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Quanti bagni occorrono per il pubblico di un bar?


I bagni diventano obbligatori anche per il pubblico, quando si apre un’attività di somministrazione (al pubblico, appunto) di alimenti e bevande come i bar, i ristoranti, le pizzerie, e tutte quelle attività ove E’ PREVISTA LA SOSTA. Viceversa per i bar, pizzerie da asporto, ecc. ove non è prevista alcuna sosta, ma solo il consumo immediato o l’asporto, il bagno non è obbligatorio per l pubblico in quanto si presume che il/i bagni presente/i sia di esclusivo uso del personale dipendente. In queste attività, ovviamente non vi dovrebbero essere nè tavoli nè sedie, ma solo piani di appoggio per il consumo immediato. Contemporaneamente è anche sottointeso che è da escludersi ogni servizio ai tavoli (almeno in forma esplicita con personale di servizio e menù).*

Qualora sia prevista la sosta, i bagni devono essere due e distinti per sesso, più il bagno degli andicappati che, come nella maggior parte delle situazioni, viene integrato al bagno delle donne. Da non dimenticare che la larghezza dell’ingresso deve essere superiore a 90 cm. *

Per i centri storici generalmente sono previste deroghe che variano da Comune a Comune.*

Datosi che quanto riportato, può essere opinabile e non rispondente ai requisiti minimi che possono variare da Regione a Regione come da Comune a Comune, Consiglio di sentire i pareri deL SIAN presso L’ASL della propria zona.

Per questo articolo ringraziamo il Dottore e consulente Cesare Martino


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28 Responses to “Quanti bagni occorrono per il pubblico di un bar?” Leave a reply ›

  • STO VALUTANDO DI RILEVARE UN BAR.
    AL MOMENTO E' DOTATO DI 2 BAGNI (1 UOMINI E 1 DONNE) CON ANTIBAGNO IN COMUNE.
    SECONDO L'ATTUALE PROPRIETARIO TRATTANDOSI DI UN SUBENTRO NON SAREI OBBLIGATA A PREDISPORRE IL BAGNO PER DISABILI.
    VERO?
    MANCA ANCHE IL BAGNO RISERVATO AL PERSONALE CHE DA QUANTO HO LETTO E' OBBLIGATORIO. SOSPETTO CHE MI STIA RACCONTANDO UN PO' DI FAVOLE, MA COME POSSO ESSERNE SICURA? SE PROVASSI A SENTIRE L'ASL OVVIAMENTE MI DIREBBERO DI CREARE IL SERVIZIO DISABILI.

  • Ciao Samantha,
    se si tratta di un subentro e' sufficiente che i bagni gia' esistenti, vengano effettuate delle modifiche,tali da renderli agibili anche ai disabili, Il bagno per i dipendenti,e' obbligatorio, solamente nei casi in cui nel locale, esiste un laboratorio.
    Buon lavoro. mimmo

  • GRAZIE MILLE, GENTILISSIMO COME SEMPRE :-)

  • ciao mimmo
    volevo chiederti se invece si apre un bar ex novo in un negozio dove non ce mai stato un bar e la superficie è di mq 60, come bar tavola fredda quanti bagni necesitano ?
    è possibile realizzarne uno solo adibito specialmente per i disabili in modo che lo possano usare chiunque ?
    grazie in anticipo

  • Ciao Domenico,
    in un bar ex novo, i bagni devono essere due e distinti per sesso, più il bagno degli andicappati che, come nella maggior parte delle situazioni, viene integrato al bagno delle donne. Da non dimenticare che la larghezza dell’ingresso deve essere superiore a 90 cm.
    Per i centri storici generalmente sono previste deroghe che variano da Comune a Comune.
    Datosi che quanto riportato, può essere opinabile e non rispondente ai requisiti minimi che possono variare da Regione a Regione come da Comune a Comune, Consiglio di sentire i pareri dell' L’ASL della propria zona.
    Buon lavoro. mimmo

  • ciao mimmo,
    ho un curiosità legata ad una attività di un mio amico. Il locale nasce molti anni fa come bar ma nel tempo si è evoluto assumendo come attività prevalente alla camera di commercio quella di ricevitoria e vendita tabacchi. a queste si aggiunge sempre un servizio bar( è presente un banco per l'esposizione di lavorati e per il consumo di bevande tipo caffè etc..).
    non è chiaro a questo punto se il locale deve adeguare gli attuali servizi igenici, ad oggi costituiti da un antibagno e bagno ma palesemente non idonei per disabili.
    Nel locale sono presenti piani d'appoggio ma anche un tavolinetto usato dai clienti per giocare qualche schedina o per una lettura veloce di giornale tra una giocata ed un caffè...
    gRazie mille!!

  • Ciao Antonella,
    le normative per i servizi igienici di un bar,variarano a seconda se l'attivita' e' ex novo oppure e' avviata da diversi anni. In quest'ultimo caso,e' sufficiente un solo bagno con antibagno e quindi non necessariamente deve essere anche per i disabili.
    Ti mando un saluto da parte di tutto lo staff. mimmo

  • Grazie mille!!
    ma poichè bisogna essere come san tommaso(e mettere in questo caso il dito nella legge...)mi chiedevo a livello normativo dove potevo trovare tutte le informazioni perchè in realtà il quid nasce dalla richiesta di certificato di idonietà d'uso del locale per cui il mio amico è letteralmente entrato nel pallone...a cosa deve far riferimento, legge nazionale o dpr o dm...confusione...il locale si trova in sicilia...altra info scusami per la cuorisità...ma gli hanno richiesto una perizia fonometrica, ma poichè le uniche fonti di rumore sono date da due condizionatori(ha solo all'interno una cella frigo per i gelati..) gli conviene farla lo stesso??
    grazie ancora per le vostre informazioni perchè preziosissime!!il mio amico pippo vi ringrazia!! :)

  • Ciao Antonella,
    le informazioni sulle normative dei bagni per un pubblico esercizio, le puoi richiedere presso l'ASL della tua zona.La valutazione di impatto acustico ambientale è regolata dalla legge 447 del 26 Ottobre 1995, la quale viene applicata per tutte le attività potenzialmente rumorose ma è imposta anche se un esercizio commerciale possiede solo un frigorifero o un condizionatore.
    Le misurazioni fonometriche per valutare il grado di emissione del rumore vengono effettuate da tecnici competenti in acustica e vibrazioni al fine di decretare l'attività rumorosa e di concedere parere favorevole al rilascio del nulla osta di impatto acustico o respingerlo nel caso in cui il livello di rumore superi i valori consentiti dalla Legge.
    Il tecnico competente effettua la perizia fonometrica e redige una relazione tecnica da rilasciare al richiedente che dovrà provvedere a consegnarne una al Comune di competenza ed una da archiviare presso la sede dell'attività rumorosa con l'autocertificazione ed il successivo nulla osta.
    Non conosco le tariffe per fare questa perizia, ma se te ne hanno fatto richiesta, credo proprio che sara' una spesa che dovrai sostenere.
    In bocca al lupo. mimmo

  • Come ti ha detto mimmo l'impatto acustico è obbligatorio, io in ho speso 800 euro, con un area di somministrazione di 35 mq, giusto per darti un riferimento.
    Ciao

  • Ma perchè il costo di una perizia è funzione dell'area di somministrazione??allora mi sa ke è finita bene..hanno proposto 500+iva..

  • Ciao a tutti,
    come noto, bar, pub, discoteche e locali pubblici in generale non sono "luoghi pubblici", bensì "luoghi aperti al pubblico" - e dunque accessibili a chiunque, ma nel rispetto di predeterminate condizioni.
    Si ritiene, pertanto, legittimo che il gestore di un bar possa riservare l'utilizzo della toilette ai soli clienti del proprio locale.
    Tuttavia, qualora una persona abbia usufruito dei servizi igienici senza essere cliente del bar, questa, ovviamente, non potrà certo essere costretta a consumare prima di uscire dal locale.
    La condizione per cui l'accesso alla toilette è riservata ai soli clienti del locale è dunque pienamente legittima sotto il profilo formale, ma non è certo sempre facile da far rispettare.
    Saluti. mimmo

  • Ciao,
    sto per ristrutturare un bar qui nella mia città ( Cagliari ) .
    Volevo sapere come devono essere le porte dei bagni .
    Prima cosa le misure , poi le caratteristiche delle porte .
    Esempio .
    Antibagno per forza va&vieni o basta la pompa aerea che la chiuda automaticamente ?
    ( le porte va&vieni costano 3 volte tanto quelle battenti ... se posso risparmiare ... )
    A chi devo chiedere per informazioni precise ? alla asl ?
    grazie

  • ciao Riccardo, credo proprio che quelle normali a battente vadano bene. A volte ci sono curiose leggi regionali, chiedi alla ASL locale

  • Salve a tutti e a Mimmo in particolare. Ho letto con attenzione la disquisizione sul numero dei bagni e sul fatto che debba essercene uno apposito per il personale di un eventuale laboratorio. Ma questa nozione da dove deriva? Non essendoci in alcuna norma Nazionale non può che essere di un regolamento locale (regolamento di igiene comunale). Ma in assenza di regolamenti locali a che cosa si dovrebbe far riferimento e che affermi quanto da te sostenuto? Preciso che il SIAN locale per potersi pronunciare deve anch'esso far riferimento a delle norme e non in base ai propri gusti.
    Saluti e grazie.
    Alex

  • Allora, ho chiesto tutto alla asl.
    I bagni se hai un laboratotio cucina devono essere 3 .
    1 personale con antibagno con aereazione forzata o naturale sia nel bagno e antibagno .Lavabo con rubinetteria a pedale o fotocellula e porta va e vieni senza maniglia che apra in entrambi i sensi . Bagno personale non comunicante con quello clienti .
    Bagno pubblico : 1 donne-disabili con porte da 90 cm a battente ( normali ) , aereazione naturale o forzata . Bagno uomini con porta da 80 aereazione naturale o forzata . Antibagno con rubinetti normali , aereazione forzata , porta va e vieni da 90 . Per tutti i bagni dosa sapone e asciugamani di carta o ventola asciugamani .
    Almeno a Cagliari le cose stanno cosi , per un bar con laboratorio per preparare panini, crepes e rinvenire cibi congelati ( ho un forno senza gas o altro per cuocere )

    • No Riccardo a Cagliari le cose non stanno così.
      La nostra città (anche io sono di Cagliari e sono un tecnico) non ha un apposito regolamento d'igiene. La Asl (come al solito) ti ha fornito informazioni che non hanno alcun riscontro con quanto prescritto dalla norma. A tal proposito ti inviterei a chiedere di leggere davanti a te ciò che dice la norma e vedrai che non si parla mai di bagni per il pubblico. Nè c'è scritto che il bagno per il personale debba essere distinto da quello del pubblico. La norma che loro richiamano è il dpr 327/1980. In questo decreto si parla di servizi igienici solo all'art. 28 che, però, si riferisce esclusivamente agli stabilimenti e ai laboratori di produzione. Essendo questi luoghi non aperti al pubblico non viene detto nulla sui bagni pubblici. La trattazione relativa ai bar, dove ci sono prescritti i requisiti, è all'articolo 31 ma neanche qui si parla di servizi igienici.
      Per quanto concerne l'apertura delle porte per il personale che deve fare uso dei servizi - anche ammettendo che quanto previsto per gli stabilimenti di produzione sia applicabile anche ad un bar (cosa evidentemente esclusa dalla stessa norma) - la norma (all'art 28) dice che deve essere di tipo automatico. Punto. Ritengo comunque che sia giusto realizzare un bagno per le persone con limitate capacità motorie (che potrebbe essere utilizzato anche dal personale) e che perciò secondo i criteri di legge potrebbe essere l'unico. Solo che la larghezza da 90 cm appare eccessiva visto che la norma (D.M. 14 giugno 1989, n. 236) prescrive che le porte debbano avere luce netta di almeno 75 cm (la carrozzina ci passa benissimo). Ciao. Alex

  • guarda a me le cose le ha dette di persona ( con davanti ilprogetto del bar come verrà ristrutturato ) una dottoressa che va a fare i controlli ... ti dico anche nome e cognome . Quindi anche se le cose non stanno proprio cosi come dici tu , è meglio fare come dice chi va a controllarti . Tanto hanno sempre ragione loro .

    • Ho trascorso un paio d'ore presso la ASL sia venerdì che oggi. In un certo senso hai ragione tu ma credo che sia giusto che sappia che le imposizioni (non scritte) che ricevi non derivino dalla legge o da regolamenti ma dalla bizzarria di alcuni medici che fanno un altro mestiere. Poi la scelta è tua: è meglio seguire la norma (e perciò fare le cose per bene nel rispetto della legge) oppure seguire le indicazioni di un medico della ASL. Questa seconda scelta potrebbe anche essere la migliore ma, per esperienza, posso dirti che il più delle volte si tratta di cieche prescrizioni che non portano alcun vantaggio dal punto di vista sanitario ma molti svantaggi da quello economico. Per quanto concerne la larghezza delle porte, non credo che tu pensi che una persona in carrozzina abbia vantaggi particolari nell'attraversarla di traverso (per giustificare i 90 cm, 10 in più di quanto prescritto per la porta d'ingresso di un appartamento!). Fai come credi che sia giusto ma fallo con la consapevolezza che potresti avere delle alternative forse più valide. Quando ti viene dato un "consiglio" dal medico della ASL questo ti viene espresso verbalmente, poi tu (o il tuo tecnico di fiducia) presenti il progetto in cui viene applicato il consiglio ma dove la firma non è quella del medico della ASL. Tutto appare come se l'iniziativa di fare tre bagni in luogo di uno solo fosse partita da te. Così vanno le cose. Io preferisco oppormi ma rispettando la legge ma soprattutto il buon senso.
      Ciao
      Alex
      P.S. Per le persone disabili è più agevole aprire le porte scorrevoli piuttosto che quelle a battente.

  • Cioa sto per aprire una gelateria ne comune di Gorgonzola (MI)senza laboratorio di produzione ( è un franchising e il gelato mi viene portato già pronto)

    Non essendo attività artigianale ho 2 scelte : esercizio di vicinato alimentare o somministrazione,
    Sto dibattendo con il comune il quale mi vuole imporre la somministrazione nonostante la legge , anche il testo unico sul commercio della regione lombardia , parla chiaro : si intende somministrazione solo se c'è consumo sul posto. Nel mio caso non è cosi , non ho tavoli, sedie, banco bar , nulla solo coni gelato e torte ,semifreddi ecc.

    Io vorrei aprire come esercizio di vicinato per non aver l'obbligo del bagno disabili.

    Leggendo e rileggendo non esiste nessuna normativa, se non quella riferita alla somministrazione non assitita per le imprese artigiane, che non è il mio caso, dove ci sia scritto che si può aprire l'esercizio con somministrazione senza fare il bagno disabili.

    Ho 2 strade o apro come somministrazione e poi non faccio il bagno o apro come esercizio di vicinato e poi corro il rischio che mi impediscano di fare i coni.

    Cosa mi consigli?

    • Ciao Stefano,
      ti ha gia' dato una risposta Alex,quindi io l'unica cosa che ti posso consigliare e'd'interpellare l'azienda del franchising ed avendo esperienza nel settore sapranno sicuramente destreggiarsi anche con certi cavilli burocratici.
      Saluti. mimmo

  • Stefano, non conosco il regolamento della tua regione (è già molto che esista) ma posso darti un consiglio di tipo generale. Se tu chiedi presso l'organo di controllo o presso chi ti rilascia permessi e autorizzazioni, ti viene detto un parere che non vincola minimamente chi te lo da. Per questo motivo possono essere dette cose giuste o sbagliate. Se tu segui il consiglio e, perciò, fai come ti viene detto, sei tu che stai presentando la proposta. Nel tuo caso con un bagno che, a rigore, non dovrebbe esserci. In questo modo diventi tu l'unico responsabile della soluzione proposta e non puoi più fare niente per porci rimedio. Ti consiglio sempre di chiedere un parere preventivo per iscritto dove è precisato quali siano le norme e gli articoli da applicare. Meglio se nella richiesta richiami gli articoli che ti darebbero ragione, riportandone integralmente il testo. L'amministrazione (o l'organo di controllo) è tenuta a rispondere, motivando la risposta. A questo punto è più probabile che ti venga data la ragione che, giustamente, pretendi di avere. Se il parere dato fosse palesemente in contrasto con la norma che tu stesso hai citato e trascritto nella domanda, è possibile presentare la risposta presso la procura della Repubblica con una denuncia di abusi di atti d'Ufficio o altro (in funzione della risposta). Prima di arrivare a ciò, sarebbe opportuno ammonire il responsabile preposto a darti la risposta che ciò che scrive potrebbe essere utilizzato per un eventuale ristoro dei danni. Uso questo sistema da parecchio tempo e, stranamente, quasi tutti gli amministratori diventano più ragionevoli. In bocca al lupo.
    Alex

  • salve a tutti...sono paride, mi occorrerebbe un'informazione.. avrei intenzione di prendere un piccolissimo locale commerciale a cagliari attualmente sfitto e spoglio..situato in un ottimo punto d'afflusso di clientela...rimane a un lato di una gradinata larga piu o meno 4 metri che divide due strade e ha una metratura di circa 30 metri quadri...c'è per caso una metratura minima x esercizi di caffetteria? ci potrebbe rientrare? il laboratorio è un opzione facoltativa o è obbligatoria x questa tipologia di esercizio? lo domando perche cosi potrei strutturare solo i 2 bagni x le donne addibito anche x gli handicapati e per gli uomini evitandomi quindi il terzo del personale...attendo un vostro riscontro..e intanto vi ringrazio anticipatamente..ciao!

  • Ciao Paride,
    la metratura di 30mq rientra nella norma e se non necessiti di preparare alimenti non e' obbligatorio avere ne' il laboratorio ne' il bagno per il personale. Per quanto riguarda i bagni, e'sufficiente uno per uomini ed uno per donne da adibire anche ai disabili. Mi raccomando di chiedere all'ASL quale dev'essere l'apertura minima per il bagno disabili.
    Buon lavoro. mimmo

  • Ciao Paride,
    la quantità e la tipologia dei bagni sono normalmente indicati nel Regolamento d'Igiene. La città di Cagliari ne è sprovvisto. Altresì, su questo regolamento dovrebbero esserci indicate le superfici minime anche per altri ambienti, laboratori, cucine, ecc. Come esattamente suggerisce Mimmo, è raccomandabile chiedere alla ASL con la riserva che ho già esposto in altri post: fatti dare un parere scritto (parere preventivo) con tutti i riferimenti normativi. Anche se ti diranno che questo parere non è vincolante, in realtà lo è. Nel tuo caso, a vedere le norme vigenti, non sei tenuto a fare più di un bagno. Questo dovrebbe essere dotato di disimpegno (con armadio chiuso a chiave per gli indumenti del personale). Le dimensioni delle porte del bagno (che sarebbe meglio se fosse accessibile a tutti ma l'obbligo dipende dal tipo di intervento) sono regolamentate dalla Legge 13/89 (integrata con norme Regionali che troverai nel sito della Regione Sardegna) e dal suo Regolamento di attuazione.
    Preciso che secondo una prassi della ASL 8 di Cagliari, sono necessari tre bagni. Uno per il personale e due per il pubblico (uomini e donne). Questa prassi deriva da un regolamento interno che non ha alcun valore di legge e, comunque, non è neanche una prassi consolidata. Sempre secondo questa prassi se la superficie del locale di mescita è inferiore a 70 mq, potrebbero essere sufficienti "solo" due bagni. Ribadisco che questa prassi non vale assolutamente nulla e non è vincolante ma se vai a chiedere un parere, ti verrà risposto come sopra, dopo di che, quando presenterai la tua DUAAP presso lo Sportello Unico Attività Produttive, sarai tu che stai decidendo di tua spontanea volontà di realizzare più del minimo necessario. Perciò, mi raccomando, parere scritto!
    Alex

  • Salve a tutti, aprirò presto un bar a Grosseto ma nessuno mi sa dire la norma esatta per quanto riguarda i bagni. Io nel mio progetto ho previsto un bagno per donne-uomini e un bagno per i dipendenti. La metratura del bar è di mq 80 e ho anche un laboratorio di mq 8. potreste dirmi qualcosa a riguardo? Ps farò un po di piatti freddi e quelli pronti da riscaldare col microonde.
    Grazie mille

  • Ciao Ernesto,
    i bagni devono essere due e distinti per sesso, più il bagno degli andicappati che, come nella maggior parte delle situazioni, viene integrato al bagno delle donne. Da non dimenticare che la larghezza dell’ingresso deve essere superiore a 90 cm.
    Il bagno per i dipendenti, non sempre e' obbligatorio,in quanto
    nei centri storici generalmente sono previste deroghe che variano da comune a comune.
    Datosi che quanto riportato, può essere opinabile e non rispondente ai requisiti minimi che possono variare da regione a regione come da comune a comune,ti consiglio di sentire i pareri del SIAN presso L’ASL della propria zona.
    Ti auguro un buon lavoro. mimmo

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Gabriele Cortopassi, Autore

Gabriele Cortopassi
Autore ed esperto di bar e caffé

Michele, Web Strategist

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Domenico Marchi, Moderatore

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