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Cos’è e come si Usa uno Shaker Continentale per Barman

Ci sono molti siti specializzati in barman e miscelazione, ma fa pur sempre parte anche del mondo di barman di base. Andiamo a vedere cos’è e come si usa uno shaker, il più classico strumento per la miscelazione dei cocktail.

 

Il barman Simone Caporale dal sito newsbartenders.it

Il barman Simone Caporale dal sito newsbartenders.it

Shaker Cobbler, Shaker tradizionale, Shaker tre pezzi o Shaker Continentale. Tre diversi nomi che identificano lo shaker, che rappresenta il simbolo della professione del Barman.
I migliori Shaker sono in acciaio Inox e in Titanio (rari e costosi). La qualità di uno shaker Cobbler la si denota dalle forme e molto spesso dal peso.

Le forme devono essere morbide e lineari (senza particolari lavorazioni interne o esterne) per permettere una buona rotazione del ghiaccio durante la “shakerata”.
Il peso (ad eccezione del Titanio) identifica con precisione la qualità del materiale con cui è stato realizzato. Uno shaker cobbler di poco valore apparirà come leggero e di conseguenza facilmente deformabile.

La qualità dei materiali
La qualità degli acciai con cui vengono prodotti gli Shaker Tradizionali la si può capire osservando alcuni particolari: lucidità dell’acciaio: i migliori sono in acciaio lucido specchiato.
Verniciature: molti shaker vengono verniciati in varie colorazioni. La vernice, nella maggior parte dei casi, ha il compito di “mascherare” la qualità dell’acciaio rendendo il prodotto più bello esteticamente. La verniciatura ottimale deve essere esterna e non interna allo shaker. Lo Shaker, come il Jigger o Misurino, durante il lavoro può andare a contatto diretto con l’alcool. Il contatto prolungato tra vernice ed un solvente (alcool) potrebbe portare la vernice a sciogliersi. Gli Shaker, per rispettare le norme sanitarie, dovrebbero essere verniciati solo esternamente lasciando l’acciaio neutro all’interno. Uno shaker realizzato con acciaio di qualità risulterà al tatto pesante, solido e consistente

Il classico shaker continentale

Il classico shaker continentale

Origine di provenienza: attualmente i migliori Shaker Cobbler vengono realizzati in Giappone e in minore quantità in Italia. Tutti gli shaker provenienti da questi paesi presentano dei marchi di riconoscimento “Made in Italy & Made in Japan” tra cui Il Baron Round, Yukiwa, e la linea “Shaker Cobbler Continentale” (made in Italy). La stragrande maggioranza degli Shaker presenti oggi sul mercato provengono principalmente da Cina ed India (qualità medio/bassa).

Pochi sono i rivenditori degli Shaker Professionali da Barman ed attualmente in Italia il sito ebarman.com, autore di questo post, risulta uno dei piu forniti.

Le capacità di uno shaker
Ne esistono di vari modelli e capacità, vanno dai 20 cl fino ad arrivare anche a 90 cl/ 1 lt
I più utilizzati sono tre:

  • Capienza 25 cl: per la realizzazione di un singolo cocktail in coppa cocktails.
  • Capienza 35 cl: per la realizzazione di un singolo cocktail in coppa cocktails o in un cocktail con ghiaccio.

Capienza 50 cl: per la realizzazione di più cocktails contemporaneamente.

Senza dubbio il più venduto è con capacità 50 cl. Sconsigliamo le capacità superiori a 60 cl, non è qualitativamente corretto preparare molti cocktails contemporaneamente nello stesso Shaker.
Si ottengono risultati migliori creando al massimo 2/3 cocktails contemporaneamente.
Utilizzo dello Shaker
E’ importante che le tre sezioni siano ben saldate fra loro prima della Shakerata, per impedire la fuoriuscita del contenuto durante la preparazione.

 

COME USARE CORRETTAMENTE LO SHAKER CONTINENTALE

 

Com'è fatto uno shaker continentale secondo un sito inglese

Com’è fatto uno shaker continentale secondo un sito inglese

L’ordine di chiusura delle tre componenti dello shaker non è casuale, prima si chiude con la parte centrale e per ultimo con il tappo superiore. Shakerare sempre con ghiaccio in abbondanza.
Lavare accuratamente dopo l’uso semplicemente con dell’acqua corrente.

L’utilizzo di uno shaker è semplice ma vanno rispettati alcuni particolari per permettere la buona riuscita del cocktail.
Gli ingredienti vanno inseriti all’interno del contenitore grande. Per primi vanno inseriti gli ingredienti alcolici e analcolici e per ultimo il ghiaccio. Dopo aver rempito di ghiaccio in abbondanza basta chiudere con la parte intermedia (parte con il filtro) e per ultimo con il tappo.

La shakerata è energica, ma non eccessiva, per evitare di rompere il ghiaccio all’interno. La frammentazione del ghiaccio durante la shakerata porta il cocktail ad annacquarsi e quindi alla perdita di tutte le caratteristiche qualitative. Il movimento durante la shakerata è rotatorio in senso orizzontale da destra verso sinistra tracciando una traiettoria ovale.
La shakerata dall’alto al basso in verticale porta il ghiaccio a rompersi.

Dopo aver shakerato basta togliere il tappo e servire il cocktail direttamente all’interno di un bicchiere in vetro con ghiaccio o di una coppetta (senza ghiaccio).

E se poi mancano, oltre alla shakerata, altri elementi di base per preparare gli aperitivi nel proprio nuovo bar, c’è sempre il nostro corso di barman full immersion, una giornata pienissima!

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