A pensarci razionalmente ci sono più motivi per non aprire un bar che per aprirlo: costi fissi alti, molta concorrenza, materie prime deperibili, un sacco di beghe burocratiche e casini con il personale.
Allora perché?
Forse ad entusiasmare di questo lavoro è la completezza, il fatto che, a mio avviso, questa attività abbia due anime.
La prima è manageriale (valutare la posizione, cercare e confrontare investimenti, gestire il personale e il food cost...) la seconda anima è creativa, e va usata per immaginare l'arredamento, per abbinare la miglior musica, per ideare nuove ricette, nuovi eventi e perfino per organizzare mostre d'arte e vernissage.
Due anime, e per avere successo nel mondo del bar bisogna eccellere in tutte e due.
Nel mondo del bar poi si incontrano molte persone, e il luogo di ritrovo per antonomasia e questo sembra entusiasmante.
Ed in effetti è entusiasmante, quando arriva la commessa morettina con i capelli lisci (o l'avvocato pelato come un biliardo ma tanto affascinante) del negozio a fianco, quella per cui ogni mattina fai un cappuccino con il cuore (e lei senza nemmeno guardarlo ci mette lo zucchero e lo gira). Il problema è che poi arriva anche il furbetto, quello che non vuol pagare, quello che beve troppo e che comincia a diventare fastidioso, il logorroico e poi e poi….
È un grande mondo…


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