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APRIRE UN BAR CAFFETTERIA AD HONG KONG

Una delle città più frenetiche e dinamiche del mondo: come aprire un locale a Hong Kong, fra affitti astronomici e burocrazia antica…

 

La verticalissima veduta della città di Hong Kong.

La verticalissima veduta della città di Hong Kong.

Ammettiamo che non è in testa alle località in cui vorrebbe trasferirsi chi vuol vivere tranquillo e sereno, Hong Kong però, anche se è davvero (ci siamo stati, possiamo garantirlo) uno dei luoghi più frenetici e convulsi del pianeta, è anche una città di grande opportunità e di un dinamismo commerciale senza paragoni.

Se questo è davvero utile a chi vuol lavorare come dipendente e trovare un’ “ascensore sociale” davvero velocissimo, cioè quel meccanismo virtuoso (e davvero poco italiano) che permette ai giovani abili e determinati di poter fare una rapida e dinamica carriera (abbiamo incontrato chef e Food & Beverage manager di trent’anni scarsi che guadagnavano gran belle cifre) può essere una bella opportunità anche per chi vuole intraprendere una buona attività, in un mercato così dinamico e in una città così cosmopolita c’è spazio davvero per ogni buona idea!

A raccontarci come si apre un bar caffetteria ad Hong Kong ci pensano Wai e Sun, i proprietari di “My little coffee” un minuscolo ma piacevole negozio di caffè ad Hong Kong, capace di andare talmente bene da permettergli di aprire, recentemente, un piccolo coffee shop, una caffetteria.

Abbiamo rimarcato un paio di volte il fatto che i loro locali, entrambi, sono piccoli; e piccolo, ad Hong Kong, è la

La caffetteria "My little coffee" di Hong kong.

La caffetteria “My little coffee” di Hong kong.

parola d’ordine, visto che tutti i fondi commerciali e perfino gli appartamenti sono minuscoli (dimensione media degli appartamenti: 34mq).
Piccoli e costosi. Secondo Wai (lei) e Sun (lui) il vero unico grande problema per una caffetteria ad Hong Kong sono i costi degli affitti, che arrivano e superano facilmente i 10.000€ al mese anche per piccole locazioni, ma che possono arrivare a superare i 30.000€ mensili per location più grandi o nel “business district”.

Se i costi degli affitti sono tali da far venire i pensieri anche ai più spregiudicati fra gli imprenditori, Sun e Wai ci mettono in guardia anche contro la burocrazia, che definiscono come un po’ ottusa (ah, allora in Italia non siamo soli!). In pratica, ci raccontano, le licenze per somministrare cibo e bevande ad Hong Kong vengono concesse con regolamenti degli anni ’60, totalmente non in linea con la situazione attuale. Ad essere messo sotto accusa, anche in questo caso, sono le dimensioni che nei tempi andati erano meno costrette; ma adesso come è possibile dotare una caffetteria di due bagni, quando si hanno a disposizione trenta metri?

Il salario dei dipendenti sembra essere in linea con quello italiano; lo stipendio di un cameriere o di un barista è infatti intorno ai 1200€ al mese per un full time di base, ma l’impressione è che la traduzione non ci permette di capire il costo globale, tasse incluse, per un dipendente. L’impressione è che sia più basso che in Italia.

Una volta aperto, Wai e Sun ci confermano che il mercato offre belle possibilità, con consumatori interessati ed aperti alle novità del mercato, non per niente sono venuti a fare alla nostra scuola un corso di tostatura e miscelazione del caffè (di cui trovate date e programma su questa pagina) e un corso di latte art, che sembra sia assolutamente indispensabile per un barista ad Hong Kong (trovate qui anche il corso sui cappuccini decorati…).

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