La pressatura del caffè, vale a dire l'azione che il barista compie per pigiare il caffè nel portafiltro, è un movimento più automatico e distratto che altro. In realtà è un movimento importante e farlo bene contribuirà a rendere il nostro un ottimo espresso.
Tanto per farvi divertire un po' ho diviso in due questo post, e se nel post che trovate sul blog sul caffè si parla proprio della corretta tecnica di pressatura del caffè in questo ci divertiamo a parlare dello strumento, del pressino.
Intanto cosa non userei. Sicuramente, prendendo come parametri di corretta pressatura la livellatura e la forza non userei i pressini attaccati ai macinini, quelli in cui per pressare si spinge verso l'alto.
Non userei nemmeno quelli di plastichina sottile; pigiando come si deve non è difficile romperli.
Uso però quelli belli solidi, in plastica o acciaio, ma sicuramente forti.
Anche in questo campo si è scatenata una piccola corsa al pressino d'autore: col manico in legno, serigrafati, con un poggiabase in feltro per tenerli asciutti (e non far attaccare la polvere di caffè) e via creando.
Negli ultimi anni si sono visti in giro (ma veramente poco, direi solo nelle scuole) i pressini ergonomici o dinamometrici, quelli che garantiscono livellatura e pressione sempre uguale, sia che lo usi un minatore gallese sia una ballerina russa.
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