità, visto che, con la scusa di capire bene il concetto, si passa da una pizza napoletana ad un bel frittino di pesce fino all’hamburger di fassona piemontese…
Le tendenze che abbiamo potuto osservare in questa vetrina, quelle su cui sembrano polarizzarsi i modelli di successo sono:
P.S. nel nostro corso full immersion di apertura e marketing di bar e locali dedichiamo sempre una sezione a requisiti, costi e idee dello street food. Trovate il programma della giornata in questa pagina.
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Di sicuro non ci arriviamo per primi, di Pizza & Mortazza ne hanno già parlato in mille, ma per il milleuniesimo che ancora non lo conosce due parole per descrivere questo concept, che possiamo solo definire divertentissimo, dobbiamo assolutamente spenderle.
Pizza (in realtà in molte parti d’Italia, Toscana compresa, si chiamerebbe focaccia o schiacciata) e mortazza (per il resto del mondo mortadella Bologna) è la più classica merenda/street food dei romani. alcuni anni fa imprenditori decisamente vispi hanno dipinto un apino (sì, quelli Piaggio) di rosa a pois bianchi, i colori della mortazza, e ci ha caricato sopra una affettatrice, pizza, mortadella e un sacco di energie; ed è partito. Partito a servire questo panino supergustoso a tutta Roma, muovendosi ogni giorno in una zona diversa dell’urbe.
Se altre belle info potete trovarle sul loro sito, su cui non possiamo saltare chicche come la descrizione degli ingredienti dell’acqua (2 atomi di Idrogeno, uno di Ossigeno. Legame covalente) e naturalmente quella della loro ricetta di punta, ci siamo però presi il compito,in questo post, di parlare del loro modello di marketing.
Pizza & Mortazza è una attività ambulante, si sposta in giro per la città cercando aree dove ci siano persone a caccia di una pausa pranzo o di uno spuntino goloso. Può farlo in base alle normative sul commercio ambulante su base comunale, che di solito permette di non sostare più di due ore nello stesso luogo (e spesso non permette l’accesso al centro storico o dove c’è una elevata densità di bar). A queste normative avevamo già dedicato questo post che partiva da come deve essere costruito un chiosco, come paninoteca o creperia, mobile.
La possibilità di potersi muovere per intercettare i flussi di clienti è naturalmente un valore aggiunto
molto importante, ma pone una difficoltà: farsi trovare. In questo senso i nostri amici di Pizza & Mortazza hanno saputo interpretare al meglio le nuove prospettitive aperte da internet e dal mondo dei social. I post sulla loro pagina Facebook sono degli aggiornamenti nel vero senso della parola, nel senso che avvertono sul dove il giorno dopo saranno presenti gli apini rosa/bianco (quasi sempre davanti a grandi aziende, con centinaia di impiegati affamati, ma anche nel back di grandi eventi sportivi) e una pagina del loro sito riporta una mappa che li geolocalizza.
In una piccola ricerchina su internet non abbiamo trovato altri esempi simili, ma sicuramente i nostri lettori ne avranno da segnalarci, e da imitare!
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