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Per aprire un bar serve un’idea forte e serve saperla distruggere.


Una volta si poteva aprire il nostro bar tirando su la saracinesca, adesso dobbiamo avere un idea forte, qualcosa che ci distingua, che ci renda unici; qualcosa che risponda alla fatidica domanda: perchè un cliente dovrebbe entrare nel nostro bar? Quale ragione gli diamo?  In cosa siamo migliori del bar all'angolo?

Nei ragazzi svegli che al giorno d'oggi pensano di aprire un bar un' idea (o un germe d'idea) di solito esiste: farò un bar che non c'è in città, farò un bar incentrato sull'aperitivo fino a tarda sera, oppure con le crepes, oppure con una selezione di whiskye, di grappe, un bar che faccia le colazioni alle 4 di mattina o che sforni i bomboloni alle 4 di pomeriggio, uno che punti sul bingo o sul noleggio di biciclette e altro ancora.

Su come verificare e affinare queste idee vorrei parlare in un altro post, qui invece vorrei dire la mia su come distruggere queste idee.
Distruggere è una parola grossa, diciamo testarle, metterle sotto esame severamente; queste idee lavoreranno per noi nei prossimi anni, e prima di assumerle dobbiamo essere sicuri. Ancora, in altre parole, è vietato innamorarsi delle proprie idee, perchè non si riuscirebbe più a vederne le mancanze e i difetti.
Quindi: prendiamo la nostra idea e cerchiamo di pensarne il peggio possibile.
C'è già qualcosa di simile più o meno vicino a noi?
Se non c'è perchè? Nessuno ha mai avuto quest'idea oppure l'idea non è valida?
Se qualcosa di simile c'è già stato perchè non c'è più? Non funzionava? Era stato interpretato male?
E ancora, il bar che abbiamo in mente noi ha i numeri per richiamare un salutare numero di clienti? Copre un target abbastanza vasto? Il tipo di persone, di pubblico che cerchiamo è presente nell'area dove vorremmo aprire? Abbiamo fatto due conti? I clienti che ci aspettiamo basteranno a pagare i costi e a darci uno stipendio?


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3 Responses to “Per aprire un bar serve un’idea forte e serve saperla distruggere.” Leave a reply ›

  • gabriele, dimentichi che per un bar l'idea non basta: ci vuole anche il fattore C!
    a volte vedi bar che ci va un sacco di gente e non si capisce il perche, semplicemente la fortuna che hanno trovato quei due tre clienti che hanno portato amici eccetera

  • Ciao Jose,
    sicuramente avere molti amici è un ottima base di partenza, e in effetti non sono pochi coloro che per lavoro portano amici nei locali, i cosidetti PR.
    Direi semmai che, parlando di fattore C nei locali si può dire che a volte il successo di un locale è dato da una bizzarra alchimia, magari da un dettaglio a cui, spesso, il proprietario non ha fatto nemmeno attenzione ma che fa diventare di moda ritrovarsi lì (con un processo simile a quello del viral marketing?)

    eh, ad azzeccarle tutte....

  • @ Jose: premesso che il buon marketing è quello che funziona, penso che sia vero che a volte anche la fortuna aiuta, o la sfortuna intralcia, ma partire con una strategia solida e una buona idea può solo aiutare..l importante è fare in modo di avere una buona base di clienti fidelizzati!

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Gabriele Cortopassi, Autore

Gabriele Cortopassi
Autore ed esperto di bar e caffé

Michele, Web Strategist

Michele
Web Strategist e frequentatore di bar

Domenico Marchi, Moderatore

Domenico Marchi
Moderatore, barman ed appassionato di vini