Aprire un bar passo passo

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I rapporti con i clienti

Il cliente è più che importante, anzi, è perfino banale dire che è fondamentale nell'economia (proprio quella) di un bar; senza il cliente non avrebbe senso aprire la mattina, tanto varrebbe andare a pescare.
Cerchiamo di dire qualcosa di più intelligente. Il cliente è necessario, e il miglior modo per godere della sua presenza (e farne godere il bar) sarebbe quello di trattarlo come una persona, come un essere umano da ascoltare e rispettare. Invece spesso e molto presto esso smette di essere una persona per diventare solo un cliente, e ancora, salto ulteriore e per niente infrequente, diventa un rompiscatole.
Ecco. Tema di questo post già sollecitato da alcuni commenti sarà i clienti e la sua peggior degenerazione:  diventare incomprensibilmente (almeno dal punto di vista di chi sta dietro il banco) rompiscatole.

Il termine rompiscatole in realtà è spesso declinato come maleducato. Un maleducato da accogliere per il proprietario, un maleducato da sopportare per il dipendente.
Attenzione: lungi da me la volontà di generalizzare. A lavorare nei locali vedo moltissimi ragazzi magnifici che si rapportano alle persone con una umanità straordinaria.
Diciamo solo che questi sentimenti di disaffezione (!) al cliente esistono, e sono frequenti.

Il cliente è maleducato? Proviamo a fare alcune considerazioni
Il cliente, essenzialmente, siamo noi.
Anche il cliente, come noi, avrà un lavoro e come noi sarà spesso al servizio di un suo cliente, che potremmo essere noi, e lo servirà (ci servirà) come barbiere, barista, meccanico, commesso o guidatore di autobus.

Un'altra considerazione: come si dice in psicologia, gli altri sono lo specchio di noi stessi e spesso quello che non ci piace in loro, se lo guardiamo con attenzione e senza chiusure mentali, è quello proprio che facciamo anche noi .. non lo dico io, lo dicono gli psicologi.

Una cosa che invece voglio dire io è quello che ho visto in tanti anni di lavoro.
Ho conosciuto alcuni clienti (persone) veramente maleducate, ma molto spesso ho capito che mettersi nei panni di un cliente significava mettersi nei panni di qualcuno che a volte fa richieste inadeguate perché non conosce.
Non conosce il locale e le sue dinamiche e quindi potrebbe chiedere cose che noi addetti ai lavori potremmo considerare assurde o banali. Non conosce, ancora, il nostro lavoro, e quindi potrebbe domandare preparazioni  o richieste impossibili (e non sempre è facile spiegare il perché una cosa non si può fare…. Se uno vuole le patatine fritte e noi non abbiamo la friggitrice lui potrebbe rispondere: io a casa le faccio in padella!)

Un' ultima cosa. Il cliente spesso va in un locale per rilassarsi, per godersi una serata o un momento di pausa, magari in compagnia della sua bella/bello. Il nostro cliente in questi casi potrebbe essere, e forse ne ha diritto, un po’ distratto e poco attento al cameriere o al barista. È fastidioso; è vero: ci sembra di essere trattati con poco rispetto, con superiorità, eppure spesso, fateci caso, è solo distrazione. E forse anche noi, a volte….

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